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Crisi climatica e rivoluzione energetica, Al Gore torna a dire Una Scomoda Verità

Un decennio dopo Una Scomoda Verità, documentario vincitore dell’Oscar nel 2006 che ha imposto all’attenzione del pubblico il tema della crisi climatica, ecco il coinvolgente e provocatorio seguito che mostra quanto siamo vicini a una rivoluzione energetica reale. L’ex Vice Presidente Al Gore continua la sua infaticabile lotta con Una Scomoda Verità 2, al cinema da oggi, per la regia di Bonni Cohen e Jon Shenk.


Nel 2006, anno di uscita del primo documentario, la crisi climatica si trovava a un bivio. Il consenso scientifico si stava focalizzando su quelli che sarebbero potuti essere i costi reali del cambiamento climatico per l’umanità, l’economia e il pianeta se il mondo non avesse adottato alcuna misura per ridurre l’effetto serra prodotto dalle emissioni dell’uomo. La portata della minaccia iniziava appena a farsi strada nell’opinione pubblica e le industrie dei combustibili fossili reagivano con un’opposizione decisa. Ma tutto ciò accadeva allora. E nei dieci anni successivi molte cose sono cambiate.

Gli straordinari progressi compiuti nella lotta contro il cambiamento climatico e le ragioni di Gore quando afferma che lo slancio non può essere fermato sono il nocciolo di Una Scomoda Verità 2. Il film prende una direzione nuova, mostrando l’evoluzione di un cambiamento positivo dall’interno: rivela come Gore si sia battuto contro le forze aggressive in campo e come abbia affrontato le delusioni, riprendendosi e catalizzando schiere di persone pronte a cogliere una delle sfide più difficili della nostra epoca.

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Dal 2006 ad oggi sono stati molti i cambiamenti a livello sia personale sia globale. Gore è diventato uno straordinario personaggio post-politico, perseguendo idee molto più grandi di qualunque partito o carica; questo nuovo documentario e altri mass media hanno intessuto il cambiamento climatico nella trama stessa della cultura; e quando si tratta di arrestare l’aumento delle temperature, si fanno largo le grandi idee. Si sta diffondendo un’economia a basse emissioni di carbonio ad un ritmo senza precedenti, alimentata da tecnologie innovative e da crescenti vantaggi economici. Di fatto, il 2016 ha marcato un picco storico negli investimenti in energie rinnovabili in tutto il mondo.

Tutto ciò viene catturato in un film girato con lo stile del “cinema diretto”, che elimina il muro tra pubblico e soggetto. Le macchine da presa seguono come un’ombra Gore nella sua odissea tra Groenlandia, India, Europa, Asia e attraverso gli Stati Uniti. Mentre lo tallonano nei corridoi del potere e dentro le trincee con sopravvissuti, persone comuni, scienziati e leader improbabili spinti a compiere azioni straordinarie, si verificano episodi estemporanei e fuori copione che offrono una nuova percezione della sua vita, dei nostri tempi e della realtà che, secondo Gore, non possiamo ignorare: ora che sappiamo di dover cambiare e di poter cambiare, dobbiamo farlo in fretta.

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Vi proponiamo ora un estratto dell’intervista rilasciata da Al Gore.

Sono trascorsi dieci anni. Secondo lei quali sono stati i maggiori cambiamenti in questo arco di tempo nell’affrontare la crisi climatica?

Oggi l’accumulo di inquinamento atmosferico dovuto al riscaldamento globale è aumentato al punto che le conseguenze – in particolare, gli eventi meteorologici estremi legati al cambiamento del clima — sono così ovvie in tutto il mondo che il consenso riguardo alla soluzione di questa crisi è cresciuto in modo sostanziale. L’Accordo di Parigi siglato a dicembre 2015 è stato un vero punto di svolta. Le sue disposizioni, per quanto importanti, non bastano a risolvere la crisi, naturalmente. Ma l’Accordo ha gettato le fondamenta per una iniziativa globale nuova e promettente, grazie alla quale presto vedremo l’adozione di misure che potranno effettivamente fermare la peggiore delle crisi e darci una base realistica di speranza per iniziare una lunga e lenta ripresa. Queste stesse misure creeranno anche decine se non centinaia di milioni di nuovi posti di lavoro, man mano che costruiamo un’economia globale sostenibile basata sulle energie rinnovabili, sulla iper-efficienza, su un’agricoltura e una silvicoltura sostenibili e sull’ammodernamento degli edifici in tutto il mondo.

