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L’occhio diretto di Spike Lee, un regista rivoluzionario

Oggi è il 60° compleanno di Spike Lee. Scrittore, regista, produttore, attore ed autore, Lee ha rivoluzionato il panorama del cinema indipendente ed è ampiamente considerato come il regista afro-americano di apertura ed un precursore nella scuola del cinema fai-da-te. Eclettico, impegnato anche in videoclip, documentari sportivi e spot pubblicitari, Spike Lee con i suoi potenti film ha saputo esporre critiche sociopolitiche dirette e provocatorie, che sfidano le idee comuni non soltanto sulla razza, ma anche sulle classi sociali e sull’identità sessuale.

Il primo successo, "Lola Darling"

Il primo successo, “Lola Darling”

Nato ad Atlanta, in Georgia, e cresciuto a Brooklyn, Spike Lee è ritornato al Sud per frequentare il Morehouse College. Dopo essersi diplomato, è tornato a Brooklyn per continuare a studiare alla Tisch School of Arts della New York University che si trova a Manhattan, dove ha ottenuto un Master in produzione cinematografica.

Come regista esordisce con un tris di cortometraggi – Last Hustle in Brooklyn (1977), The Answer (1980), Sarah (1981) – mentre il primo lungometraggio è Joe’s Bed-Stuy Barbershop: We Cut Heads (1983). Ma quella è considerata la sua vera pellicola d’esordio è la commedia indipendente Lola Darling (She’s Gotta Have It), gli è valsa il Prix de Jeunesse al Festival di Cannes del 1986, ed un ruolo di primo piano nella Black New Wave del cinema americano. Il suo secondo film, il redditizio ed acclamato Aule Turbolente (School Daze), ha contribuito a lanciare le carriere di diversi giovani attori di colore.

Spike Lee in "Fa' la Cosa Giusta"

Spike Lee in “Fa’ la Cosa Giusta”

Nel 1989, Lee ha colto perfettamente lo spirito dei tempi con Fa’ La Cosa Giusta, che ha ottenuto una candidatura agli Academy Award per la Miglior Sceneggiatura Originale, così come i riconoscimenti per il Miglior Film e la Regia da parte della Los Angeles Film Critics Association. Anche altre sue pellicole, come Mo’ Better Blues (1990), Jungle Fever (1991), Crooklyn (1994) e Clockers (1995), sono state accolte in maniera molto positiva dalla critica e dai suoi sostenitori. Il suo dramma epico Malcolm X (1992), con Denzel Washington, ha ricevuto due nomination agli Academy Award. Con lo stesso Washington, nel 1998 ha inoltre diretto il bellissimo He Got Game, film drammatico ambientato nel mondo del basket, una sua grande passione.

Negli anni successivi, altri lavori che hanno ottenuto grandi consensi dalla critica e dal pubblico sono film come Girl 6 – Sesso in Linea (1996), Bus In Viaggio (1996), Bamboozled (2000), The Original Kings of Comedy (documentario del 2000), lo straordinario La 25a Ora (2002), Lei Mi Odia (2004), Inside Man (sempre con Washington, 2006). Ambientato nel 1944, è Miracolo a Sant’Anna (2008), narra la storia di quattro soldati di una compagnia di afroamericani appartenente alla 92° Divisione Buffalo, (quella composta interamente da militari di colore), rimasti intrappolati dietro le linee nemiche in Toscana, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Un grande Edward Norton ne "La 25. Ora"

Un grande Edward Norton ne “La 25. Ora”

Tra i suoi ultimi lavori, oltre ai lungometraggi – Red Hook Summer (2012), Oldboy (2013), Da Sweet Blood of Jesus (2015) e Chi-Raq (2015) – anche due ritratti documentaristici: Mike Tyson – Tutta la Verità (2013, per la tv) e Michael Jackson’s Journey From Motown to Off the Wall (2016). Al King of Pop aveva già dedicato Bad 25 (2012), sempre attraverso il suo occhio profondo, diretto. Il suo stile, quello di Spike Lee.