Peter Jackson

Oltre gli Hobbit. Peter Jackson, il documentarista che non ti aspetti

Se nomini Peter Jackson (che compirà 60 anni il 31 ottobre 2021), il pensiero corre veloce ai meravigliosi e suggestivi panorami della Terra di Mezzo. Agli anelli, agli Hobbit e agli orchi. Un attimo dopo salta al King Kong con Jack Black, magari poi atterra a Sospesi nel tempo con Michael J Fox, o al più recente Macchine Mortali di Disney. Ma riesce a mettere a fuoco il suo talento non solo come regista, ma anche come documentarista?

"Fuori di Testa"

“Fuori di Testa”

Eclettico fin dagli esordi

Non a caso Jackson nasce la notte di Halloween, nel 1961 in Nuova Zelanda. Dopo essersi appassionato grazie alla prima cinepresa da 8mm regalatagli dai genitori quando aveva 8 anni, è proprio con l’horror che esordisce sul grande schermo, nel 1987. Fuori di Testa, commedia grottesca in cui seguiamo l’impresa di un’unità speciale dell’esercito che si trova ad affrontare una minaccia aliena nella provincia neozelandese. Premio del Pubblico al Fantafestival di Roma e diventata poi un piccolo cult, il film permette a Jackson di realizzare anche Meet The Feebles (1989), eccentrica black comedy con pupazzi e Gli Schizzacervelli (1992), unione perfetta tra comico e splatter, ma anche Creature Del Cielo (1994), dramma tratto da una storia vera di omicidio, con il primo grande ruolo di Kate Winslet.

Un falso documentario fatto con vera maestria

In occasione del centenario del cinema nel 1995, Jackson e il collega Costa Notes dirigono il documentario Forgotten Silver, dedicato al pioniere del cinema neozelandese Colin McKenzie. Nato nel 1888 e figlio di un agricoltore, il giovane Colin si appassiona agli strumenti meccanici tanto da costruirsi da solo la prima cinepresa. Mette a punto una tecnica sia per realizzare film, che per sincronizzare suono e immagini. Scappa di casa, realizza pellicole e finisce sul fronte della Grande Guerra, venendo poi dimenticato da tutti. Jackson assembla parti di pellicole 35mm inediti, che uniti a testimonianze di grandi attori come Sam Neil – tutti stupiti da questa figura eccezionale, da ricoprire e celebrare. Peccato che McKenzie sia totalmente inventato, ma non l’entusiasmo e il divertimento di questo mockumentary, autentico al 100%!

"Per Sempre Giovani"

“Per Sempre Giovani”

Sul fronte del fantasy come nella trincea del 15-18

Un’altro centenario, un altro documentario. Dopo le due grandiose trilogie tratte dalle opere di J.R.R.Tolkien, Il Signore Degli Anelli e il suo prequel Lo Hobbit – cosa che a partire dal 2000 gli ha garantito fama e premi Oscar – Jackson torna alle prese con pellicole inedite da valorizzare e reinterpretare. Questa volta tutto vero. Lo scenario è quella della Prima Guerra Mondiale, con filmati inediti della BBC e testimonianze dei veterani sopravvissuti. “Volevo attraversare le nebbie del tempo e portare questi uomini nel mondo moderno” spiega Jackson alla presentazione di They Shall Not Grow Old – Per Sempre Giovani, nel 2018. In un certo senso c’è un sottile parallelismo tra la Grande Guerra e l’opera di Tolkien, i cui trascorsi come soldato alla Battaglia delle Somme avevano dato spunti proprio allo scenario e al contesto della Guerra dell’Anello. Quindi, quale miglior regista per raccontare le due facce della vicenda, metaforiche reali, se non Jackson?

Un documentario nel documentario

Dopo l’impressionante restauro svolto per They Shall Not Grow Old, nel 2019 a Jackson e il suo team venne affidato un documentario decisamente molto più pop. Le loro competenze tecniche vennero richieste per operare su un archivio di oltre 55 ore di filmati e di 140 ore di audio inediti. I protagonisti? I leggendari Beatles! Get Back sarà finalmente disponibile da questo 25 novembre anche in Italia, direttamente sulla piattaforma di streaming Disney+. Tre episodi di due ore ciascuno, che raccontano i retroscena del celeberrimo “concerto sul tetto” della band.

"Get Back"

“Get Back”

Rispetto al film-documentario Let It Be uscito nel 1970, qui Jackson ricostruisce il background di quei giorni, dagli aspetti più carichi di tensione ai più divertenti, restituendo una fotografia vivida e complementare all’opera del ’70. Qualcosa di davvero l’originale per l’intero panorama dei documentari sulla musica. In effetti, da un personaggio che ha dato così tanto al mondo dell’intrattenimento, non possiamo aspettarci niente di meno!

Enrico Banfo