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Intervista a Walter Bencini: “Vi racconto Gli Ultimi Butteri, i veri eroi per un futuro sostenibile”

Storie di uomini resistenti per un futuro sostenibile. È questo il sottotitolo e la chiave di lettura de Gli Ultimi Butteri, il nuovo film documentario scritto e diretto da Walter Bencini (dopo il successo ottenuto con I Cavalieri Della Laguna) che è da oggi in tour cinematografico nelle sale italiane (elenco qui). Prodotto da Insekt Film in associazione con Istituto Luce Cinecittà, quello di Bencini è documentario poetico su una piccola comunità nascosta: quella dei guardiani a cavallo del bestiame in Maremma, i mitici butteri. Protagonisti sono Alessandro Zampieri, Stefano Pavin, Luca Bettiol, Giacomo Pani e Luca De Santis.


In Francia ci sono i Gardians. In Ungheria gli Csikós. In Argentina, Uruguay, Paraguay e Brasile meridionale ci sono i Gaucho. In Venezuela i Llanero, in Cile i Huaso, in Australia i Ringers e Stockman, in Mongolia ci sono i nomadi Wuzhumuqin. Negli Stati Uniti e in Canada ovviamente ci sono i Cowboys. Nel pianeta, ovunque si trovino degli spazi aperti al pascolo, ci sono questi cavalieri a sorvegliare il bestiame. In Italia, e solo qui, ci sono loro, i Butteri.

Ad Alberese, nella Maremma toscana, sono rimasti gli ultimi tre butteri, uomini eroici che praticano ancora l’allevamento allo stato brado di bovini, esempi viventi di una possibilità di riscatto nei confronti della natura. Negli occhi di questi uomini e dei loro animali si comprende il sentimento che si ha nel vivere una vita che ha un senso, una vita a cui non rinuncerebbero mai. Due giovani entrano nel gruppo per imparare questo mestiere, duro e per pochi. Solo uno di loro ce la farà. Il futuro di questo mondo antico e nelle loro mani.

Alessandro

Alessandro Zampieri

Per affrontare il messaggio di questo interessante e doveroso documentario, abbiamo deciso di intervistare il regista, Walter Bencini.

Arriva al cinema Gli Ultimi Butteri. Perché hai deciso di realizzare questo documentario?

Se consideriamo la crisi che stiamo vivendo in questo momento, in cui il sistema di produzione industriale di carne sta incidendo negativamente sulla vita del nostro pianeta, diventa fondamentale mettere in luce e promuovere dei modelli di produzione alternativi. Questa comunità ne è un esempio perché, da generazioni, riesce a vivere del proprio lavoro, tutelando al tempo stesso il benessere animale e l’ambiente. La logica delle realtà locali come questa, in un mondo globalizzato, fatto di cifre astronomiche, può sembrare insignificante, anacronistica, eppure è l’unica via percorribile, se si vuole ritrovare un rapporto armonico con la nostra madre terra.

Perché era importante raccontare questa realtà?

Bisogna riconcepire un sistema basato sulla produzione locale. Anche la scienza dell’evoluzione ci dice che un organismo per sopravvivere deve adattarsi a livello locale, ma per ragioni che non si comprende, l’agricoltura scientifica esenta l’uomo da questo requisito. Se vogliamo un’agricoltura sostenibile e un stile di vita sostenibile, dobbiamo darci dei limiti, dei limiti che ci vengono suggeriti da ogni specifico territorio e ogni singola azienda. È questione di buon senso!

Luca

Luca Bettiol

Perché i butteri sono uomini eroici?

Questi uomini “Custodi” con le loro vacche, sono i veri eroi contemporanei, perché nonostante il destino incerto, continuano a resistere pur di continuare la storia dei padri e dei nonni. Mi piace immaginarli come dei cavalieri erranti in lotta contro un sistema industriale omologante che fabbrica gli animali invece di allevarli.

I due giovani che cercano di imparare questo mestiere hanno un compito importante, quello di tramandare questa tradizione…

Sono delle realtà che rischiano di scomparire. Oggi non c’è più quel ricambio generazionale che dopo un lungo periodo di apprendistato garantiva la continuità; questo lavoro non è più allettante come lo era un tempo, oggi le nuove generazioni sono più attratte dal mondo della televisione, dal calcio. D’altra parte la cultura industriale italiana degli ultimi cinquant’anni ha fatto di tutto per convincere intere generazioni ad abbandonare le proprie terre e questo tipo di lavori per farle lavorare in fabbrica, e ora che le fabbriche hanno chiuso si paga il conto…

Giacomo Pani

Giacomo Pani

Come può sopravvivere questo mondo antico?

Per fortuna ora c’è un cambio di tendenza, si inizia a capire che il mondo agricolo può offrire una via d’uscita per il futuro. I butteri esprimono in pieno la loro terra, la Maremma sta avendo negli ultimi vent’anni un grande successo a livello turistico proprio per il fatto che si è mantenuta più vera di altre parti. Il processo di modernità, in questi posti avvenuto in maniera più lenta, oggi è diventato un valore aggiunto ed un vantaggio rispetto ad altri terrori.

Le nuove leve sono sempre più attive attraverso la Macchina, sia essa un computer, un macchinario, un dispositivo tecnologico. Quanto è importante il contatto con la Natura per il nostro futuro e per il destino dell’Uomo?

L’agricoltura non può aver luogo se non nella natura; perciò se non è fiorente la seconda non può esserlo la prima. Ma sappiamo anche che la natura comprende noi stessi. Non è un luogo in cui arriviamo dall’esterno. Siamo immersi in essa e ne facciamo parte mentre la usiamo. Se la natura non fiorisce non fioriamo neanche noi.

Stefano Pavin

Stefano Pavin

Quindi è importante fare delle scelte…

Se consideriamo che la produzione industriale di carne, oltre a inquinare terra e acqua, contribuisce in maniera significativa alle emissioni di gas serra, che impiega una quantità di energia dieci volte superiore a quella che produce, che contribuisce al problema della fame e allo stesso tempo della diffusione di malattie cardiovascolari e l’obesità, e che ha contribuito all’estinzione della maggior parte delle razze autoctone, si può ben capire quanto sia importante l’argomento, e quindi scegliere che cosa mangiare diventa fondamentale, un vero e proprio atto politico.

Serve essere informati per fare queste scelte.

La persona consapevole che sceglie di acquistare carne biologica locale, ci guadagna prima di tutto in gusto, poi in salute, contribuisce al benessere animale e alla qualità dell’ ambiente, crea posti di lavoro dignitosi, e in più salvaguarda la tradizione e la cultura del luogo.

Luchino

Luchino De Santis

In questo senso, il cinema è ancora un mezzo di racconto ma anche di conoscenza, concordi?

Il cinema documentario in questo momento è l’unico che può trattare certi argomenti liberamente contrapponendosi al modello imperante. Quindi è fondamentale per il settore insistere su queste tematiche in modo da influenzare le scelte politiche delle persone del prossimo futuro.

Intervista di Giacomo Aricò