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VENEZIA 72 – Carlo Lavagna propone il tema dell’ermafroditismo con Arianna

Nella Selezione Ufficiale delle Giornate degli Autori, verrà presentato oggi a Venezia Arianna, il film diretto da Carlo Lavagna incentrato sul delicato tema dell’ermafroditismo che s’interroga sul rapporto tra potere e anormalità e sulle conseguenze del loro conflitto.

"Arianna"

“Arianna”

Arianna (Ondina Quadri) ha diciannove anni ma ancora non ha avuto il suo primo ciclo mestruale. Gli ormoni che il suo ginecologo le ha prescritto non sembrano avere effetto sul suo sviluppo, a parte un leggero ingrossamento del seno che però le provoca fastidio. All’inizio dell’estate, i suoi genitori (Massimo Popolizio e Valentina Carnelutti) decidono di riprendere possesso del casale sul lago di Bolsena dove Arianna era cresciuta fino all’età di tre anni e in cui non era ancora tornata.

Durante la permanenza nella casa, antiche memorie cominciano a riaffiorare, tanto che Arianna decide di rimanere anche quando i genitori devono rientrare in città. I pomeriggi passano lenti e silenziosi, mentre Arianna comincia a indagare sul proprio corpo e sul proprio passato; l’incontro con la giovane cugina Celeste (Blu Yoshimi) – così diversa e femminile rispetto a lei – e la perdita della verginità con un ragazzo della sua età, spingono Arianna a confrontarsi definitivamente con la vera natura della propria sessualità.

Blu Yoshimi e Ondina Quadri

Blu Yoshimi e Ondina Quadri

Arianna, secondo le parole di Carlo Lavagna, è un film “che viene da lontano, da un inatteso gesto dell’inconscio di un bambino che un giorno sogna di essere donna e da allora si trova a confrontarsi con una domanda fondamentale a cui non aveva pensato: perché ci è data questa identità e non un’altra?”. Per il regista questo film ci riguarda perché, mettendo in scena il tema dell’ermafroditismo, mostra “il limite che il potere esercita, sempre e comunque, nei confronti di chi, consapevolmente o meno, lo minaccia”.

Un film che ci riguarda perché mostra “come l’ordine e il senso che diamo costantemente al mondo e a noi stessi per poter sopravvivere sia solo un sistema di difesa per non guardare a quella sovrabbondanza di senso che il mondo e noi stessi siamo: per sottrarci alla paura di non avere più gli strumenti per interpretarci, o di vedere in faccia la spiazzante fluidità dell’identità”. L’ermafrodito diventa così “l’incarnazione meravigliosa e ambigua di questa sovrabbondanza e la vittima predestinata di ogni rigore: è l’immagine non polarizzata, né A né B, l’immagine dialettica incarnata”.

"Bangland"

“Bangland”

Tra i Progetti Speciali delle Giornate degli Autori sempre oggi verrà proiettato un viaggio animato che ci porta all’interno di Bangland, città situata in una distopica America, dove Steven Spielberg, eletto presidente, ha dichiarato guerra al Mahaba, uno stato africano. Lorenzo Berghella, che ha diretto il film, spiega: “ho affrontato tematiche attuali come politica, guerra, terrorismo, religione e mass-media attraverso un mix di satira, noir, commedia nera e thriller d’azione: questa è una storia corale in cui le vicende dei vari protagonisti sono importanti tanto quanto lo scenario socio-politico in cui si svolgono”.