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Andrea Segre riflette sul tema dell’immigrazione con L’Ordine Delle Cose

Oggi Proiezione Speciale al Lido di Venezia, sarà L’Ordine Delle Cose, film diretto da Andrea Segre – dal 7 settembre al cinema – con protagonista il cast composto da: Paolo Pierobon, Giuseppe Battiston, Valentina Carnelutti e Olivier Rabourdin.

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Corrado (Paolo Pierobon) è un alto funzionario del Ministero degli Interni italiano specializzato in missioni internazionali contro l’immigrazione irregolare. Il Governo italiano lo sceglie per affrontare una delle spine nel fianco delle frontiere europee: i viaggi illegali dalla Libia verso l’Italia. La missione di Corrado è molto complessa, la Libia post-Gheddafi è attraversata da profonde tensioni interne e mettere insieme la realtà libica con gli interessi italiani ed europei sembra impossibile. Corrado, insieme a colleghi italiani e francesi, si muove tra stanze del potere, porti e centri di detenzione per migranti.

La sua tensione è alta, ma lo diventa ancor di più quando infrange una delle principali regole di autodifesa di chi lavora al contrasto dell’immigrazione, mai conoscere nessun migrante, considerarli solo numeri. Corrado, invece, incontra Swada (Yusra Warsama), una donna somala che sta cercando di scappare dalla detenzione libica e di attraversare il mare per raggiungere il marito in Europa. Come tenere insieme la legge di Stato e l’istinto umano di aiutare qualcuno in difficoltà? Corrado prova a cercare una risposta nella sua vita privata, ma la sua crisi diventa sempre più intensa e si insinua pericolosa nell’ordine delle cose.

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Andrea Segre, attraverso il suo film pone una riflessione su quello che stiamo vivendo in questi giorni e sulle lunghe conseguenze che vivremo ancora per anni. Per Segre, quella di Corrado è infatti “la condizione di molti di noi in quest’epoca che sembra aver metabolizzato l’ingiustizia“. Per il regista, la tensione tra Europa e immigrazione sta mettendo in discussione l’identità stessa dell’Europa: “Corrado e la sua storia raccontano questa crisi di identità. Ho cercato in lui, nel suo ordine e nella sua tensione emotiva, quelle della nostra civiltà e del nostro tempo. Sappiamo bene quanto stiamo abdicando ai nostri principi negando diritti e libertà a essere umani fuori dal nostro spazio, ma proviamo a non dircelo o addirittura a esserne fieri. È questa crisi che mi ha guidato eticamente ed esteticamente nel raccontare il mondo di Corrado, un mondo tanto rassicurante quanto inquietante“.