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Extase di Gustav Machatý con Hedy Lamarr restaurato a Venezia 76

Il film-scandalo della seconda Mostra del Cinema di Venezia del 1934, Extase (Estasi, 1932) scritto e diretto da Gustav Machatý, con Hedy Kiesler (poi Hedy Lamarr, come fu ribattezzata a Hollywood), è il film scelto per la serata di Pre-apertura di martedì 27 agosto della 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, che si terrà nella Sala Darsena (Palazzo del Cinema) al Lido. La pellicola verrà proiettata nella versione restaurata in 4k. Il restauro è stato realizzato dal Národní filmový archiv (Cineteca di Praga) e le lavorazioni sono state effettuate presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna.

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Il film

La bellissima Eva (Hedy Kiesler/Lamarr), figlia di un proprietario terriero, va in sposa a un uomo anziano, Emil (Zvonimir Rogoz). La donna presto realizza il disinteresse dell’uomo per la sua femminilità. Di ritorno alla casa paterna, Eva chiede la separazione. In campagna, Eva incontra Adam (Aribert Mog), il quale casualmente la vede mentre nuota nuda in un lago. Presto i due giovani scoprono un amore reciproco. Eva diviene l’amante di Adam. Al momento della fuga, il suicidio di Emil rende l’unione impossibile per Eva, preda dei rimorsi. In un futuro imprecisato la donna alleva il figlio avuto da Adam, mentre l’uomo trova riscatto nel lavoro.

Hedy, un nudo-scandalo

Extase è l’ultimo film realizzato dal regista ceco Gustav Machatý in patria, prima dell’emigrazione che lo portò a lavorare in Austria, in Italia e infine tra Stati Uniti e Germania. Il film deve la propria notorietà a un insieme di contingenze: l’esibizione del corpo della nemmeno ventenne Hedy Kiesler (prima di assumere a Hollywood il nome di Hedy Lamarr), primo nudo integrale nel cinema maggiore per la scena in cui lei nuota nuda; lo scandalo provocato alla II Mostra del Cinema di Venezia nel 1934, anche per la prima scena di un atto sessuale, suggerito dai volti in primo piano dei due amanti; i tentativi inutili del marito, il mercante d’armi Fritz Mandl, sposato poco dopo dall’attrice, di acquisire tutte le copie circolanti; una generalizzata tendenza nei vari Paesi a censurare il film per l’aspetto erotico troppo pronunciato per l’epoca.

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Una sinfonia d’amore

Al Lido Extase, proiettato il 7 agosto 1934, fu premiato per la regia con la Coppa Città di Venezia, insieme agli altri tre film cecoslovacchi presenti a quell’edizione della Mostra. Nel referendum fra il pubblico, Extase fu giudicato il miglior film straniero e Gustav Machatý il miglior regista. Il giovane Michelangelo Antonioni, alla Mostra in veste di critico, scriveva: «nel giardino dell’Excelsior, quella sera, si udiva il respiro degli spettatori attentissimi, si udiva un brivido correre per la platea». Il film – sonoro – è strutturato sul linguaggio del muto e si distingue per espressività grazie al sapiente uso del montaggio, simbolico e allusivo. Tragico e fatalista, secondo la didascalia di un manifesto d’epoca Extase venne definito “una sinfonia d’amore”.