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Bill Murray e SOS Fantasmi, Dickens in chiave moderna

Quattro anni dopo Ghostbusters, Bill Murray si trovò ad affrontare altri fantasmi, tre in particolare, in SOS Fantasmi il film diretto da Richard Donner nel 1988 che rientra di diritto tra le pellicole cult di Natale di sempre. Divertente, diretto e politicamente scorretto, nostalgico e ottimista. SOS Fantasmi è una commedia che coglie e diffonde lo spirito puro del Natale.

30 anni dopo

1988-2018, anche a distanza di trent’anni, il film di Donner per diversi aspetti, che analizzeremo, è ancora attuale e arriva dritto alla mente e al cuore. Quella narrata è una versione “moderna” (contemporaneo all’uscita, siamo alla fine degli anni ’80) del Canto di Natale di Charles Dickens. Tanto che il titolo originale, Scrooged, lo richiama immediatamente. E se vi state chiedendo come mai in Italia è uscito come SOS Fantasmi la risposta è la seguente: pura scelta di marketing. Sì, perché il titolo rimanda al Ghostbusters di Ivan Reitman, super successo del 1984, dove Murray è uno degli acchiappa-fantasmi. Un ragionamento SEO all’avanguardia quello di accostare le parole chiave – Ghostbusters/Fantasmi/Bill Murray – per intercettare lo stesso pubblico e ampliarlo. Ecco spiegata la connessione.

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Da Scrooge a Bill Murray

Ma torniamo a SOS. Qui Murray è il protagonista assoluto e veste i panni di Francis Xavier Cross, il direttore di un network televisivo americano. È odioso, cinico ed egoista. Ha l’ossessione dell’audience e, con l’avvicinarsi del Natale, cerca di raggiungere l’apice della propria carriera preparando un musical dedicato alla novella di Charles Dickens, appunto, Canto di Natale. Lo programma per la Vigilia e lo “lancia” attraverso un trailer scioccante che, attraverso bombe ed esplosioni, spiega quanto il nostro mondo sia in pericolo e vittima di terrorismo e attentati. Un’anziana signora, sintonizzata sul canale, lo vede e ci rimette anche la pelle. Francis non se ne dispiace, anzi, esulta. Il giornale e i media parlando di questa tragedia gli fanno un’enorme pubblicità. Senza cuore e arrivista, capiamo subito che è Francis l’Ebenizer Scrooge della situazione.

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Un ricco senza cuore

La vita di Cross è quella del tipico uomo di successo, ma se da un lato è divenuto ricco e famoso, dall’altro ha perso tutte le persone a lui più care. La fidanzata Claire (Karen Allen) lo ha lasciato per seguire le persone bisognose, il fratello lo cerca continuamente ma lui non si fa trovare ed i suoi dipendenti lo temono e lo odiano profondamente. Tanto più che poco prima di Natale, con un fantastico tempismo, licenzia senza scrupolo il suo dipendente Eliot. La sua segretaria Grace (la versione femminile di Cratchit), vedova con cinque figli di cui il più piccolo affetto da mutismo, deve però sopportare stoicamente le sue angherie, perché ha bisogno di quel lavoro. Tutto cambia quando, però, quando arrivano gli spiriti, a partire da quello del suo ex capo (alias, Marley) che una sera, quando Francis è solo in ufficio, gli piomba davanti con l’aspetto di un cadavere putrefatto e gli dice che quello sarà il suo stesso destino se non cambierà vita.

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L’unico modo per salvarsi, memoria e…

Ma Cross ha ancora una possibilità di salvarsi: riceverà visita da tre fantasmi del Natale: passato, presente e futuro. Il primo (interpretato da David Johansen) è un taxista alcolizzato che usa il suo taxi per riportarlo nel passato. Francis vedrà così sé stesso bambino e il difficile rapporto con suo padre. Rivedrà poi l’inizio della sua carriera nel mondo della televisione, il momento in cui ha conosciuto Claire e l’inizio della loro relazione. Assisterà infine al momento in cui il suo rapporto con Claire si è incrinato, in quanto lui ha messo la propria carriera davanti a lei. Lo scorrere di questa relazione, dalla magia dei primi momenti ai primi natali passati insieme in condizioni modeste e alla successiva separazione, rappresenta uno degli aspetti più toccanti del film.

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…autocoscienza

Ritornato nel mondo reale, Cross incontra sul set del musical il secondo fantasma (Carol Kane): una fata che gli dice di essere il fantasma del natale presente. Questa gli mostra come le persone a lui vicine soffrono per causa sua: ovvero la sua segretaria che deve badare ai suoi figli con il poco stipendio che ha e suo fratello che desidera sempre invitarlo alla cena di Natale ma a cui Cross ha sempre dato buca. Gli viene anche mostrato quel suo dipendente licenziato (che in seguito è stato buttato fuori di casa dalla moglie) morto assiderato. Tutte situazioni che lo portano finalmente a riflettere, obbligandolo a farsi un esame della coscienza.

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Il Futuro/Morte e la redenzione

Ma niente può essere potente come l’ultimo spirito, quello del Natale Futuro, ovvero la Morte in persona. Lo spirito è uno scheletro incappucciato che mostra a Francis le conseguenze delle sue azioni se non cambierà vita. Il figlio più giovane di Grace è ora catatonico e internato in una clinica. Claire è diventata cinica e egoista quanto lui. Infine Francis assiste al proprio funerale, a cui sono presenti solo suo fratello e la moglie. Prima che la visione finisca, si trova intrappolato nella propria bara, durante la cerimonia di cremazione. Svegliatosi, Francis fa tesoro di quanto ha appreso dai tre spiriti e, felice di avere la possibilità di redimersi, cambia immediatamente modo di fare. Riassume Eliot dandogli un aumento. Poi irrompe sul set del musical, dove si scusa con la segretaria e il fratello e si riappacifica con Claire. Il figlio di Grace, per la gioia, parla per la prima volta. E da lontano Cross vede i fantasmi che ha incontrato che lo salutano, approvando il suo cambiamento. Il miracolo di Natale è compiuto.

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SOS Fantasmi, ancora, sempre

Al pari di altri cult natalizi anni ’80, commedie come Una Poltrona Per Due e Un Natale Esplosivo, SOS Fantasmi resta sempre bello, contemporaneo e ricco di spunti di riflessione. La logica del profitto sfrenato, basata sui numeri (siano essi ascolti, click, abbonamenti e così via), sta ancora oggi – in rapida e continua progressione – divorando il nostro mondo, sempre più meccanico e sempre meno umano. L’arrogante esercizio del proprio potere, l’individualismo, l’egoismo e l’aridità di sentimenti, sempre ipocritamente mascherati dietro sorrisi ammalianti, sono sempre più diffusi, spesso a danno dei più deboli. I pensieri classisti ed al limite del razzismo che identificano Scrooge/Francis all’inizio del film, sono diffusissimi nella nostra società del 2018. Anche se tutto luccica e tutto promette felicità, il Natale dovrebbe sempre avvalersi dei tre spiriti per convertire questi mostri in espansione. Già, SOS Fantasmi: c’è ancora e sempre bisogno di voi.

Giacomo Aricò