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Greta Gerwig svela Il Piano di Maggie di Rebecca Miller

È da oggi in sala Il Piano di Maggie, il film scritto e diretto da Rebecca Miller e tratto da A Cosa Servono Gli Uomini, il romanzo di Karen Rinaldi (edito da Rizzoli). Protagonisti sono: Greta Gerwig, Julianne Moore, Ethan Hawke, Bill Hader e Maya Rudolph. Il film era nella Selezione Ufficiale di: Sundance Film Festival 2016, Festival del Cinema di Berlino 2016, Toronto International Film Festival 2015, New York Film Festival 2015.

Maggie Hardin (Greta Gerwig) si trova a un bivio: è affascinante e ottimista, ha una carriera di successo come insegnante e degli amici meravigliosi, ma le manca qualcosa. Di natura sensibile, Maggie ha deciso che, anche senza un grande amore nella sua vita, avrà un bambino da sola. Ha il sostegno del suo migliore amico Tony (Bill Hader), col quale ha avuto una storia d’amore ai tempi del college, e di Felicia (Maya Rudolph), moglie di Tony, con la quale lavora presso la New School di New York City. Quando incontra per caso Guy (Travis Fimmel) – un tipo intelligente ma un tantino irresponsabile, sua vecchia conoscenza del college – Maggie decide che sarà lui il donatore perfetto per il suo futuro bambino. La vita di Maggie è pianificata, organizzata e calcolata.

Anche John Harding (Ethan Hawke) si trova ad un bivio: è un professore di college intelligente e sensibile, che tiene dei complessi corsi di antropologia, intitolati Prospettive Fictocritiche delle Dinamiche Familiari o Le Maschere nella Moderna Famiglia, dall’età Vittoriana ai Tempi Presenti. John aspira a diventare uno scrittore di romanzi ma è prigioniero di un matrimonio infelice con Georgette Nørgaard (Julianne Moore), un’insegnante universitaria danese competitiva e piena di sé.

Ethan Hawke (John) e Greta Gerwig (Maggie)

Ethan Hawke (John) e Greta Gerwig (Maggie)

Quando John conosce Maggie Hardin tra i due scatta la scintilla – dopo che lui le racconta i suoi tentativi di scrivere un romanzo. Nasce così un’attrazione che risveglia la passione e la creatività di John. A questo punto John si rende conto che Maggie è la soluzione per ottenere la vita che vorrebbe. Maggie e John s’innamorano inaspettatamente.

Sono passati due anni, e diversamente dal piano originale di Maggie, Maggie e John si sono sposati ed hanno una figlia di nome Lily. Si destreggiano tra le complessità della loro nuova famiglia e quella dei figli di John e Georgette, Justine (Mina Sundwell) e Paul (Jackson Frazer). Come confida Maggie a Tony e Felicia, tutti questi cambiamenti hanno creato delle incertezze in lei. Era proprio questo che voleva dalla vita? Quando finalmente Maggie incontra Georgette a un firmacopie per il suo nuovo libro, Maggie mette in atto un nuovo piano per cercare di migliorare le vite di tutti. Ma come ben presto scoprono Maggie, John e Georgette, nel gioco della vita, nulla va mai secondo i piani.

Greta Gerwig è Maggie

Greta Gerwig è Maggie

Protagonista del film, nei panni di Maggie, è Greta Gerwig, da subito attratta dalla sceneggiatura e dal suo sprezzo sensuale e moderno nei confronti delle convenzioni amorose: “parla di tutte queste persone che s’innamorano e che poi si disamorano, e che poi si ritrovano, e nulla è perfetto, e non ci sono cliché” afferma con stupore. Col progredire del film, il modo di fare di Maggie sembra sempre più discutibile, ma sono le sue complessità e i suoi difetti che rendono Maggie un personaggio affascinante e fresco agli occhi degli spettatori che seguono le sue vicende.

La Gerwig apprezzava che il personaggio non seguisse gli stereotipi classici delle protagoniste femminili delle tradizionali commedie romantiche: “c’era qualcosa d’interessante in Maggie – spiega – il fatto cioè che non si comporta mai secondo quanto impongono le convenzioni o i sensi di colpa”. L’attrice poi aggiunge: “Maggie vorrebbe vivere una vita etica e vera, ma è anche realista e c’è qualcosa d’intossicante nella sua abilità di muoversi per il mondo senza sentire di doverlo fare secondo un senso di colpa. Lei si sente come uno spirito totalmente diverso”.

Maya Rudolph e Bill Hader

Maya Rudolph e Bill Hader

Mentre Maggie è occupata a fare i suoi piani, apprende che la vita non è fare piani per qualsiasi cosa. Maggie impara che il bello della vita è il viaggio: “è una persona piuttosto logica, pura, lineare e vera e tutte queste cose continuano a guidare la sua vita, ma il fatto che lei capisce che ci sono cose che sfuggono al suo controllo è la rivelazione al centro di questa storia” spiega la Gerwig.

Pianificare l’Amore e i bambini, non è come organizzare un cassetto di calzini: “credo che Maggie non sia stata tanto brava ad accettare l’incertezza – continua l’attrice – credo che quando se ne rende conto capisce che il senso della vita è fare dei piani, farli al meglio, ma poi aspettarsi che vengano totalmente sconvolti. Ed è proprio allora che tutto va come dovrebbe”. Un personaggio, quello di Maggie, complesso e anticonvenzionale, che Rebecca Miller ha voluto esplorare. Una donna alle prese con relazioni difficili, ma che cerca di muoversi nella propria vita nel modo migliore che può.

Julianne Moore

Julianne Moore

Principalmente la Miller voleva raccontare una storia contemporanea ambientata a New York, che riflettesse gli aspetti pratici, a volte caotici, delle moderne famiglie allargate. Ma un’altra delle priorità principali della regista era quella di fare di questo film una commedia, diversamente dai progetti precedenti: “ho sempre amato sentire ridere le persone alle proiezioni dei miei film – ricorda – i miei film sono stati sempre principalmente drammatici, e ho pensato che forse avrei potuto ribaltare questo equilibrio”.

Ne Il Piano di Maggie c’è un lato drammatico, ma è la commedia che prevale: “credo che la commedia sia profondamente necessaria, come anche la capacità di ridere di noi stessi, e di guardare il mondo attorno a noi con umorismo: è una maniera indulgente di vivere. Maturando come artista e come persona, capisco quanto possa essere profonda la commedia. E così ho ceduto al mio desiderio di rendere felici le persone attraverso un film”.

Maggie e Georgette

Maggie e Georgette

La Miller era spinta dal desiderio di mostrare i diversi modi in cui le persone definiscono la famiglia e i rapporti, e si relazionano a vicenda: “questo film celebra l’interdipendenza delle persone: uno dei miei momenti preferiti del film è quando due donne (Maggie e Georgette), che erano rivali, finiscono assieme in una cucina e dicono ‘Grazie a dio è venerdì’, e poi si mettono a tagliare le carote. In qualche modo le persone finiscono per accomunarsi e per aiutarsi a vicenda, creando anche delle comunità”.

“Non si può controllare la propria vita e quella degli altri: bisogna arrendersi al mistero dell’universo”.

Rebecca Miller