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Fred Astaire, il ballerino magico

Fred Astaire (al secolo Frederick Austerlitz) nasceva il 10 maggio 1899, esattamente 120 anni fa. Eccezionale ballerino, cantante, coreografo e attore: la critica statunitense lo ha definito “una delle star più grandi di tutti i tempi nonché il ballerino più influente nella storia del musical”. Indiscusso maestro del tip-tap, Astaire nella sua carriera artistica seppe coniugare magnificamente ballo, musica e recitazione.

Fred Astaire

Fred Astaire

Nel 1950 gli fu assegnato un Premio Oscar Onorario, meritato premio di una carriera che, tra teatro e cinema, lo vide protagonista per ben settantasei anni, durante i quali ha interpretato trentun film musicali. Storica è stata l’intesa con Ginger Rogers con la quale girò dieci film. Per questo possiamo dividere il suo percorso attoriale in un prima e un dopo.

Con Ginger Rogers – Follie D’Inverno (1936)

Follie D’Inverno (Swing Time) è un film speciale per molte ragioni, non da ultimo le canzoni originali composte da Jerome Kern e i testi di Dorothy Fields, inclusa The Way You Look Tonight (vincitrice di un Oscar). Diretta da George Stevens, questa commedia vede protagonisti Fred Astaire e Ginger Rogers accompagnati dagli attori secondari Victor Moore, Helen Broderick ed Eric Blore. Il numero culminante è senza dubbio Never Gonna Dance, una delle migliori performance di danza della formidabile coppia. Un momento artistico che non ha niente a che fare con la definizione della trama. La canzone è la base di un emozionante passo a due per Ginger e Fred che ballano da soli in un nightclub deserto. Alle loro spalle c’è una scala imperiale conduce ad un’altra pista da ballo. Mentre i ballerini si muovono sulla melodia di Kern, la macchina da presa non si limita a documentare la danza: si muove con grazia insieme a loro, avanti e indietro.


Poi, in uno dei momenti più magici del cinema, i ballerini salgono la scala e la cinepresa sale repentina con loro, “un’elettrizzante sinergia di danza e movimento di macchina” come scrisse Andrew Pike. Raramente i registi che li hanno diretti hanno mostrato una tale sensibilità nei confronti della loro danza o hanno aspirato a valorizzarla con quei movimenti fluidi di macchina. Leggenda narra che servirono quaranta riprese per girare Never Gonna Dance. Quel che conta è però il risultato finale: una miscela ininterrotta di danza perfetta e perizia filmica.

Senza Ginger Rogers – Spettacolo di Varietà (1953)

Diretti da Vincente Minnelli, in Spettacolo di Varietà i protagonisti sono Fred Astaire e Cyd Charisse. Riusciranno Tony e Gaby, i loro personaggi, a superare la reciproca sfiducia e limare i propri difetti per riuscire a ballare insieme? Una sera i due si incontrano nella suite di lui al Plaza. L’uomo la porta fuori e decidono di fare una passeggiata in calesse nel parco. Sulle panchine, alla luce del crepuscolo, si vedono coppie di innamorati. “Guarda, persone!” esclama Tony criticando la loro vita dedicata interamente al lavoro. I due giungono in una radura dove possono restare da soli. La canzone che hanno in mente è Dancing in the Dark (di Arthur Schwartz e Howard Dietz). Mentre si avvicina a lui, la donna allunga la gamba e fa una piccola giravolta; lui la osserva con attenzione e la imita. Iniziano così a ballare, entrambi vestiti di bianco.

I loro movimenti si completano a vicenda in modo “naturale”, senza sforzo, con semplicità e sensibilità, in “un vero sogno ad occhi aperti”, come disse Murray Pomerance. Il ballo è talento, professionalità, sacrificio, abbandono, amore. Anche questo momento rappresenta uno degli apici della carriera di Fred Astaire. Questo Central Park è talmente realistico da farci credere che Tony e Gaby si muovano nel mondo reale. Invece tutto è costruito, si tratta di un set. Ma con Fred Astaire tutto poteva diventare magia.