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Groucho Marx, un geniale maestro di comicità

Uno degli indelebili simboli del cinema americano e mondiale si chiama Groucho Marx (nome d’arte di Julius Henry Marx). Un talento unico, sia nella scrittura che nella recitazione, una comicità basata sulla veloce parlantina, sulla battuta fulminea e sul ricorso ai giochi di parole, con scanzonata irriverenza nei confronti dell’ordine costituito e con un malcelato disprezzo per le convenzioni sociali (lo stesso Woody Allen, suo estimatore, di lui disse: “la sua impudente strafottenza verso l’ordine costituito sarà divertente tra mille anni come adesso“).

Groucho Marx (AP Photo/Paramount)

Groucho Marx (AP Photo/Paramount)

Terzo di cinque fratelli (i mitici Fratelli Marx), ebbe una lunga carriera che fu premiata con un Oscar onorario nel 1974. Il suo graffiante sense of humour, corrucciato e sarcastico, sintetizzato nel suo soprannome d’arte Groucho (“brontolone”, “musone”), sulle scene aveva una precisa ed eccentrica maschera: baffi e sopracciglia vistose e dipinte, uno sguardo ammiccante ed un immancabile sigaro sempre tra i denti o fra le dita.

A quarant’anni dalla sua scomparsa, noi oggi lo ricordiamo ripercorrendo La Guerra Lampo dei Fratelli Marx (titolo originale Duck Soup), pellicola diretta da Leo McCarey. Andiamo alla trama: su ordine della ricca vedova Teasdale (Margaret Dumont), l’ormai in rovina e politicamente instabile stato di Freedonia nomina Rufus T. Firefly (Groucho Marx) suo nuovo leader. A complicare la situazione ci sono due spie combinaguai dalla vicina Sylvania, Pinky (Harpo Marx) e Chicolini (Chico Marx). Così inizia “una delle più anarchiche, antimilitariste, antigovernative e antiautoritarie commedie mai realizzate“, come scrisse David Stratton. Nel frenetico susseguirsi degli eventi, Firefly e Pinky si ritrovano con indosso camicie e berretti da notte identici e Pinky, per non farsi scoprire da Firefly, si cimenta in un esilarante gioco dello specchio.

Gorucho Marx ne "La Guerra Lampo dei Fratelli Marx"

Gorucho Marx ne “La Guerra Lampo dei Fratelli Marx”

La Guerra Lampo dei Fratelli Marx è spesso annoverata tra le più irriverenti commedie contro la guerra mai realizzate, una definizione che Groucho sdrammatizzò dicendo che in fondo erano “solo quattro ebrei che cercavano di farsi due risate“. Sarà stato anche così, ma si disse che Benito Mussolini vietò il film in Italia perché pensava parlasse di lui. Ultimo film del quartetto con la Paramount prima del loro ricco ma discontinuo passaggio alla Mgm, La Guerra Lampo dei Fratelli Marx è puro “Fratelli Marx” dall’inizio alla fine e resta la loro performance più forte e incisiva.