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Tom Hanks scende nell’Inferno di Ron Howard

Dopo i successi mondiali di Il Codice Da Vinci (2006) e di Angeli & Demoni (2009), Ron Howard torna alla regia con Inferno, l’ultimo film tratto dalla serie miliardaria di Dan Brown. Nella parte del protagonista Langdon c’è sempre Tom Hanks, affiancato da: Felicity Jones, Irrfan Khan, Omar Sy, Ben Foster e Sidse Babett Knudsen. A far da cornice a questo thriller mistery i meravigliosi esterni di Venezia, Firenze, Budapest e Istanbul.


Quando Langdon (Tom Hanks) si risveglia in un ospedale italiano affetto da amnesia, inizia a collaborare con Sienna Brooks (Felicity Jones), la dottoressa che lo aiuterà a recuperare la memoria. Insieme, viaggeranno in tutta Europa in una corsa contro il tempo, per fermare la follia di un uomo intenzionato a scatenare un virus globale, che potrebbe uccidere metà della popolazione dalla Terra.

Tom Hanks, che torna ad interpretare Langdon, uno dei suoi personaggi più amati, l’uomo dalle mille risorse e dal pensiero veloce, spiega l’attrazione immutata del pubblico verso la saga: “Dan Brown ha scoperto qualcosa,  tutti amano un buon enigma, specialmente quelli dove ci sono mille indizi che alla fine portano alla sua soluzione: questi film riescono a dare tutto ciò allo spettatore, sono interattivi”.

Tom Hanks e Felicity Jones

Tom Hanks e Felicity Jones

Il titolo è stato preso in prestito dal capolavoro di Dante Alighieri, Inferno ha la componente aggiuntiva del thriller psicologico. Nel film, il Dott. Robert Langdon si risveglia, rivelando di aver perso la memoria, per affrontare la sfida più difficile di sempre: “per Langdon – spiega Tom Hanksl’inferno del film è sia uno stato mentale quanto un’esperienza molto fisica, perché è distrutto dal dolore alla testa e torturato dall’ignoranza dei motivi per cui questo sia avvenuto”.

Inferno è il film più stilisticamente visivo della serie, perché contiene una serie di sogni criptici che condurranno il pubblico nella mente di Langdon, offrendo una diversa gamma di sensazioni rispetto ai due film che lo hanno preceduto. In Inferno, Langdon deve dare un senso agli indizi citati nel poema di Dante: “la mente allucinata di Langdon – spiega Ron Howardè tormentata da un uomo ossessionato da Dante. Viene costretto a mettere insieme i pezzi del puzzle e dare un senso agli indizi che gli si presentano di volta in volta”.

Omar Sy

Omar Sy

Dante, il grande poeta italiano del XIV secolo, ha cercato di descrivere il viaggio delle anime verso Dio, che come prima cosa dovevano liberarsi dei peccati. Nel famoso poema, Dante stesso viene condotto all’interno dei nove cerchi dell’inferno, in cui vede peccatori impenitenti puniti dalla giustizia poetica: veggenti con la testa rivolta all’indietro, impossibilitati a vedere quello che ci aspetta; politici corrotti dalle “dita appiccicose”, sommersi da catrame bollente. Le punizioni più grandi sono riservate ai più grandi nemici di Dante, i traditori: nelle tre bocche di Satana, per essere masticati per l’eternità, troviamo Cassio e Bruto, assassini di Giulio Cesare, e Giuda Iscariota.

Per Brown, la sfida è stata quella di prendere in prestito l’opera di un genio che ha ispirato i maggiori artisti per 800 anni, cercando gli elementi da poter inserire all’interno del thriller vissuto da  Robert Langdon. Brown ha trovato la risposta immaginando come potrebbe essere un inferno ai giorni nostri, inserendo due concetti molto aderenti tra loro: da una parte, un mondo sovrappopolato, in cui milioni di persone non riescono a trovare sostentamento, e dall’altra, una malattia che potrebbe uccidere milioni di persone. E per questo Inferno sulla Terra, Brown ha preso in prestito l’idea di Dante di giustizia poetica: per punire il genere umano responsabile della sovrappopolazione oltre i limiti sostenibili dal pianeta, un malvagio rilascerà il virus di una malattia letale che ucciderà miliardi di persone.

Ce la farà Langdon?

Ce la farà Langdon?

Proprio come in Il Codice Da Vinci e Angeli & Demoni, Dan Brown affronta argomenti in Inferno che sono di rilievo importante nel mondo di oggi. Nei romanzi e nei film di Brown c’è sempre un fattore scatenante, ovvero la sovrappopolazione del mondo. Tom Hanks chiude così: “nascono veramente troppi bambini? C’è un modo con cui possiamo risolvere il problema della sovrappopolazione? Oppure il nostro mondo diventerà una nuova versione dell’Inferno di Dante?”.