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Directions, la notte a Sofia di Stephan Komandarev

Presentato al Festival di Cannes 2017 nella sezione Un Certain Regard, da lunedì 27 novembre è in uscita nelle nostre sale Directions – Tutto In Una Notte a Sofia, la pellicola scritta e diretta da Stephan Komandarev.


Nella capitale della Bulgaria, Sofia, durante un incontro con un banchiere, un piccolo imprenditore, che guida un taxi per arrivare alla fine del mese, scopre di dover pagare una tangente per mantenere la sua licenza. Vuole rimanere un uomo onesto, ma anche la commissione che valuta la sua denuncia di estorsione non lo fa senza chiedere qualcosa in cambio. Preso dalla disperazione, uccide il banchiere, per poi suicidarsi. Mentre il caso fa esplodere su tutte le radio un dibattito sullo stato di disperazione in cui versa la società civile, 5 tassisti, con i loro passeggeri, percorrono le strade notturne della città in cerca di nuove direzioni, nuovi modi per affrontare la vita.

Riportiamo le note di regia di Stephan Komandarev:

Questo film è nato sul sedile posteriore di un taxi, un giorno freddo del gennaio 2015, quando il conducente mi raccontò come i taxi a Sofia funzionino come una sorta di servizio sociale bulgaro e siano di fatto la prima attività che la gente cerca di svolgere dopo aver perso il lavoro. Mi raccontò la sua storia: professore di fisica nucleare presso l’Accademia Bulgara di Scienze da poco licenziato. Come lui molte persone di qualsiasi estrazione sociale – insegnanti, scienziati, sacerdoti, musicisti, panettieri – guidano il taxi durante la notte solo per sopravvivere e pagare le bollette a fine mese. Con amara ironia mi disse che la Bulgaria a suo modo di vedere è una nazione piena di ottimisti e che realisti e pessimisti hanno lasciato il paese molto tempo fa”.

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Ho iniziato a lavorare alla sceneggiatura dopo aver parlato con un uomo la cui storia sembrava corrispondere all’idea che mi ero fatto sui tassisti: aveva guidato tutta la notte – per circa 400 chilometri – per arrivare in ospedale in tempo per sottoporsi a un intervento al cuore. Ho ascoltato con attenzione persone come lui, che sembravano avere una precisa visione della situazione sociale bulgara. Hanno condiviso con me le loro opinioni su un paese totalmente privo di energia, dove la povertà e la disuguaglianza crescenti hanno generato un dilagante senso di fallimento”.

Da ex medico con cinque anni di esperienza come psichiatra infantile, ho cercato di immaginare una cura adatta a questa società a dir poco malata che permettesse di cambiare le cose. Ho deciso che il primo passo per la diagnosi e il trattamento del “paziente” dovesse essere l’analisi degli aspetti della vita nel mio paese che non funzionavano; ed è proprio questa ricerca che sta alla base del mio film. La mia speranza è che il mio lavoro possa proporsi come cassa di risonanza emotiva contribuendo ad avviare un dibattito – sia in Bulgaria sia all’estero – sul futuro della nostra società”.

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La storia di Misho, che apre il film, è basata su un fatto di cronaca, che ha molto colpito l’opinione pubblica dell’intera nazione due anni fa. Ma nonostante numerosi dettagli di questo lavoro siano ispirati ad eventi realmente accaduti, il mio scopo non è stato quello di fare una cronaca di storie vere, bensì quello di rappresentare la drammaticità al centro di ogni racconto. Per questo mi sono avvalso dell’aiuto di Todor Todorov, uno degli psicologi criminali più esperti in Bulgaria, che ho consultato per far emergere, nel modo più chiaro possibile, l’essenza di ogni personaggio“.

“Ho girato questo film come preghiera personale per i miei figli, la mia comunità e il mio mondo”.

Stephan Komandarev

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