Tutte le Manie di Bob 0

CAMERA PSYCHO – Tutte le Manie di Bob, benvenute vacanze

Anche quest’anno è arrivata l’estate e in agosto andiamo tutti in ferie. Per chi ama il cinema che fa ridere, è impossibile non ricordare Tutte le Manie di Bob (What About Bob?), un esilarante film datato 1991 diretto da Frank Oz. A distanza di 25 anni, questa commedia è ancora – misteriosamente – introvabile in versione Dvd.

Richard Dreyfuss è il Dott. Leo Marvin

Richard Dreyfuss è il Dott. Leo Marvin

Il Dott. Leo Marvin (Richard Dreyfuss), illustre psichiatra di New York, vuole trascorrere le vacanze nella sua casa sul Lago Winnipesaukee con la sua famiglia, lontano dai suoi pazienti. Non ha fatto però i conti con Bob Wiley (Bill Murray) persona multifobica con angoscia di abbandono e disperato bisogno di affetti familiari.

Il Dott. Marvin incontrerà Bob, inviatogli da un collega forse invidioso del suo successo, nell’ultimo giorno prima della partenza. Fatta la diagnosi fisserà la successiva seduta a settembre e gli consegnerà il suo ultimo libro Baby Steps (Passi di Bimbo) perché possa, ponendosi obiettivi limitati arrivare a superare le sue invalidanti fobie.

Bill Murray è Bob Wiley

Bill Murray è Bob Wiley

Il nuovo arrivato, diventato al primo colloquio completamente dipendente dal suo idealizzato dottore, violerà tutte le regole e i limiti del rapporto medico-paziente entrando prepotentemente nella vita privata del terapeuta. Riuscirà a raggiungerlo nella residenza estiva, conquisterà la simpatia e l’accoglienza della sua famiglia (la moglie Fay, la figlia Anna, il figlio Sigmund detto “Siggy”), si sostituirà a lui nella presentazione del libro Baby Steps ripresa da Buongiorno America sempre esaltando il genio del Dott. Leo Marvin il suo salvatore.

Mentre Bob incomincia a trarre beneficio dal suo inserimento nella famiglia Marvin vincendo progressivamente le sue fobie, lo psichiatra arriverà ad odiarlo tanto da cercare di farlo ricoverare in clinica psichiatrica e per poi tentare di distruggerlo con l’esplosivo. In clinica finirà allora il Dott. Leo colpito da depressione e da una forma di afasia che si risolverà il giorno del matrimonio di Bob con la sorella Lily. Sappiamo che Bob studierà, diventerà psicologo e pubblicherà un grosso successo editoriale, Terapia Mortale. Il Dott. Marvin lo citerà per plagio.

L'esilarante sequenza di "Buongiorno America"

L’esilarante sequenza di “Buongiorno America”

Il film, certamente paradossale ed esasperato nelle situazioni proposte, rimane divertentissimo. Eccezionali i due attori protagonisti ai quali si deve gran parte del risultato. Qualche considerazione va fatta sulla moderna psicoterapia che, accanto all’interpretazione, ha posto l’accento sull’importanza della relazione terapeutica positiva.

Il terapeuta deve avere un modello teorico di riferimento, le competenze generali e specifiche per condurre il processo psicoterapeutico di cui si assume la responsabilità, ma nel contempo deve mettere in gioco se stesso su un piano paritario con il paziente, accorciando la distanza, offrendosi come strumento terapeutico con empatia, accoglienza, collaborazione.

Nel 1991 esistevano "solo" i telefoni

Nel 1991 esistevano “solo” i telefoni

Un’altra considerazione riguarda proprio l’annullamento della distanza data dalla velocità della comunicazione. SMS, le mail, l’intrusivo persecutorio Wathsapp, Skype, con o senza webcam, hanno di molto modificato il rapporto paziente terapeuta. Bob allora diventa la rappresentazione scenica di colui che arriva ovunque, della comunicazione che non si arrersta mai, che non conosce orari, festività, ferie. Gestire Bob è gestire l’altro e gestire noi stessi.

La stanza della psicoterapia è un luogo privilegiato e speciale, ma non è fuori dal mondo. Le trasformazioni non vanno ignorate bensì accolte e utilizzate con equilibrio. Detto questo: andiamo in ferie.

Claudia Sacchi