Salvatore Ferragamo testa il sandalo in oro a 18 kt su una modella, 1956. © Archivio Foto Locchi

Salvatore Ferragamo, Luca Guadagnino racconta Il Calzolaio Dei Sogni

Salvatore Ferragamo testa il sandalo in oro a 18 kt su una modella, 1956. © Archivio Foto Locchi

Scritto da Dana Thomas e con la voce narrante di Michael Stuhlbarg, dopo essere stato presentato Fuori Concorso alla 77esima Mostra del Cinema di Venezia, solo dall’11 al 13 ottobre arriverà al cinema Salvatore – Shoemaker Of Dreams, il documentario diretto da Luca Guadagnino tratto dall’autobiografia di Salvatore Ferragamo (Salvatore Ferragamo – Il Calzolaio Dei Sogni, edita da Electa). Il film delinea non solo l’itinerario artistico di Ferragamo, ma anche il suo percorso umano, attraverso l’Italia e l’America, due mondi che s’intrecciano fortemente.

Salvatore Ferragamo con l'attrice Joan Crawford presso il suo negozio di Hollywood negli anni venti. © Museo Salvatore Ferragamo

Salvatore Ferragamo con l’attrice Joan Crawford presso il suo negozio di Hollywood negli anni venti. © Museo Salvatore Ferragamo

Salvatore Ferragamo, da Avellino a Hollywood

Nato nel 1898 a Avellino, Salvatore Ferragamo dopo avere studiato l’arte del calzolaio a Napoli apre un piccolo negozio nel suo paese. Nel 1915 emigra a Boston, per poi trasferirsi in California, prima a Santa Barbara, poi a Hollywood dove progetta calzature per le attrici del tempo, come Gloria Swanson, Joan Crawford, Greta Garbo e per le prime produzioni cinematografiche diventando presto noto come il “Calzolaio delle Star“. Dopo tredici anni di attività negli Stati Uniti, ritorna in Italia nel 1927 e si stabilisce a Firenze dove fonda l’azienda Ferragamo, oramai famosa nel mondo, brevettando modelli e innovazioni tecniche, spaziando dalle calzature più eccentriche, spesso veri e propri oggetti d’arte, a quelle più raffinate ed eleganti, che spesso hanno anticipato le invenzioni di altri designer della calzatura e il gusto del tempo.

The Shoemaker Of Dreams

Cos’è il genio? Come nasce un sistema, che sia il cinema o la moda? E l’ossessione furiosa di una ricerca costante di idee e di creazione come si sposa con la tradizione e i valori della famiglia? Salvatore Ferragamo (1898-1960), protagonista e testimone del ventesimo secolo, è la risposta a queste domande”. Parole del regista Luca Guadagnino che, attraverso il mistero e il fascino di una figura importante, articolata e complessa come quella di Salvatore Ferragamo, ha raccontato una storia umana, artistica e imprenditoriale da diversi punti di vista. Molte persone considerano la sua vita come qualcosa di meraviglioso: per alcuni un miracolo, per altri una fiaba. In realtà, anche se straordinaria, la vita di Ferragamo ha poco a che fare con la fortuna o il caso. È piuttosto il risultato dell’incontro di molti elementi diversi: carattere, determinazione, istinto, genio, inventiva, curiosità e, ultimo ma non meno importante, la sua incredibile intuizione. Tutti questi aspetti, necessari e indispensabili, hanno generato quell’unicità che sarebbe fondamentale svelare e approfondire.

Sophia Loren e Salvatore Ferragamo fotografati insieme durante la serata presso l'Open Gate Club di Roma, organizzata per celebrare il suo nuovo brevetto della pelle di leopardo marino, 28 febbraio 1955. Ferragamo prova una scarpa in merletto all'attrice. © Museo Salvatore Ferragamo

Sophia Loren e Salvatore Ferragamo fotografati insieme durante la serata presso l’Open Gate Club di Roma, organizzata per celebrare il suo nuovo brevetto della pelle di leopardo marino, 28 febbraio 1955. Ferragamo prova una scarpa in merletto all’attrice. © Museo Salvatore Ferragamo

Gli anni dell’infanzia a Bonito, dove realizzò le sue prime scarpe per la prima comunione della sorella, furono il segno di una carriera che era pronta per essere costruita. Salvatore, dopo un anno di apprendistato nelle migliori botteghe di Napoli, iniziò a meditare un cambiamento che avrebbe innescato la sua scalata. Per quanto giovane, decise di partire per gli Stati Uniti e iniziare a costruire il suo futuro. Fece una scelta simile a quella di tanti altri cittadini italiani, in cerca di un destino più favorevole, con la speranza di essere accolti in una terra straniera. Giunse a New York, sbarcando a Ellis Island. Successivamente lavorò a Santa Barbara, quindi si trasferì a Los Angeles per creare scarpe e modelli di design per molti film importanti e per la maggior parte delle celebrità dell’epoca.

