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INTERVISTA – Maria Rosaria Russo: “Bellissimo lavorare con Rubini e Accorsi. La Nostra Terra come arma contro la Mafia”

Dopo i successi di Qualunquemente e Tutto Tutto Niente Niente, uscirà domani al cinema La Nostra Terra, il nuovo film di Giulio Manfredonia che racconta la storia di una strana antimafia combattuta attraverso la terra e, in particolare, una piantagione di pomodori. Sergio Rubini e Stefano Accorsi sono gli interpreti principali di questa pellicola.

Sergio Rubini e Stefano Accorsi, protagonisti in "La Nostra Terra"

Sergio Rubini e Stefano Accorsi, protagonisti in “La Nostra Terra”

Nicola Sansone è proprietario di un podere nel Sud Italia che viene confiscato dallo Stato e assegnato a una cooperativa, che però non riesce ‐ per celati o dichiarati boicottaggi ‐ ad avviare l’attività. Per questo viene mandato in loro aiuto Filippo (Stefano Accorsi), un uomo che da anni fa l’antimafia lavorando in un ufficio del Nord, e quindi impreparato ad affrontare la questione “sul campo”. Numerosi sono gli ostacoli che Filippo incontra, e spesso deve resistere all’impulso di mollare tutto: lo trattengono il senso di sfida e le strane dinamiche di questa cooperativa di insolite persone cui inizia ad affezionarsi, in particolar modo Cosimo (Sergio Rubini) l’ex fattore del boss e Rossana (Maria Rosaria Russo), la bella e determinata ragazza che forse ha un passato da riscattare. In un ribaltamento di ruoli, tra sabotaggi e colpi di scena, non appena le cose iniziano ad andare quasi bene, al boss Nicola Sansone vengono concessi i domiciliari. Riuscirà l’antimafia a trionfare?738

Tra i protagonisti della storia anche la bella e grintosa Maria Rosaria Russo che abbiamo deciso intervistare.

Esce al cinema La Nostra Terra. Cosa hai provato nel recitare tra due grandissimi attori come Sergio Rubini e Stefano Accorsi?

Sono molto felice di aver lavorato al fianco di due grandi attori come Rubini e Accorsi. Lavorare con Sergio è sempre stato uno dei miei sogni fin da ragazzina, lui ha sempre rappresentato per me un punto di riferimento artistico importante: lavorare con lui è stata una delle mie esperienze artistiche più emozionanti. Standoci accanto sul set quotidianamente ho scoperto poi la sua vera grandezza: la sua umiltà e la sua generosità artistica. Ha sempre messo tutti gli attori alla pari senza mai far pesare la sua storia, la sua esperienza e la sua inevitabile superiorità artistica. Questo è il suo più grande talento, che fa di lui anche un grande regista oltre che un grande attore.

Di Stefano Accorsi che mi dici invece?

Stefano si è rivelato un grande professionista, un bravissimo attore con grandi capacità e sempre con delle belle intuizioni. Tra l’altro mostrando un insospettabile lato da commedia per me che l’avevo sempre visto soprattutto recitare in parti drammatiche o comunque nelle vesti del latin lover e mai dell’uomo anche un pò goffo e buffo… E poi si è mostrato sempre molto collaborativo nei miei confronti, e ci è capitato più volte di aver cambiato insieme qualcosa della sceneggiatura, che ci sembrava un pò troppo scritta. Abbiamo cambiato le scene cucendocele addosso. E stato bello lavorare con entrambi, mi sento molto fortunata ad avere avuto due partner come loro. Non accade poi così spesso.

Maria Rosaria Russo con Stefano Accorsi

Maria Rosaria Russo con Stefano Accorsi

Parlaci un po’ del tuo personaggio: chi è Rossana?. 

