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Noi – US, i disturbanti doppelgängers di Jordan Peele

Dopo aver impressionato e lasciato il segno sulla cultura contemporanea con il suo debutto alla regia, Scappa – Get Out, nuovo standard per un genere horror provocatorio e policamente impegnato, il visionario Jordan Peele il 4 aprile torna al cinema con Noi, un nuovo incubo completamente originale, da lui scritto, diretto e prodotto. Il film vede la presenza di Lupita Nyong’o, Winston Duke, Elisabeth Moss, Tim Heidecker Shaha, Wright Joseph, Evan Alex, Yahya Abdul-Mateen II, Anna Diop, Cali Sheldon, Noelle Sheldon, e per la prima volta sullo schermo di Madison Curry.

Il film

Ambientato ai giorni nostri, sull’iconica costa del nord della California, il film vede la partecipazione di Lupita Nyong’o nei panni di Adelaide Wilson, una donna che torna nei luoghi di mare dell’infanzia, con il marito Gabe (Winston Duke), e i loro due figli, Zora (Shahadi Wright Joseph) e Jason (Evan Alex), per una sospirata fuga estiva. Oppressa da inspiegabili e irrisolti traumi del passato e preoccupata da una serie di strane coincidenze, Adelaide sente la propria paranoia crescere fino ai livelli d’allerta, quando diventa certa che qualcosa di orribile stia per accadere alla propria famiglia.

Dopo aver passato una nervosa giornata con i propri amici, Kitty e Josh Tyler (Elisabeth Moss e Tim Heidecker) e le loro due figlie gemelle Becca e Lindsey (Cali Sheldon e Noelle Sheldon), Adelaide e la sua famiglia fanno ritorno alla residenza dove trovano le silhouettes di quattro figure che li aspettano al varco d’ingresso. Noi – Us mette un’ordinaria famiglia Americana in opposizione a una controparte terribile e sconcertante: il proprio doppio.

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doppelgängers: siamo noi i nostri nemici

Prima ancora di aver concluso la produzione di Scappa: Get Out, il suo grande successo del 2017 vincitore di un Premio Oscar per la sua capacità di scavare nella profondità delle questioni razziali in America, l’autore-regista-produttore Jordan Peele era già pronto a sviluppare l’idea di un nuovo film che puntava a essere ancora più disturbante e incisivo a livello culturale e psicologico. “L’idea per questo film è insita nella mia personale paura dei doppelgängers, del gemello maligno – spiega Peele adoro la mitologia legata all’alter ego e i film che hanno lavorato sul tema, e volevo realizzare una mia versione cinematografica. A spingermi è stata la convinzione che siamo noi i nostri peggiori nemici, un aspetto che tutti noi conosciamo intrinsecamente e nonostante ciò tendiamo a sotterrarlo. Spesso ce la prendiamo con lo straniero, con il diverso, ma in questo film il mostro ha la nostra faccia”.

Il mito del doppio

Il doppio, inteso come versione misteriosa e malvagia delle persone viventi, è un mito antico almeno quanto la letteratura. Appaiono praticamente in quasi ogni cultura, folklore e mitologia, partendo sin dall’antico Egitto sotto la forma di “ka”, una manifestazione fisica del doppio spirituale che condivide memorie, esperienze e sentimenti della controparte vivente. Questi primi archetipi narrativi sono i progenitori del “gemello cattivo”, spesso apparso nella storia della lettaratura. Con poche eccezioni, quando in una storia appare un doppelgänger, è raramente un buon segno. “Sono sempre stati motivo di paura – prosegue Peelesono connessi al concetto di mortalità, credo. Non possono sopravvivere entrambi, così uno dei due deve sparire. Nella mitologia, i doppi hanno spesso rappresentato una versione negativa o addirittura un cattivo augurio di morte. Ho voluto riprendere questa traccia e sviluppare una storia che partisse da questa paura primordiale”.

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Tutti guardano da un’altra parte

La volontà di lavorare sulle nostre radici ancestrali, e sulla loro simbologia, ha spinto Peele a prendere alcune scelte che non sono legate esclusivamente alla psiche umana, ma anche all’identità nazionale Americana. “Tendo a prendere ispirazione anche dalle mie personali paure – confessa Peelea un certo punto mi sono chiesto, ‘Cosa mi spaventa di più in assoluto?’. Nel mio caso è stata l’idea di vedere il mio alter-ego, e cercando di capire le motivazioni di questa paura, ho capito è che nessuno vuole mettersi a confronto con le proprie colpe, con le proprie responsabilità, con i propri demoni. Tutti preferiamo guardare da un’altra parte”.

La rabbia verso il diverso

Questa inclinazione del progetto tesa verso le paure, le ansie e la rabbia verso il diverso è una parte intrinseca della cultura Americana. “Questa nazione, anche nel modo in cui si pone nel mondo, scatena una paura nei confronti del diverso – afferma Peelele nostre fondamenta sono costruite sulla paura di tutto, dal terrorismo all’immigrazione. Uno dei capisaldi del cinema horror, capace di veicolare un potente messaggio sociale, è la pellicola di George A. Romero La Notte dei Morti Viventi – Night of the Living Dead. Il film affronta il tema della razza, anche se non se ne parla mai apertamente. Ho voluto seguire lo stesso approccio con questo film”.

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La morte del Sogno Americano

Mentre Scappa: Get Out ha affrontato verità non dette sul tema della razza in America, Noi – Us ci porta nel cuore del Sogno Americano. “Questa pellicola lavora su più livelli – racconta il produttore Ian Cooper, che conosce Peele da quando erano entrambi adolescenti – in superficie, è un thriller spaventoso, e lo puoi guardare in questa maniera e godertelo, ma se vai più in profondità, diventa chiaro come affronti gli incubi che tornano a farci visita. Ma andando ancora avanti, parla della cultura Americana, che spesso ci porta a credere che sono gli altri ad essere il problema. Con questa sceneggiatura, Jordan ci ha messo a confronto con un “altro” veramente difficile da gestire, perchè semplicemente siamo noi”.

Il film è fondato sulla famiglia America, i Wilson, che subiscono l’attacco dei propri doppelgängers. E anche se Noi – Us non è apertamente dedicato al tema della razza, inverte e sovverte alcuni aspetti del genere horror e della tipica rappresentazione della comunità nera. “Il film racconta le vicende di una famiglia Americana che prova a vivere il perfetto sogno Americano, per poi realizzare che il sogno Americano è pericoloso, insicuro e insostenibile – chiarisce Winston Duke, che interpreta Gabe Wilson – il sogno Americano è come un altro personaggio del film, che soccombe affossato dai pericoli classici del genere horror per divenire vittima sfortunata. Il pubblico è abituato da sempre a vedere film in cui il personaggio afro-americano è la prima figura a morire, mentre Jordan prende una posizione rivoluzionaria rendendo il sogno Americano la vittima sacrificale”.

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La doppiezza della nostra anima

Adoro riuscire a fare film che combinino paura e divertimento – conclude Jordan Peeleho delle idee precise che sto approfondendo e cerco di comunicare con questo film, tutte legate alla doppiezza della nostra anima, alle colpe e ai peccati che cerchiamo di nascondere nel nostro profondo. Vibro all’idea di capire come gli spettatori reagiranno al folle finale”.