"Buoni a nulla" regia Gianni Di Gregorio

In questa società rampante essere dei Buoni a Nulla, il terzo film di Gianni Di Gregorio

Con Pranzo di Ferragosto (2008), Gianni Di Gregorio lasciò subito il segno. Un  autentico film-gioiello con cui esordì alla regia e che fu premiato come Miglior Opera Prima alla 65° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e Vincitore di un David di Donatello e di un Nastro D’Argento come Miglior Opera Prima. Una capacità di far sorridere ed intenerire il pubblico pienamente confermata anche in Gianni e le Donne (2011).

Dopo tre anni, è da stasera al cinema Buoni a Nulla il terzo film di Di Gregorio, dopo esser stato presentato alla nona edizione del Festival del Film di Roma. A questo terzo lavoro del regista romano hanno preso parte anche Marco Marzocca, Valentina Lodovini, Daniela Giordano, Gianfelice Imparato, Marco Messeri, Camilla Filippi e Anna Bonaiuto.

Gianni Di Gregorio in una scena del film

Gianni Di Gregorio in una scena del film

Il film, che Di Gregorio ha scritto insieme a Pietro Albino Di Pasquale, vede protagonista ancora una volta Gianni, l’omonima e autobiografica figura del regista-interprete. Sullo schermo lo vediamo nuovamente subire una serie di ingiustizie: dai colleghi d’ufficio, alla vicina di casa pestilenziale, fino alle pretese impossibili della ex moglie, le angherie quotidiane sono infinite. Marco (Marco Marzocca) invece é un uomo buono, gentile, indifeso. Innamorato di Cinzia (Valentina Lodovini) la giovane collega che lo schiavizza e lo illude. Bisognerebbe arrabbiarsi e imparare a farsi rispettare, ma come si fa? Da soli è difficile ma forse unendo le forze le speranze aumentano.

Di Gregorio con Marzocca

Di Gregorio con Marzocca

Prostrato e troppo buono, persone sempre più rare in questa società arrogante ed egoista, Di Gregorio, attraverso il suo personaggio, racconta se stesso. Sempre con poesia e delicatezza, una grazia che riesce a trasmettere dal suo volto gentile e sorridente, il regista ha spiegato: “con questo film ho cercato di capire se davvero, impegnandosi, si possa cambiare questa natura e imporsi per reagire, adeguandosi a quei parametri contemporanei che ci vogliono rampanti e vincenti”.

Valentina Lodovini è Cinzia

Valentina Lodovini è Cinzia

Un modo d’essere che addolcisce, fa riflettere e soprattutto divertire: “Nella ricerca fatta nel film credo infine di non averlo capito e di avere ottenuto un risultato nettamente comico” ha concluso.

“Sono sempre stato uno di quelli che, per quieto vivere o chissà, tende ad accettare le decisioni degli altri, a subire scuotendo la testa, a non riuscire a dire di no. Spesso ho pensato: potrò mai cambiare?”

Gianni Di Gregorio

(Tutte le foto dell’articolo sono di © Fabrizio Di Giulio)