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VENEZIA 72 – Johnny Depp irrompe con Black Mass. Xavier Giannoli fa cantare Marguerite. Wiseman documenta Jackson Heights

Oggi sarà Johnny Depp l’assoluto protagonista di oggi al Lido. Verrà infatti presentato Black Mass, il film diretto da Scott Cooper che, oltre a Depp, vede recitare un grande cast: Joel Edgerton, Benedict Cumberbatch, Rory Cochrane, Jesse Plemons, Dakota Johnson, Peter Sarsgaard, Kevin Bacon. Il super divo, ancora una volta irriconoscibile dal trucco (foto copertina), questa volta sarà un gangster spietato.

"Black Mass" di Scott Coopert

“Black Mass” di Scott Coopert

Black Mass è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Dick Lehr e Gerald O’Neill. Ci troviamo a sud di Boston, 1970. L’agente John Connolly persuade il gangster irlandese James “Whitey” Bulger a collaborare con l’FBI per eliminare un nemico in comune: la mafia italiana. Il dramma racconta la vera storia di questa alleanza che permise a Whitey di eludere la legge, consolidare il potere e diventare uno dei gangster più spietati e potenti nella storia di Boston.

Nel film si ripercorre il più grande scandalo nella storia dell’FBI, mostrando quella temibile situazione in cui criminali e uomini di legge diventano praticamente indistinguibili. La verità che legava James “Whitey” Bulger, suo fratello Billy, e il loro amico d’infanzia John Connolly, era molto più ricca e strana della finzione. Scott Cooper, più che un gangster movie, ambiva a realizzare un film sull’animo umano: “non mi interessava mettere in scena un mondo in cui ai criminali capitava di essere anche umani, al contrario mi interessava moltissimo mettere in scena un mondo in cui a degli uomini capitava di diventare criminali”.

"Marguerite" di Xavier Giannoli

“Marguerite” di Xavier Giannoli

Marguerite di Xavier Giannoli è invece la pellicola – presentata in Concorso – liberamente ispirata alla vita del soprano americano Florence Foster Jenkins, che diventò famosa grazie al suo canto tra il 1930 e il 1940. Il film comincia dal 1921, all’inizio dei ruggenti anni venti. Non lontano da Parigi, nel castello di Marguerite Dumont (Catherine Frot) si festeggia. Come ogni anno, un gruppo di appassionati di musica vi si riunisce a favore di una grande causa. Nessuno sa molto della proprietaria, tranne che è ricca e che ha dedicato tutta la vita alla sua passione: la musica.

Marguerite canta. Canta con tanto entusiasmo, ma è terribilmente stonata. Simile all’immaginaria Bianca Castafiore, vive la sua passione come in una bolla, e gli ipocriti spettatori che accorrono per ridere di lei si comportano come se fosse davvero la diva che è convinta di essere. Quando un giovane e irriverente giornalista decide di scrivere un articolo celebrativo sull’esibizione di Marguerite, la donna comincia a credere ancora di più nel proprio talento e trova il coraggio per seguire il suo sogno fino in fondo, arrivando ad esibirsi davanti a una platea di sconosciuti.

Catherine Frot

Catherine Frot

Credo che per fare un film si debba avere non soltanto qualcosa da dire ma anche qualcosa da tacere” spiega Xavier Giannoli. Il regista francese ha scelto la storia di Marguerite per “esprimere un’emozione, una musica interiore”. La protagonista ha dedicato la sua vita alla musica, alla bellezza. Ma, senza rendersene conto, è tragicamente stonata, “sublimamente stonata”.

Per il regista, la donna canta l’opera “come un bambino potrebbe lacerare una rosa. La cosa è comica perché è crudele. Poiché Marguerite è in primo luogo una donna innamorata che vuole vivere le sue passioni. Mai nessuno le ha detto che era stonata. Perché? Cos’è questa lacerazione nella sua voce e nei nostri cuori? Abbiamo tutti bisogno di illusioni per vivere”.

"In Jackson Heights" di Wiseman

“In Jackson Heights” di Wiseman

Da segnalare, Fuori Concorso, anche il documentario In Jackson Heights del leggendario Frederick Wiseman, un anno dopo aver ricevuto il Leone d’Oro alla Carriera. Lungo oltre tre ore, il documentario ci porta a Jackson Heights, Queens, New York City, dove vivono immigrati provenienti da Sud America, Messico, Bangladesh, Pakistan, Afghanistan, India e Cina. Lo spettatore segue la vita degli abitanti del luogo, il lavoro, i centri di aggregazione religiosi e politici, le vite culturali e sociali, perennemente in bilico tra la volontà di rimanere legati alle tradizioni dei paesi di origine e la necessità di adattamento allo stile di vita americano.