Rossana è una donna del sud, molto forte e determinata che pone al centro della sua vita la lotta contro la mafia e decide per questo di dedicare la sua vita alla creazione di una cooperativa agricola sui terreni che lo Stato ha confiscato alla mafia stessa. Rossana conosce bene i codici mafiosi del luogo in cui è nata e che condizionano la vita di tutti i suoi concittadini e quindi ha dovuto tirare fuori la parte più forte e mascolina di sè e sa come destreggiarsi in quei luoghi perchè ha imparato a difendersi e a lottare come unica condizione di sopravvivenza alle leggi mafiose. Si può definire una vera coltivatrice di uomini, perchè per lei non è importante solo coltivare la terra ma coltivare soprattutto le menti delle persone ed educarle ad una visione del mondo diversa, in cui non debba prevalere la sopraffazione ma il diritto, il diritto di essere lavoratori, cittadini e soprattutto uomini.

Qual è il suo passato da riscattare e come cerca di riscattarlo?

Nel corso del film piano piano si scoprirà che le motivazioni ideologiche di Rossana sono in realtà fortemente legate anche ad un vissuto lontano ma ancora vivo e doloroso, in cui pubblico e privato si mischiano indissolubilmente. La lotta contro la mafia come fulcro della sua vita è già una risposta come riscatto a questo passato e l’incontro con Filippo consoliderà tutto questo.

Maria Rosaria Russo è Rossana

Maria Rosaria Russo è Rossana

Come ti sei preparata per interpretare questa parte?

Per addentrarmi più visceralmente in questo personaggio ho deciso di passare gran parte del mio tempo in campagna, oltre un mese prima delle riprese sul set, stando così in contatto con tutti i contadini del posto e con i soci della cooperativa dai quali ho imparato tantissimo. La campagna ti dà una percezione di ciò che ti circonda completamente diversa da quella che si può avere in qualsiasi altro luogo. Personalmente ho riscoperto il valore delle cose anche più piccole in una dimensione che mai avrei pensato. Stando lì scopri che tutto è cadenzato da un ritmo diverso, sicuramente più rallentato ma anche molto più preciso, ed in questa dimensione cambia anche il modo di pensare e lo sguardo verso il mondo. E’ stata un’ esperienza che mi ha cambiato e dato molto.

Oltre ad essere il titolo del film, cosa significa per te “La Nostra Terra”? Che valore le dai?

La Terra ha due valenze nel film: la terra è sia quella in senso fisico e materiale, intesa come campagna dove si lavora con fatica e sudore, sia il territorio di confine in cui si svolge questa storia che è il nostro Sud, che è un territorio di frontiera tra la mafia da una parte e lo stato dall’altra , dove spesso i codici dell’organizzazione sociale di tipo consociativo si scontrano col diritto e con la legge. La nostra terra è la vera protagonista del film, è la madre da cui nasce tutto e a cui tutto torna, ma questa visione limitata può essere riportata anche ad un’altra più generale e non solo come significato del film: la terra rappresenta le nostre origini ed è un elemento fondamentale per la storia di ognuno di noi.

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L’uomo calpesta la terra come calpesta le leggi. Ma la terra, se ben coltivata, è vita e rinascita. Tu ci credi nella lotta contro la mafia? Quanta speranza porti dentro di te e quanta speranza ci può lasciare questo film?

Certo che credo nella lotta contro la mafia e dopo aver fatto questo film, che dà un messaggio molto positivo a riguardo, sono ancora più convinta che la lotta possa essere fatta anche con mezzi semplici e sorprendenti, proprio come i prodotti naturali della terra stessa, come zucchine o melanzane. In questo senso la lotta quotidiana, l’attività di associazioni come LIBERA, sono un esempio e un modello positivo: attraverso il gruppo si possono fare molte cose. Per sgominare le cosche non esistono solo la repressione e la galera, anche solo una cosa impensabile ma molto più sana come un campo di pomodori può servire allo scopo e come mezzo risulta senza dubbio più nobile. La speranza che ci lascia questo film in questo senso è tanta.

Intervista di Giacomo Aricò

(Foto del film di © Philippe Antonello e Stefano Montesi)