5 Numero Perfetto 0

Toni Servillo nella Napoli di Igort in 5 è il Numero Perfetto

5 è il Numero Perfetto, di Igort, grande artista e narratore del fumetto italiano, alla regia cinematografica per la prima volta con l’adattamento della sua omonima graphic novel, arriverà in sala il 29 agosto. Il film, un piccolo affresco napoletano nell’Italia anni Settanta, ha come protagonisti Toni Servillo, Valeria Golino e Carlo Buccirosso.

Il film

Peppino Lo Cicero (Toni Servillo) è un sicario ormai in pensione, orgoglioso della carriera del figlio Nino (Lorenzo Lancellotti), che lavora anche lui per la famiglia criminale. Quando questo, mandato in missione nel cuore di Napoli, viene freddato in un agguato, Peppino sente che la famiglia ha tradito, che qualcosa si è rotto nell’antico patto di lealtà che regolava la vecchia malavita. Chiama Totò (Carlo Buccirosso), detto o’ Macellaio, l’amico di un tempo, sicario come lui, per scovare il mandante e regolare i conti. Si danno appuntamento al vecchio nascondiglio delle armi per capire il da farsi. Sarà lì che Peppino ritroverà Rita (Valeria Golino), detta ‘a Maestrina, la donna che lo ama da sempre e che subito si offre di dargli una mano.

Carlo Buccirosso

Carlo Buccirosso

La pace della vita di pensionato sembra un ricordo lontano. Per prima cosa i due vecchi sicari andranno, come la regola prescrive, dal loro boss. Don Guarino (Mimmo Borrelli). Da qui comincerà il regolamento dei conti. Peppino ucciderà il suo stesso boss scatenando la furia della sua ‘famiglia’. Tra inseguimenti, sparatorie e rapimenti, Peppino dovrà ritrovare la freddezza di un tempo e dimostrare di essere più abile dei suoi inseguitori per salvare la vita propria e quella delle persone che ama. Catapultato di nuovo in una spirale infinita di violenza Peppino sarà costretto a riconsiderare il senso di una vita devota al crimine e ai valori che la regolano.

Valeria Golino

Valeria Golino

Igort racconta…

Non avevo mai diretto un film, ma la mia esperienza di autore di fumetti aveva forse affinato uno sguardo preciso. Avevo una visione non naturalistica, ma lievemente “visionaria” di Napoli, distante dalla Napoli oleografica e codificata. Cercavo una Napoli diversa dall’immagine classica, volevo una città notturna, piovosa, metafisica. Deserta. Per me 5 è il Numero Perfetto non è solo una storia noir. È la storia di amicizia, vendetta e tradimento, di una sete di potere che porta a calpestare sentimenti antichi, ma è anche la storia di un’attesa, quella di Rita, e di una caparbia visione del mondo. È la storia di una rinascita al di fuori di quella città magica e brutale, poetica e violenta, nella quale genio e miseria convivono in quell’equilibrio così ben evocato dai più grandi narratori partenopei”.