MONICA di Andrea Pallaoro - nella foto Trace Lysett e Patricia Clarkson

Monica, il nuovo ritratto al femminile di Andrea Pallaoro

Cinque anni dopo aver presentato Hannah (con Charlotte Rampling, la cui performance le è valso la Coppa Volpi come migliore attrice), il regista italiano Andrea Pallaoro sabato 3 settembre tornerà a Venezia per dipingere un altro ritratto al femminile con Monica, il nuovo film da lui diretto e anche scritto a quattro mani insieme ad  Orlando Tirado. A formare il cast della pellicola – che sarà proiettata alla 79. Mostra del Cinema sabato 3 settembre – co-prodotta da Italia e Stati Uniti – saranno: Trace Lysett, Patricia Clarkson, Emily Browning, Joshua Close e Adriana Barraza. Il film sarà poi al cinema dal 1 dicembre.

MONICA di Andrea Pallaoro

Il film

Il film, ambientato a Cincinnati, si mostra Monica (Trace Lysette), una donna che torna a casa per la prima volta dopo una lunga assenza. Ritrovando sua madre e il resto della sua famiglia, da cui si era allontanata da adolescente, intraprende un percorso nel suo dolore e nelle sue paure, nei suoi bisogni e nei suoi desideri fino a scoprire dentro di sé la forza per guarire le ferite del proprio passato. Il ritratto intimo di una donna che esplora i temi universali dell’abbandono e dell’accettazione, del riscatto e del perdono.

MONICA di Andrea Pallaoro - nella foto Trace Lysett

Andrea Pallaoro racconta…

“Negli ultimi anni, il confronto con la malattia di mia madre mi ha portato a riflettere sul mio passato e sugli effetti psicologici  dell’abbandono. A partire da questa esperienza ho voluto raccontare una storia che esplorasse la complessità della dignità umana, le conseguenze profonde del rifiuto e le difficoltà nel guarire le proprie ferite. Attraverso un linguaggio cinematografico che prende forma da un constante dialogo tra l’estetica dell’intimità e dell’alienazione, in bilico tra l’interiorità della protagonista e il mondo che la circonda, i miei collaboratori ed io ci siamo addentrati nel mondo emotivo e psicologico di Monica per riflettere sulla natura precaria dell’identità di ciascuno di noi quando viene messa alla prova dalla necessità di sopravvivere e trasformarsi”.