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Il Re Leone di Jon Favreau, storia mitica, nuove emozioni

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Il celebre Classico d’animazione Il Re Leone mercoledì 21 agosto torna sul grande schermo in una veste completamente nuova diretta da Jon Favreau. La nuova avventura Disney, un viaggio nella savana africana dove è nato un futuro re, è stata doppiata in italiano da Marco Mengoni (Simba), Elisa (Nala), Edoardo Leo (Timon), Stefano Fresi (Pumbaa), Luca Ward (Mufasa), Massimo Popolizio (Scar), Toni Garrani (Rafiki).

Il Film

Simba prova una grande ammirazione per suo padre, Re Mufasa, e prende sul serio il proprio destino reale. Ma non tutti nel regno celebrano l’arrivo del nuovo cucciolo. Scar, il fratello di Mufasa e precedente erede al trono, ha dei piani molto diversi e la drammatica battaglia per la Rupe dei Re, segnata dal tradimento e da tragiche conseguenze, si conclude con l’esilio di Simba. Con l’aiuto di una curiosa coppia di nuovi amici, Simba dovrà imparare a crescere e capire come riprendersi ciò che gli spetta di diritto.

Un punto di riferimento

Considerato all’unanimità un capolavoro dell’animazione e adorato da fan in tutto il mondo, il Classico Disney del 1994 Il Re Leone vinse premi Oscar per la Miglior canzone originale, Can You Feel the Love Tonight/L’amore è nell’aria stasera (Elton John, Tim Rice) e la miglior colonna sonora originale (Hans Zimmer). Nel 1997 lo spettacolo teatrale ispirato al film esordì a Broadway, vincendo sei Tony Awards: 22 anni dopo, rimane uno dei più grandi successi nella storia di Broadway. Recentemente, è arrivato a ben 9000 rappresentazioni. “Questa storia è diventata un punto di riferimento che tutti conoscono e accettano – spiega Jon Favreau compare nel mondo della musica, nelle serie televisive, in spettacoli comici e sketch vari. Viene continuamente citata. È diventata una parte davvero profonda della nostra cultura, quindi ero convinto che ci fosse la straordinaria opportunità di espandere questa storia e raccontarla ancora una volta in una modalità differente“.

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Una sfida tecnologica

Favreau, che ha sempre ammirato lo spirito pionieristico di Walt Disney, ha spinto la tecnologia oltre i limiti per portare Il Re Leone sul grande schermo in una veste completamente nuova, impiegando un’evoluzione delle tecnologie di storytelling che unisce le tecniche del cinema live action a immagini fotorealistiche generate al computer. Le ambientazioni sono state progettate all’interno di un motore grafico: tecnologie all’avanguardia applicate alla realtà virtuale permettevano a Favreau di camminare sul set virtuale, esplorare le location e preparare le inquadrature come se si trovasse in Africa accanto a Simba. Una volta che il film è stato creato all’interno della realtà virtuale, il regista ha cambiato marcia dirigendo le riprese durante il processo di animazione.

Come una magia

Alla fine, una complessa squadra di artisti, tecnici, professionisti del live action e animatori esperti ha essenzialmente creato un nuovo modo di realizzare un film. Si tratta di live action o animazione? “È difficile da spiegare – risponde Favreau – è come una magia. Stiamo reinventando il medium cinematografico”. Ma il regista aggiunge che “non stiamo reinventando la storia del film”. Per Favreau – proprio come per Walt Disney prima di lui – la storia è la cosa più importante. Ha deciso di preservare lo spirito del film originale permettendo allo stesso tempo alle interpretazioni, all’arte, alla musica e all’umorismo di svilupparsi in modo naturale.

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Dall’Amleto di Shakespeare

Prima di iniziare a lavorare a questo film, ho capito quanto fossero potenti i rapporti presenti nella versione originale– continua Favreauquesto materiale proviene da una tradizione molto ricca. Affrontiamo archetipi e battaglie che provengono dall’Amleto di Shakespeare e anche da un periodo precedente. Il tradimento, il raggiungimento dell’età adulta, la morte e la rinascita – i cicli della vita – sono la fondazione da cui partono tutti i miti del mondo”.

Sfumature, emozioni, realismo

Proprio come lo spettacolo di Broadway, che presentava questa classica storia attraverso un medium diverso, l’approccio contemporaneo di Jon Favreau ha aggiunto sfumature, emozioni e realismo al film: “non esitiamo a riprendere alcuni aspetti del vecchio materiale, ma è incredibile scoprire quanti cambiamenti e aggiornamenti invisibili si possano fare. E questo è il trucco: non volevamo che il nostro approccio sovrastasse il film. Non volevamo superare il limite rendendo le cose troppo intense o perdendo di vista l’essenza del vecchio film. La comicità funziona in modo diverso. La musica funziona in modo diverso. In natura gli animali combattono in modo diverso”.

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Mantenere l’equilibrio

In conclusione Jon Favreau afferma: “bisognava tenere tutto in equilibrio: volevamo comunicare gli stessi sentimenti e raccontare la stessa storia, ma senza sovraccaricare il pubblico. Volevamo replicare lo stesso equilibrio del film originale. Il Re Leone è un film d’avventura per famiglie ma ci sono momenti, come anche nel film originale e nello spettacolo teatrale, in cui le cose si fanno molto intense ed emozionanti”. Dubbi noi non ne abbiamo.