Tornato in Italia, ha combattuto contro il fallimento, e infine è approdato a Firenze. Firenze è la città che gli ha permesso di rinascere. Firenze divenne il centro della sua creatività. Creò il suo laboratorio, quindi aprì un negozio e iniziò a costruire il suo marchio, che divenne in seguito un impero nel settore della moda del tempo. È stato in grado di superare ogni tipo di crisi, anche il governo fascista, senza mai tradire la sua spinta creativa, e confermandosi come una delle grandi personalità del Novecento.

Conferimento del premio Neiman Marcus 1947 per la moda. Da destra Christian Dior, Irene di Hollywood, Major George Mitcheson (rappresentante di Norman Hartnell), Salvatore Ferragamo e Stanley Marcus. © Museo Salvatore Ferragamo

Conferimento del premio Neiman Marcus 1947 per la moda. Da destra Christian Dior, Irene di Hollywood, Major George Mitcheson (rappresentante di Norman Hartnell), Salvatore Ferragamo e Stanley Marcus. © Museo Salvatore Ferragamo

Ferragamo è stato un uomo in grado di attraversare epoche diverse, reinventandosi sempre, senza mai venire meno alle sue qualità fondamentali. Ferragamo sposò Wanda Miletti e creò una famiglia. L’importanza e l’amore che Ferragamo ha sempre rivolto ai legami familiari, tipica espressione umana della cultura dell’uomo del Sud, è un aspetto molto importante che ha pervaso e riempito tutta la sua vita. I membri della sua famiglia non hanno mai dimenticato ciò che ha fatto e continuano a ricordare e onorare la sua eredità.


Salvatore Ferragamo – Il Calzolaio Dei Sogni

Ferragamo-cover-itaIl film nasce dall’omonimo libro pubblicato da Electa, ovvero l’autobiografia di Salvatore Ferragamo (1898-1960), pubblicata per la prima volta in inglese nel 1957 da George G. Harrap & Co., Londra. Salvatore Ferragamo si racconta in prima persona – la narrazione è quasi fiabesca – ripercorrendo l’avventura della sua vita, ricca di genio e di intuito: da apprendista ciabattino a Bonito, un vero “cul-de-sac” in provincia di Avellino, a calzolaio delle stelle di Hollywood (le sue calzature vestirono, tra le altre celebrità, Marilyn Monroe, Audrey Hepburn, Sofia Loren e Greta Garbo), dalla lavorazione artigianale fino all’inarrestabile ascesa imprenditoriale. Instancabile lavoratore, sempre alla ricerca di qualcosa, Ferragamo dava vita alle sue creazioni attraverso un’esperienza di “ritorno alla memoria”. Non vi è limite alla bellezza e alla creatività, e infinita è la varietà dei materiali che ha utilizzato per decorare i suoi modelli, tutti concepiti per far sentire ogni donna principessa, e ogni principessa una regina. Il volume è corredato da un ricco apparato fotografico e sarà disponibile anche in versione e-book e, a seguire, audiolibro.

La sfilata di modelli e abiti a Palazzo Spini Feroni del 1951. Le modelle indossano i sandali Kimo, invenzione di Ferragamo. In basso Salvatore Ferragamo e il sarto romano Emilio Schuberth, autore degli abiti. © Museo Salvatore Ferragamo, Foto David Lees

La sfilata di modelli e abiti a Palazzo Spini Feroni del 1951. Le modelle indossano i sandali Kimo, invenzione di Ferragamo. In basso Salvatore Ferragamo e il sarto romano Emilio Schuberth, autore degli abiti. © Museo Salvatore Ferragamo, Foto David Lees

Salvatore Ferragamo, le scarpe nell’anima

“Signore e signori, la parte meno importante di questo libro è il racconto della vita di un calzolaio italiano. Tutti possiamo scrivere la nostra autobiografia, e se mi soffermo sui dettagli della mia carriera è solo perché così è più facile spiegarvi la missione alla quale sono stato chiamato: un lavoro che è la vocazione irrinunciabile della mia vita. La vita mi ha insegnato che la Natura ci dona piedi perfetti. Se si rovinano è perché le scarpe sono difettose. Ma non è necessario sottoporsi a una simile tortura, neanche in nome della vanità. Tutti possiamo camminare felici avendo ai piedi calzature comode, raffinate, splendide. Questo è il lavoro di tutta la mia vita: imparare a fare scarpe perfette, rifiutando di mettere il mio nome su quelle che non lo sono. Sono nato per fare il calzolaio. Lo so e l’ho sempre saputo”.

Salvatore Ferragamo

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