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Perfect Sense, è l’Amore il senso più profondo della vita

Nel 2011, dieci anni fa, oltre al Contagion di Steven Soderbergh – un film diventato cult per via di una storia (immaginata come fantascientifica, con il mondo attaccato da una tremenda pandemia) che ha anticipato la drammatica realtà che, da oltre un anno a questa parte, ha sconvolto le nostre vite – c’è un altro titolo che ricorda la nostra attualità: Perfect Sense di David Mackenzie. Presentato al Sundance Film Festival, la pellicola parla di un mondo alla deriva, sembre meno ricco di umanità e, soprattutto (e anche in questo caso l’analogia è stupefacente) divorato da un virus. Le vicende che vivono i due protagonisti, Eva Green e Ewan McGregor, rendono questo film romantico e struggente.

Il film

Lo chef Michael (Ewan McGregor) e l’epidemiologa Susan (Eva Green) si conoscono per caso mentre il mondo va verso il proprio collasso, lasciando la popolazione privata dei propri sensi. Il primo senso a sparire è l’olfatto, seguito dal gusto, l’udito e la vista. Nonostante il declino e una morsa di pazzia e violenza che attanaglia il mondo, Michael e Susan in qualche modo riescono ad innamorarsi e a passare insieme momenti di tenerezza. Nel frattempo, il mondo cerca di andare avanti nonostante la perdita dei sensi, riadattandosi alla nuova realtà.

I cinque sensi-emozioni

I motivi per cui i sensi spariscono non sono spiegati o compresi, ma la perdita dei sensi avviene generalmente dopo una crisi: l’olfatto svanisce dopo un attacco di enorme tristezza; il gusto sparisce dopo una specie di collettivo attacco bulimico; l’udito scompare in seguito a uno scoppio collettivo di ira. Proprio durante lo scatto d’ira che lascerà sordo Michael, l’uomo attacca e oltraggia Susan nel peggiore dei modi. La donna scappa dall’appartamento di Michael, intento a spaccare oggetti e a devastare la sua stessa casa. Tornato in sé, tramite una telefonata Michael dichiara a Susan di essere innamorato di lei, ma lei scaglia via il telefono, mentre l’udito abbandona anche lei. Il film finisce con la riunione dei due amanti pochi istanti prima che anche il senso della vista sparisca.

Perfect Sense 1

Dieci anni dopo, un Mondo alla deriva

Dieci anni fa il cinema aveva immaginato il mondo di oggi, vittima di un virus che oltre a togliere i sensi (proprio come ha fatto il Coronavirus, che spesso ha lasciato, seppur temporaneamente, gli infetti senza gusto e olfatto) ha tolto Il Senso, della vita. Un mondo di tutti contro tutti, di scollegamento, di lontananza, di egoismo, di rabbia, di violenza, di bramosità. Tutto il peggio dell’umanità, insomma. Come vediamo nel film, il virus – a differenza di quello che imperversa in Contagion, molto simile al Sars Cov 2 – sembra essere qualcosa di simbolico, intangibile. Tanto sconosciuto e incomprensibile quanto capace di mostrare il nostro lato peggiore. Quando vediamo le persone in preda ad un attacco bulimico, assistiamo alla rappresentazione di una società disperata e ingorda, pronta a calpestare il proprio vicino per divorare l’obiettivo in modo sfrenato. E invece sono gli abbracci a salvarci sempre.

Eva e Ewan

Eva Green e Ewan McGregor sono due anime che in questo mondo disperato si incontrano e, dopo alti e bassi, come avviene in tutte le relazioni Vere – dove allegria e tristezza, serenità e rabbia, possono alternarsi, tutte diverse forme della stessa passione – arrivano ad una consapevolezza, ovvero che nessuno si salva da solo. Specie quando tutto ciò che ci circonda crolla, lasciando solo devastazione e vuoto. Per questo motivo la loro storia, che nasce e si sviluppa nel pieno di una pandemia, rappresenta noi, il nostro bisogno di amore e stabilità. E non possono lasciarci indifferenti le immagini di loro due vicini, con la mascherina, indiscusso simbolo di ciò che stiamo vivendo da oltre un anno.

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Il finale

Nel bellissimo e commovente finale di Perfect Sense, quando i due capiscono che l’amore che li lega è reale (e forse urgente) i due si cercano, si rincorrono. E quando finalmente si trovano, le mani si stringono. Tra i sensi, quello che resta immutato (o dimenticato) è proprio il tatto. Forse è questo l’aspetto principale: il contatto fisico, il tocco umano. Poi, in ultimo, appena un soffio prima di abbracciarsi, la vista se ne va: quando abbracciamo la persona che ci completa tutto ciò che è intorno a noi scompare. E se tutti i sensi adesso se ne sono andati, forse è solo quello che dà un senso a tutto, l’Amore.