Tar

VENEZIA 79 – Cate Blanchett dirige l’orchestra in Tár, Alejandro G. Iñárritu torna con Bardo

Entra nel vivo il Concorso della 79esima Mostra del Cinema di Venezia. Oggi al Lido tutti gli occhi saranno per Cate Blanchett, la grande protagonista di Tár, il thriller psicologico scritto e diretto da Todd Field Sempre in gara, oggi in laguna tornerà anche il regista messicano Alejandro G. Iñárritu (che torna a dirigere sette anni dopo The Revenant) per presentare il suo Bardo, Falsa Crónica de Unas Cuantas Verdades.

Tár

Ambientato nel mondo internazionale della musica classica, Tár è incentrato sull’iconica figura della musicista Lydia Tár (Cate Blanchett), la prima donna della storia a divenire direttrice di una delle più importanti orchestre tedesche. La pellicola, attraverso le sue gesta, esplora la natura mutevole del potere, la sua durevolezza e l’impatto sul mondo moderno.

Todd Field racconta…

“Il copione è stato scritto per un’artista: Cate Blanchett. Se avesse rifiutato, il film non avrebbe mai visto la luce. I cinefili, gli appassionati e il pubblico in generale non ne saranno sorpresi. Dopotutto, Blanchett è una maestra assoluta. Mentre giravamo il film, l’abilità sovrumana e la verosimiglianza di Cate sono stati qualcosa di veramente sbalorditivo da vedere. Ha avuto un effetto positivo su di tutti. Il privilegio di collaborare con un’artista di questo calibro è qualcosa di impossibile da descrivere adeguatamente. Sotto ogni punto di vista, questo è il film di Cate“.

Bardo

Bardo

Bardo

Il film rappresenta un’esperienza immersiva epica e visivamente straordinaria, ambientata durante l’intimo e commovente viaggio di Silverio (Ruben Zamora), un noto giornalista e documentarista messicano che vive a Los Angeles. L’uomo, dopo aver ricevuto un prestigioso riconoscimento internazionale, è costretto a tornare nel suo paese natale, ignaro che questo semplice viaggio lo spingerà verso una profonda crisi esistenziale. La follia dei suoi ricordi e delle sue paure riesce a perforare il presente, riempiendo i suoi giorni di un senso di sconcerto e stupore. Tra emozioni e abbondanti risate, Silverio lotta per trovare risposte a domande universali eppure intime, riguardanti la propria identità, il successo, la fragilità della vita, la storia del Messico e i profondi legami sentimentali che condivide con la moglie e i figli. In breve, cosa significa essere umani in questi tempi molto particolari.

Alejandro G. Iñárritu racconta…

“Alcuni anni fa, mi sono accorto all’improvviso che la strada davanti a me era molto più breve di quella che avevo già percorso. Inevitabilmente, ho incominciato a esplorarla a ritroso e nel profondo, ma entrambi i sentieri sono ingannevoli e labirintici. Il tempo e lo spazio si intrecciano, e la narrazione che costituisce ‘la nostra vita’ non è molto più di un falso miraggio, composto da fatti percepiti in modo soggettivo dal nostro imperfetto sistema nervoso”.

Bardo 2

“La memoria non è veritiera, possiede soltanto convinzioni derivate dalle emozioni. È quindi la verità dell’emozione che io voglio ricercare, nell’enorme baule pieno di chimere che mi porto dietro. Avviso in anticipo: non ho trovato alcuna verità assoluta, ho solo percorso un viaggio tra realtà e immaginazione. Un sogno. I sogni, come il cinema, sono reali ma non veri, e in entrambi il tempo è liquido. Bardo è il racconto di un viaggio tra quelle due illusioni dai confini indecifrabili”.