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La violenza scende in strada in Anarchia – La Notte del Giudizio il nuovo Sfogo Annuale di James DeMonaco

Dopo il clamoroso successo de La Notte del Giudizio (The Purge), che l’anno scorso ha incassato 34,1 milioni di dollari solo nel weekend di uscita negli Usa, il regista James DeMonaco è tornato a lavorare sull’universo esplosivo che ha creato, con un’idea ancor più accattivante per il sequel: piazzare il pubblico per strada, durante lo Sfogo annuale, ovvero quella notte in cui ogni crimine diventa legale. Da questa idea è nato Anarchia- La Notte del Giudizio, da stasera al cinema.

Il film ci proietta in un futuro distopico. Il Governo americano, ora ri-progettato dai Nuovi Padri Fondatori d’America (NFA), ha sancito lo Sfogo annuale di 12 ore per garantire che il tasso di criminalità rimanga sotto l’1 per cento per tutto il resto dell’anno. Con la sospensione dei servizi ospedalieri e di polizia, durante la notte la cittadinanza si autoregola senza dover incombere in punizioni o ritorsioni. Vige l’anarchia in uno scenario di sopravvivenza dove vige la regola dell’ ‘uccidi o sarai ucciso’, che sta al confine tra vendetta e giustizia morale.

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Questo nuovo capitolo segue le vicende di un improbabile gruppo di cinque persone che, nel corso della notte si spingono ai limiti per proteggere le loro vite, e si battono per sopravvivere ad una notte piena di decisioni impensabili. La storia inizia con un uomo solitario e misterioso, Leo (Frank Grillo), un sergente che ha subìto la perdita di un figlio e vuole vendetta; Eva (Carmen Ejogo) è una madre single che cerca di sbarcare il lunario, e che vive ai margini della città con la figlia adolescente, Cali (Zoe Soul), ma non può garantirle la sicurezza offerta dalla ricchezza; , Eva e Cali devono contare sull’aiuto di uno sconosciuto di nome Leo, che le salva da una morte certa; una coppia sull’orlo della separazione, Shane (Zach Gilford) e Liz (Kiele Sanchez), che sono vittime di una manomissione della propria auto all’inizio del film.

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Su questo nuovo capitolo, DeMonaco, insieme al produttore Sébastien K. Lemercier, ha affermato che il thriller era originariamente destinato ad essere un pellicola minore, con la funzione di commento sullo stato sociale: “pensavamo di dar vita ad un film indipendente politicamente sovversivo, rivolto ad un pubblico di nicchia di Los Angeles e New York. Secondo me, la famiglia protagonista del primo film non è particolarmente nobile, cosa non usuale per un film di Hollywood. Abbiamo pensato a ‘La Notte del Giudizio’ come un contenitore morale, sulla punizione di questa famiglia e le lezioni che ne hanno tratto in tema di violenza, denaro e classe sociale. E’ stato realizzato per essere più provocatorio che commerciale, anche se ormai è sia l’uno che l’altro“.

The Purge:  Anarchy

In verità, DeMonaco è il primo ad ammettere che i suoi film non debbano solo intrattenere, ma facciano discutere. E riflette: “Abbiamo riscontrato che il pubblico lascia il cinema parlando del nostro rapporto, come società, con la violenza“. Il regista sapeva che ritornando sull’argomento per un follow-up, avrebbe potuto ampliare ulteriormente il concetto, e mostrare agli spettatori cosa altro sarebbe potuto accadere in questo suo mondo immaginario: quello che esiste al di fuori della enclave suburbana del primo thriller.

In Anarchia: La Notte del Giudizio, DeMonaco espande la tela, mostrando al pubblico cosa vuol dire uscire e vivere lo Sfogo dal punto di vista dei cittadini di una classe sociale inferiore, che non godono del lusso di sistemi di sicurezza sofisticati per proteggersi. DeMonaco approfondisce l’idea che si cela dietro lo Sfogo annuale: “Dietro tutto, dietro la purificazione che scaturisce dall’aggressione del cittadino che il governo millanta, c’ è uno stratagemma. Lo sfogo in realtà non serve solo a questo: il governo ha un altro obiettivo“.

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In Anarchia, la NFA (Nuovi Padri Fondatori d’America) considera ancora lo Sfogo come un beneficio per tutti i cittadini: la ratifica del 28 esimo emendamento riconosce ad ogni cittadino americano il diritto di esorcizzare i demoni durante una notte priva di legalità. Tuttavia, il malcontento suburbano che la NFA ha a lungo cercato di reprimere, si è ha metastatizzato minacciando di esplodere in una rivoluzione in piena regola. La linea ferrea del NFA è accolta con crescente resistenza dalla maggioranza dei cittadini, che mettono in discussione la razionalità dello Sfogo.

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Frank Grillo, scelto per la parte di Leo, ha detto che in questo film “si arriva a capire veramente cosa è lo Sfogo, e perché esiste. Ti fa riflettere su cosa sia la nostra società in termini di violenza e pregiudizio, e contro cosa dobbiamo scontrarci quotidianamente“. Gli fa eco l’attrice Carmen Ejogo, che ha interpretato Eva: “ho trovato interessante il fatto che si trattasse di una riflessione sociale sulla violenza e sull’uso delle armi in America, un tema che mi interessa molto, e quali siano le conseguenze culturali di noi tutti”. Anche Kiele Sanchez ha molto apprezzato le considerazioni di DeMonaco sullo Sfogo annuale: “James ed io abbiamo parlato di quanto siamo entrambi terrorizzati dalle pistole, e cosa accadrebbe se si vivesse in una società in cui si ha la cultura delle armi. In questo film, i rivoluzionari hanno capito che il governo in fondo vuole sbarazzarsi dei poveri”.

“Con questa serie, spero di mostrare il significato della violenza per la società americana. E’ molto diverso rispetto ad altri posti del mondo”

James DeMonaco