Photo Credit: Annette Brown

La Prima Notte Del Giudizio, la società esplode nel capitolo di Gerard McMurray

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Oggi esce al cinema La Prima Notte Del Giudizio, il nuovo sorprendente capitolo della saga creata da Jason Blum e da James DeMonaco, quest’ultimo già sceneggiatore/regista de La Notte del Giudizio, Anarchia – La Notte del Giudizio e La Notte del Giudizio – Election Year. Questa volta la regia viene affidata a Gerard McMurray.


Dietro ogni tradizione c’è una rivoluzione. Questo Giorno dell’Indipendenza testimonia l’ascesa delle 12 ore di illegalità annuale del nostro paese. Benvenuti nel movimento che è iniziato come un semplice esperimento: La Prima Notte del Giudizio. Per spingere il tasso di criminalità al di sotto dell’uno per cento per il resto dell’anno, i Nuovi Padri Fondatori d’America (NFFA) mettono alla prova una teoria sociologica che permette di sfogare l’aggressività per una notte in una comunità isolata. Ma quando la violenza degli oppressori incontra la rabbia degli emarginati, il contagio esploderà dai confini della città test e si diffonderà in tutta la nazione.

Ora che la NFFA ha preso il controllo del panorama politico americano, il cambiamento – non importa quanto draconiano – sta sicuramente arrivando. Quando il Dr. Updale (Marisa Tomei) percepisce la possibilità di realizzare un esperimento sociologico rischioso e teorico, l’architetto dello Sfogo stesso, intravede la chance di lasciare un’eredità duratura al paese che afferma di amare così tanto. Una volta che Dmitri (Y’Lan Noel) apprende che la sua città natale di Staten Island è stata selezionata per un monumentale studio culturale che cambierà per sempre il modo in cui i cittadini vedono il loro governo (e l’un l’altro), diventa naturalmente sospettoso su intenzione e scopo. Disposto a fare tutto il necessario per salvare coloro che ama nella sua “città test” – tra cui l’attivista della comunità Nya (Lex Scott Davis) e suo fratello minore, Isaia (Joivan Wade) – scenderà in strada per proteggere la propria gente e ciò che resta dell’umanità del proprio paese, a tutti i costi.

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Sono passati cinque anni da quando il mondo ha sperimentato per la prima volta il concetto provocatorio di La Notte del Giudizio, in cui, per una notte dell’anno, tutti i reati, compreso l’omicidio, sono diventati legali. Fomentando l’opinione pubblica con la sua premessa distopica, il primo film ha generato una franchigia che esplora la follia che si insinua nella nostra vita quotidiana. Scatenato per le strade nel corso dell’elettrico Anarchia – La Notte Del Giudizio del 2014, ed esplorato attraverso il nostro elettorato nel complotto politico del 2016 La Notte Del Giudizio: Election Year, ogni film è sembrato essere un presagio di quanto noi stessi possiamo diventare pericolosi e brutali. A fronte del dibattito sul nostro potenziale futuro che ne è scaturito, il pubblico si è immerso nel mondo distopico immaginato dai Nuovi Padri Fondatori d’America, ricordando che c’è una linea molto sottile tra un futuro immaginario e la dura realtà del paese in cui potremmo arrivare a vivere.

Nei precedenti episodi, gli spettatori sono stati debitamente scioccati dall’apparentemente semplice premessa messa in scena dallo scrittore/regista James DeMonaco, che si è ispirato a opere premonitrici come La Lotteria di Shirley Jackson e La Partita Più Pericolosa di Richard Connell, e a riferimenti storici come Arancia Meccanica e American Psycho. Per il regista, i politici hanno bisogno di “vendere paura”, così tanto ispirata da questo mondo oscuro. I film di questa serie esplorano come la società possa dividersi quando un governo corrotto ci incoraggia a prendere la legge nelle nostre mani e a depredare i più poveri della società. Quando i cittadini sono incoraggiati a condividere questa mentalità da vigilante, non solo si abbatte lo stato di diritto, ma vengono meno anche i principi di base dell’umanità.

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Questo prequel è diretto da Gerard McMurray che spiega che i presupposti di La Prima Notte Del Giudizio lo stimolavano su più livelli: “questo genere ci permette di lottare contro i mali del mondo real, i film dell’orrore prendono spunto da ciò che sembra troppo spaventoso nella vita reale e lo trasformano in un mostro concreto, una metafora che possiamo affrontare e forse sconfiggere” riflette. Per il regista, il concetto di La Notte Del Giudizio ha funzionato, perché parla del mondo in cui viviamo: “questa volta vi riportiamo a come tutto è iniziato: un isolato esperimento sociale trasformato in qualcosa di inimmaginabile. Il peggiore e più terrificante di quei mostri è l’umanità stessa”.

Ricordando cosa si prova a sperimentare come il governo tratta i suoi cittadini più poveri, McMurray ha ipotizzato l’idea che per il governo fosse arrivato il tempo di dar via a questo oscuro esperimento sociale: “mi sono chiesto, come tutti i fan della serie, come è iniziato tutto e come hanno reagito queste persone. La storia di James è più intima rispetto ai precedenti capitoli, più personale. Vediamo il primo episodio in cui qualcuno si sta purificando per la prima volta … e diventa virale”.

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Questo Sfogo è decisamente più politico rispetto ai capitoli precedenti, come ammette con orgoglio Gerard McMurray: “volevo davvero affrontare le questioni politiche. Penso che alcuni problemi che stiamo affrontando ora nella società parlano di La Notte Del Giudizio. Basando questo film sulla realtà, sapevo di poter raccontare una storia più ricca di sfumature e aiutare il pubblico a capire fin dall’inizio il perché di quello che succede – e anche perché questo scenario sia così vicino alla nostra società attuale”.