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Lo tsunami del 2004 in The Impossible: quando la Natura ruggì spazzando via l’Uomo

Il 26 dicembre 2004, esattamente dieci anni fa, un terribile tsunami colpiva l’Oceano Indiano. È stato uno dei disastri naturali più catastrofici dei nostri tempi, che ha causato centinaia di migliaia di morti (quasi 300 mila). Un fenomeno epocale che ha riguardato l’intero sud-est dell’Asia, giungendo a lambire le coste dell’Africa orientale. Questo fatto è al centro di The Impossible, la pellicola del 2012 diretta da Juan Antonio Bayona, interpretato da Naomi Watts e Ewan McGregor.

"The Impossible"

“The Impossible”

Il titolo è già la sintesi di quello che mostrerà il film: quello che è impossibile che possa accadere. Un evento assolutamente imprevedibile e che, semplicemente, non può accadere. Perché la sua improbabilità è così elevata che nessuno può pensare che possa effettivamente capitare, ma la domanda vera è: capitare a chi? Ai poveracci di qualche Paese del terzo mondo o agli abitanti del pianeta di serie A? Quelli che arrivano dagli USA o dall’ Europa o da qualche altra nazione del G20?

Nell’egoismo moderno, dei primi non interessa a nessuno e l’umanità (o disumanità) da anni sembra vivere con crescente indifferenza stragi o catastrofi per eventi naturali, guerre, epidemie, carestie, siccità e così via. Le continue dirette e crude visioni televisive in tempo reale hanno anestetizzato le coscienze del mondo? No la definizione non è esatta: si anestetizza ciò che è sensibile e reattivo, mentre qui l’abitudine ha reso evidente l’indifferenza e il chi se ne frega. Tanto la faccenda non riguarda me, la mia famiglia, la mia città o il mio paese, o meglio, la mia regione.

L'arrivo dello tsunami

L’arrivo dello tsunami

La solidarietà e la compassione non oltrepassano la porta di casa e già il pianerottolo del piano e suoi abitanti sono terra straniera. È già un azzardo pensare di arrivare al cortile comune. Tutto è consentito all’uomo occidentale, il mondo è sotto il suo controllo. Lui è il campione dell’umanità che ha sconfitto ed annichilito tutti gli altri popoli che non erano pronti ad inginocchiarsi davanti a lui riconoscendone la superiorità. L’uomo che ha creato la scienza e il progresso che ha vinto la forza di gravità e che sa volare alto nei cieli a velocità supersonica, che è andato nello spazio e addirittura ha saputo camminare sulla Luna e tornare a casa incolume.

Quello che con la potenza delle sue armi può abbattere ed uccidere qualunque nemico, con suoi strumenti tecnologici può parlare quando vuole con chiunque al mondo, può trasmettere immagini e suoni a suo piacere e farle vedere in tempo reale a tutto il pianeta. A questo uomo può dunque capitare di essere travolto da una stupida onda di acqua e rischiare di perdere la vita? È impossibile. Questo è lo stupore e il sacrilegio, tanto quanto se una stupida scimmietta dovesse pensare nella foresta o nella savana di sfidare e battere il leone.

Ewan McGregor nella parte del padre con due dei tre figli

Ewan McGregor nella parte del padre con due dei tre figli

Ecco dunque che il film improvvisamente ci appare come una metafora della natura: il mondo stesso, violato e sfruttato fino all’inverosimile dall’uomo, lancia un avviso per far capire chi è il più forte e chi deve il rispetto a chi, pena la sua sparizione. Lo stupido e presuntuoso essere, frutto dell’evoluzione di ciò che era uscito dall’acqua per una beffarda nemesi viene umiliato e riportato alla sua dimensione di debole animale temporaneamente presente su questa terra e destinato ad estinguersi senza lasciare traccia di sé, a nulla valendo, come nelle immagini del film, tutta la sua tecnologia e la sua arroganza.

L’assurdo ci mostra il protagonista parlare con i genitori dall’altra parte del mondo, ma incapace di ritrovare la sua famiglia a poca distanza da lui. L’altra cosa paradossale – se non anche questa “impossibile” – è che il vero eroe della vicenda sono una donna e un ragazzino. Gli unici a conservare non solo forza e coraggio, ma soprattutto amore e solidarietà e con queste doti riuscire a sopravvivere e addirittura salvare ed aiutare altri.

Naomi Watts e il piccolo Lucas

Naomi Watts e il piccolo Lucas

Bravo il regista a non eccedere negli effetti speciali e lasciare invece che brillino in primo piano le belle figure della mamma e del suo bravo figliolo, emblema e monito in questo mondo quanto meno distratto per riscoprire valori e speranze ripartendo dalla parte migliore dell’umanità: le nostre donne e i nostri figli  ai quali abbiamo il dovere di lasciare un pianeta ancora integro e vivibile.  

F.A.