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Bora Dagtekin ci porta a scuola con Fuck You Prof!

Sarà al cinema da giovedì 15 ottobre Fuck You Prof! il film sulla scuola scritto e diretto da Bora Dagtekin e con protagonista Elyas M’Barek che ha letteralmente  fatto impazzire la Germania arrivando a guadagnare 60 milioni di euro al botteghino.

Qualcuno ha deciso di costruire una palestra scolastica proprio nel punto in cui Charlie (Jana Pallaske) aveva nascosto i soldi rubati dell’amico Zeki Müller (Elyas M’Barek), appena uscito dal carcere. L’ex-galeotto non ha altra scelta se non quella di fingersi un insegnante presso la “Scuola Superiore Goethe”.

Di giorno lavora come supplente e di notte scava di nascosto alla ricerca del suo bottino. I suoi drastici e stravaganti metodi per rimettere in riga gli irrequieti studenti della 10B – che alla fine si riveleranno vincenti – si scontrano con quelli docili ed ortodossi della collega Lisi Schnabelstedt (Karoline Herfurth), creando divertenti siparietti fra i due che finiranno con l’innamorarsi l’uno dell’altro. Ma quando la brava e timida Lisi scoprirà la verità sul passato di Zeki.

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Fuck You, Prof! è un film divertente, in grado di attrarre il pubblico adolescenziale di tutto il mondo, e non solo. La comicità demenziale, in particolare all’inizio della storia che si rivela anche un po’ “sboccata”, non ferisce la sensibilità del pubblico perché tutti i protagonisti, in particolare Zeki ed alcuni studenti, non sono quelle “carogne” che vorrebbero apparire. E così si ride, lasciandosi trasportare da questa vicenda in continua evoluzione per arrivare ad un finale che vira verso il romanticismo.

Il film, infatti, è ricco di sfumature tonali e passa con semplicità da un genere all’altro. La storia si apre come un classico teen movie americano per poi abbracciare la comicità demenziale e cambiare nuovamente rotta sul finale verso un genere più sentimentale. Il tutto pur rimanendo assolutamente originale ed imperniato sul rapporto tra studenti ed insegnanti.

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A tal proposito, il personaggio della direttrice della Goethe Gesamtschule, Gudrun Gerster, ricorda moltissimo, con le dovute differenze che esistono tra un personaggio da commedia e la realtà, la nuova figura del preside introdotta dall’ultima riforma della scuola, recentemente varata dal Governo italiano. Uno dei punti cruciali del ddl La Buona Scuola, infatti, è proprio quello di un preside con maggior potere esecutivo, con la possibilità di assumere gli insegnanti a chiamata diretta con contratti di tre anni (rinnovabili), premiando i più meritevoli.

In fondo, è un po’ quello che succede nel film con la direttrice Gudrun, che gestisce l’Istituto come una vera e propria manager. Infatti, è lei a decidere quali professori possono rimanere e quali se ne devono andare, deve far quadrare i conti e rientrare tra le migliori scuole della nazione, dato che è attraverso il ‘merito’ che vengono assegnati i sussidi dallo Stato. Su questo e tanti altri punti il sistema scolastico tedesco assomiglia molto a quello prospettato dalla nuova riforma, che entrerà in  vigore nel nostro Paese dal 2016.

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Nel film di Bora Dagtekin, la Goethe Gesamtschule deve fare i conti con una classe che abbassa notevolmente la media dell’intera scuola. Sarà proprio un ex criminale a cambiare l’atteggiamento di questi studenti “sbandati”, facendogli comprendere appieno l’importanza dello studio al fine di crearsi un futuro dignitoso. Nella nuova legge sulla riforma della scuola, Renzi e il suo Governo, hanno optato per un tipo di scuola che si distacchi il più possibile dal modello attuale, apportando decisi cambiamenti nel nostro sistema di istruzione ed educazione.

Ad iniziare dal ‘merito’ che, in qualsiasi paese civile, è l’unico criterio con il quale vengono esaminati gli studenti ma anche i professori. In Fuck You, Prof! i ragazzi fanno la loro classifica online degli insegnanti, ed essendo una commedia le voci sono esilaranti, dalla professoressa più sexy al professore più “cool”.

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Nella realtà chiaramente gli insegnanti saranno giudicati per altri motivi ma anche questa è una novità. Dal prossimo anno, infatti, nel sistema scolastico italiano, non solo gli studenti ma anche gli insegnanti saranno sottoposti a valutazioni periodiche sui risultati raggiunti. Il film quindi, pur nella sua leggerezza, concede interessanti spunti di riflessione su questo dibattutissimo tema.

Nonostante le critiche che si possono muovere al decreto e ai punti che possono e devono essere migliorati, questo pone al centro alcune tematiche fondamentali nell’istruzione. A cominciare dal rapporto fra studenti ed insegnanti, sempre più distante ed incapace di trovare un modo per comunicare, fino alla formazione dei ragazzi che dovrebbero essere più preparati, culturalmente e professionalmente, per rendersi competitivi nel mondo del lavoro. Una competizione che sia, certamente, basata solo ed unicamente sul merito ma che riesca a coinvolgere anche gli stessi insegnanti, affinché anche loro siano più motivati nel formare le nuove generazioni.

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I “migliori” da noi, studenti ed insegnanti, devono sgomitare non per farsi valere, ma per esistere. In Fuck You, Prof! non è un caso che il solo in grado di rimettere in riga i ragazzi e motivarli fino in fondo, tanto da riuscire a trasformarli da cinici ragazzi sulla via del crimine in studenti appassionati, non sia un professore. Siamo nella finzione, certo, ma anche questo aspetto può aiutarci a comprendere meglio l’importanza di un dialogo fra docenti ed allievi che si basi su un sistema meritocratico.