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Fellini Fine Mai, viaggio alla scoperta del grande Maestro

Oggi, sabato 31 maggio, alla 76. Mostra del Cinema di Venezia, nella sezione Venezia Classici Documentari, verrà presentato Fellini Fine Mai, il documentario dedicato al grande Maestro Federico Fellini realizzato da Eugenio Cappuccio che, in gioventù, fu anche uno dei suoi assistenti alla regia.

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Molto si è detto su Federico Fellini, ma è ancora possibile raccontare degli episodi sconosciuti del suo cinema, della sua vita e della sua poetica soprattutto quando si ha avuto la fortuna di lavorare con lui e di condividere la sua esperienza. Eugenio Cappuccio in questo documentario, ricostruisce il percorso che lo ha portato a conoscere Fellini a Rimini quando era appena adolescente e successivamente, dopo aver studiato al Centro Sperimentale di Cinematografia, a collaborare come suo assistente sul set di Ginger e Fred. Attraverso i materiali di repertorio delle Teche Rai e le interviste di chi ha collaborato con Fellini, Cappuccio partendo da Rimini e dai luoghi in cui Fellini ha iniziato a raccontare le sue storie, si lancia verso nuove scoperte del mai completamente svelato “mondo segreto” di Fellini, che ha trovato la sua massima espressione nelle possibilità offerte da Cinecittà. Quella di Cappuccio è una detection sul magma misterioso che ha dato forma e vita a molti dei più bei film della storia del cinema, un viaggio personale e familiare nell’intimo di quella materia, ma anche uno sguardo agli “incompiuti” di Fellini per molti versi ancora più enigmatici.

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Scavando nei segni e nei percorsi che il ricchissimo repertorio televisivo della RAI può fornire, il film si arricchisce di numerose testimonianze originali, preziose, rare e speciali: tra queste Vincenzo Mollica, Antonello Geleng, Sergio Rubini, Francesca Fellini, Andrea De Carlo, Mario Sesti. E soprattutto dà voce a un altro grande che negli ultimi anni di vita e lavoro di Fellini lo ha affiancato per dare spesso forma e colore ai sogni che del Maestro l’industria faticava a realizzare: Milo Manara. Il rapporto tra Fellini e Manara è uno dei complessi e originali binari percorsi alla scoperta dei “segreti” di un uomo e di un cinema che sullo schermo non metteva la parola “Fine” al termine delle vicende raccontate. Da Viaggio a Tulum, in cui fu coinvolto in circostanze paradossali lo stesso Eugenio Cappuccio, allora giovanissimo assistente alla regia di Fellini, fino all’apotropaico Mastorna, film rimasti su carta, i cui disegni non sono mai diventati pellicola, ma impressionanti testimonianze di una sinergia di lavoro in libertà assoluta, la stessa che ha sempre inseguito Fellini attraverso la caricatura e lo schizzo fulminante.

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Cappuccio attraverso testimonianze inedite, interviste, immagini di paesaggi americani, fumetti e disegni originali, ripercorre gli inquietanti avvenimenti occorsi a Fellini e ai suoi collaboratori durante il viaggio in Messico, verso Tulum, nello Yucatan. Premonizioni, messaggi, comunicazioni, segnali che sembravano erigere ostacoli insormontabili al film che Fellini si era preposto di girare. Si scopre così che chiunque abbia avuto la fortuna di lavorare accanto al Grande Maestro non ha soltanto partecipato a un’avventura culturale, figurativa, estetica contribuendo a realizzare dei capolavori, ma ha condiviso un mondo fantastico in cui la realtà si intrecciava con la superstizione e in cui erano fondamentali i segni del destino e le premonizioni.