I tentativi di negare la crisi climatica continueranno a ostacolare il progresso verso le politiche di cui abbiamo bisogno, ma sempre meno persone dedicano tempo e attenzione a questi ‘negazionisti’. Un altro aspetto importante è che i leader nel settore economico e industriale, gli investitori e i leader della società civile hanno attraversato il Rubicone, dato che il messaggio proveniente dalla Conferenza di Parigi è stato ricevuto da tutti. Ed è ora molto chiaro che la Rivoluzione della Sostenibilità ha una dimensione e un ambito pari a quelli della Rivoluzione Industriale e la velocità della Rivoluzione Informatica e Digitale. Assistiamo a cambiamenti drammatici in ogni settore dell’economia e della società e lo slancio acquisito è ora inarrestabile. L’ultima domanda è quanto in fretta riusciremo a risolvere questa crisi e quanti danni residui che persisteranno nel sistema climatico dovremo affrontare negli anni, decenni e secoli a venire.

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Nel film traspare l’idea che lei si stia ritagliando un ruolo di personaggio post-politico. Lei sembra avere una grinta e un’energia innate nel mettersi al servizio della società. Secondo lei, ciò che fa ora sul fronte del cambiamento climatico è soddisfacente quanto lo sarebbe stato ricoprire un incarico politico?

Non ho mai sofferto per la delusione che non vi sia una posizione che possa assicurare al mondo altrettanto cambiamento di quella di Presidente degli Stati Uniti. Ma non avendo ottenuto quel ruolo, devo dire di essere stato molto felice per avere trovato altri modi per mettermi al servizio della comunità e fare la differenza. E il mio impegno per contribuire a catalizzare una soluzione alla crisi climatica è un impegno che non potrei mai abbandonare. È qualcosa che faccio da molto tempo e che continuerò a fare finché respiro.

Quanto sono importanti le tecnologie rinnovabili per compiere la Rivoluzione della Sostenibilità?

Gli sviluppatori di tecnologie rinnovabili hanno ridotto i costi in modo così drastico da poter offrire alle città, ai sindaci, ai governatori e ai leader nazionali in tutto il mondo una vasta gamma di opzioni che non erano disponibili a condizioni così vantaggiose dieci anni fa. Dopo Una Scomoda Verità e altri eventi che si sono verificati circa dieci anni fa, c’è stato un momento di flessione nello sviluppo di queste tecnologie. Siamo spesso sorpresi quando le tecnologie diventano decisamente più economiche e al tempo stesso radicalmente migliori. Abbiamo osservato questo andamento con i chip per computer che ci hanno poi portato i telefoni cellulari, le TV a schermo piatto, ecc. Per molti, però, appare sorprendente vedere lo stesso andamento nelle tecnologie del solare e dell’eolico e nell’accumulo di energia elettrica nelle nuove, più economiche e potenti batterie. Con gli strumenti digitali disponibili ora, tra cui il cosiddetto internet delle Cose (Internet of Things), è possibile eliminare le inefficienze e ridurre le emissioni senza incidere sulla qualità della vita e incrementando i profitti per le aziende. Le nuove tecnologie stanno cambiando le regole del gioco e questo sta avvenendo ovunque nel mondo. Ecco perché io dico che la Rivoluzione della Sostenibilità ha una portata e un’estensione pari a quelle della Rivoluzione Industriale negli ultimi due secoli. Questa nuova Rivoluzione però, sta avvenendo a un ritmo simile a quello della Rivoluzione dell’Informazione che ha trasformato la nostra vita alla velocità della luce.

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Quando la sera va a dormire, qual è la cosa che le dà maggiore speranza per il mondo, sapendo quanto la situazione sia precaria?

Sono sempre molto fiducioso e grato quando penso alle migliaia di Climate Leader che vanno in giro ogni giorno in tutto il mondo, incontrando personalità locali, regionali e nazionali, per promuovere soluzioni innovative che creano posti di lavoro e permettono di rendere l’aria e l’acqua più pulite. Sapere che moltissime persone in tutto il pianeta agiscono quotidianamente, ecco, è questo che mi dà la più grande speranza.

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