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Fede Alvarez, secondo horror con Man in the Dark

Dall’8 settembre è al cinema Man in the Dark, il secondo film diretto da Fede Alvarez prodotto da Sam Raimi. Un horror-thriller interpretato da Stephen Lang, Jane Levy, Dylan Minnette e Daniel Zovatto.


Decisa a fuggire dalla dispotica madre e a salvare la sorellina da una sorte misera ed inevitabile per entrambe, Rocky (Jane Levy) farà di tutto per riuscire nell’impresa. Lei ed i suoi amici Alex (Dylan Minnette) e Money (Daniel Zovatto) hanno già messo a segno una serie di furti elaborati in vari appartamenti, per racimolare abbastanza denaro da potersi lasciare alle spalle la loro città disgraziata, Detroit.

Ad ogni modo, i loro piccoli crimini hanno fruttato poco finora e così quando vengono a sapere di un cieco (Stephen Lang) che vive solo in un quartiere abbandonato e che ha nascosta in casa una piccola fortuna, i ragazzi decidono di mettere a segno il loro colpo più grande e definitivo. Ma il loro piano fallisce in modo pericoloso quando la loro vittima si dimostra essere più temibile di quanto si aspettassero. Mentre li insegue senza sosta attraverso la sua casa altamente fortificata, i ragazzi scoprono con orrore che il cieco nasconde ben altro oltre ai soldi. Scioccante quanto trascinante, il thriller magistrale dal punto di vista visivo di Alvarez, mantiene un ritmo frenetico fino all’ultimo minuto da brivido.

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Dopo il remake de La Casa, Fede Alvarez nel suo nuovo film torna ad esplorare territori diversi ma ugualmente terrificanti: “contiene elementi sia dell’horror che del thriller – dice il regista – quel che è certo è che ci sono molti momenti di tensione”. In Man in the Dark, tre amici che commettono una striscia di furti pianificati al dettaglio, decidono di mettere a segno un ultimo colpo dopo aver saputo di un uomo cieco che vive da solo in un quartiere deserto di Detroit, “ma non hanno a disposizione alcune informazioni fondamentali – continua Alvarez – quest’uomo ha delle risorse insolite ed è totalmente spietato, fino al punto di sembrare, a volte, sovrumano, non lascerà che i ragazzi gli prendano i suoi soldi senza prima aver lottato alla morte”.

Alvarez ed il suo co-sceneggiatore, Rodo Sayagues, si sono trovati a scrivere la sceneggiatura di un film che fosse pauroso da rosicchiarsi le unghie, ma senza esagerare con gli spargimenti di sangue. “Adoro il genere horror – dice il regista – ma questo film è più complesso. I momenti di terrore sono basati al cento per cento su situazioni e cose che possono succedere per davvero. Secondo me, questo è molto più spaventoso”.

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 “Nessuno dei personaggi è completamente ammirevole, e questo è stato voluto – conclude Fede Alvareznon mi piace quando un regista mi costringe a scegliere uno o l’altro. Molte delle storie che vedo sono molto manipolative. Non mi serve che mi servano su un piatto d’argento chi è buono e chi è cattivo. Voglio scegliere da solo chi mi piace. Noi invece vi mostriamo una gamma di personaggi e lasciamo che siate voi a decidere”.

“Qui nessuno è un santo. Ognuno ha il suo lato oscuro. Dovrete scegliere quello che vi è più consono”.

Fede Alvarez