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Dante Va Alla Guerra, il monito di Roberto Albanesi: guardare avanti per vivere davvero

Venerdì 5 ottobre, al Teatro Carlo Rossi di Casalpusterlengo, c’è stata la trionfale (oltre 400 persone in un cinema che ne accoglieva 292!) prima proiezione nazionale di Dante Va Alla Guerra, il terzo lungometraggio scritto e diretto da Roberto Albanesi. Prodotta dalla TORO! Cinematografica, la pellicola è stata realizzata nell’estate del 2017 fra il lodigiano, l’oltrepò pavese ed il piacentino e vede fra gli attori volti noti del cinema, della televisione e del teatro italiano come: Stefano Galli, Ivan Brusa, Roberta Nicosia, Claudio Abbiati, William Angiuli, Domitilla Colombo, Paolo Riva, Mariangelo Pagani e molti altri. Noi di Cameralook.it abbiamo avuto il piacere di vederlo in anteprima e possiamo subito dirvi che si tratta di un bellissimo film.


Non guardare indietro, vai avanti. Datti una mossa, buttati, lanciati, lasciati andare, davvero. Questo il messaggio di Dante Va Alla Guerra, un film che racconta una storia personale che diventa universale. Una storia che parla ad una generazione, quella che si avvicina ai trent’anni d’età, che fatica a trovare orizzonti e prospettive, privata di punti di riferimento, di fari che possano illuminare una strada sempre più in salita.

Dante (Stefano Galli), il protagonista, è un ragazzo che deve diventare uomo. O meglio, è un giovane uomo che non sa ancora di essere forte. È bloccato, paralizzato volontariamente in una situazione di stallo. Immobile, Dante è in apnea, non respira, aspetta che accada qualcosa sperando al tempo stesso che non succeda nulla. Il suo coraggio è in panchina, lui preferisce prevenirlo. Per questo vaga nel vuoto, solitario, controcorrente. Ben diverso da tutti coloro che lui ritiene essere “pecore” decerebrate che seguono la moda di turno. Inoltre ha anche un brutto rapporto con Dio (in chiesa arriva al punto di litigarci animatamente), quel “bambinone” che sembra non volergli dare ascolto.

Dante

Dante

Dante non lavora e non cerca lavoro. Lo vediamo andare dallo psicologo, ed è in quelle occasioni che cerchiamo di capire qualcosa in più su di lui. Il resto è lui stesso a raccontarcelo, in prima persona, con un cameralook che inizia fin dai primi momenti del film. È Dante che vuole parlarci della sua vita. Dei suoi gusti, di quello che gli piace (scrivere è il suo sogno) e di quello che lo spaventa. Al suo fianco ogni tanto c’è un amico immaginario con cui parla (che è lo stesso regista, Roberto Albanesi). Lo vediamo anche noi, spettatori folli di una vita che deve per forza avere un senso (come gli ricorderà un matto che parla di massimi sistemi, alla Woody Allen).

Sarà il destino, quello imprevedibile, che gli farà conoscere “Faga” (Ivan Brusa), un altro emarginato come lui. Un incontro che spezza la routine di Dante, quella logorante successione ripetitiva degli stessi gesti. Abitudini che danno sicurezza ma che al tempo stesso annientano l’anima. Dicevamo di “Faga”, un ragazzo solo come lui che, nonostante i suoi problemi (sembra ritardato, ma non lo è, ha solo un difetto di pronuncia, parossistiche fobie e un look bizzarro), di coraggio ne ha, consapevole e fiero di esercitarlo. Per questo si dichiara a Giorgia (Roberta Nicosia), una ragazza che mai sarebbe stata con lui (e così sarà). Ma soprattutto riuscirà a convincere Dante a buttarsi, in nome del “guardare avanti”, di provarci comunque, di avere, anche quando le cose sono impossibili (come il ritorno di suo nonno, che non c’è più), sempre speranza. Perché sperare in qualcosa, un senso alla vita lo dà sempre.

"Faga" e Dante

“Faga” e Dante

A diversi momenti divertenti – come quelli girati in stile videoclip (con le splendide canzoni de Il Fieno e un motivetto de I Camillas) o come gli stessi Dante e “Faga” con i loro discorsi e le loro battute (insieme sono davvero due irresistibili “sfigati”, anche se solo apparentemente: sono loro i migliori) – ne corrispondono anche altri più toccanti, espressi anche attraverso sequenze oniriche. Ed è tra questi momenti che capiamo il blocco di Dante, ovvero la morte del padre dopo una lunga malattia degenerativa che l’ha portato a dimenticare anche il nome del figlio. È questo il lutto che Dante non ha saputo ancora superare, incapace di rimettersi a camminare nella vita senza un papà/guida che per lui rappresentava tutto. Il profumo della sua camicia per il piccolo Dante rappresentava la serenità, la fine della paura, la possibilità di farcela.

È stata questa perdita a creare in lui un enorme senso di impotenza e di inerzia, e soprattutto di ingiustizia e di rabbia (il momento dallo psicologo dove elenca tutto ciò che lo fa incazzare sembra una citazione, anche grazie all’uso del cameralook, de La 25. Ora di Spike Lee, con Edward Norton). Una rabbia sconfinata che lui ha dirottato poi verso se stesso, auto-decretandosi “fallito”, incapace di reagire ad una situazione ristagnante. Ma è proprio il giungere a questa consapevolezza (non è più tempo di “perdere treni”) che gli dà la scossa. Nel commovente e immaginario nuovo abbraccio con suo padre, Dante capisce che guardare indietro non porterà a niente e che solo andare avanti, senza rimpianti, provandoci sempre, al di là del risultato, è il solo modo che abbiamo per provare a vivere, davvero.

Stefano Galli con Roberto Albanesi

Stefano Galli con Roberto Albanesi

Roberto Albanesi è riuscito a realizzare una storia che resta impressa e che si rivolge a tutti coloro che si sentono sfiduciati, spaventati, bloccati. Le immagini utilizzate, anche simboliche, hanno reso con poesia e delicatezza i più diversi sentimenti e sensazioni del protagonista con il quale è impossibile non identificarsi per qualche aspetto. Dramma e commedia si alternano sapientemente, esattamente come accade nella vita. Perché è di questo che parla il film, di tutti i momenti che viviamo, i sentimenti che proviamo, speranze e sogni, illusioni e fantasticherie, ricordi belli e brutti. Tutte quelle cicatrici che ci portiamo dentro, al pari delle medaglie. Come armi e bagagli d’esperienza per affrontare questo mondo cattivo. Come soldati che vanno in guerra, ogni giorno.

Giacomo Aricò


Dante Va Alla Guerra in Home Video

Da fine settembre, Dante Va Alla Guerra è già disponibile online e in negozio Dvd, Blu-Ray e Colonna sonora, distribuito dalla Home Movies di Giacomo Ioannisci.

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