(photo by Zentropa-Christian Geisnaes)

Lars von Trier ci porta ne La Casa di Jack, con un folle Matt Dillon

(photo by Zentropa-Christian Geisnaes)

Giovedì 28 febbraio arriva nei nostri cinema La Casa di Jack, l’attesissimo nuovo scioccante film di Lars von Trier, “il più violento che io abbia mai girato” ha dichiarato il regista. Protagonista sarà Matt Dillon, affiancato dal compianto Bruno Ganz, Uma Thurman, Siobhan Fallon Hogan, Sofie Gråbøl e Riley Keough.

Il film

Le vicende de La Casa di Jack hanno luogo nell’America degli anni ’70 in cui seguiamo l’astuto Jack (Matt Dillon) attraverso 5 incidenti, e cioè gli omicidi che definiscono il suo sviluppo come serial killer. Viviamo la storia dal punto di vista di Jack che vede ogni omicidio come un’opera d’arte in sé, anche se la sua disfunzione gli dà problemi nel mondo esterno. Nonostante l’inevitabile intervento della polizia (cosa che provoca pressioni su Jack) si stia avvicinando, contrariamente a ogni logica, questo lo spinge a rischiare sempre di più. Lungo il cammino scopriamo le sue condizioni personali, i suoi problemi e i suoi pensieri attraverso conversazioni ricorrenti con lo sconosciuto Virgilio, una miscela grottesca di sofismi mescolata con un’auto-pietà quasi infantile e con spiegazioni approfondite di azioni difficili e pericolose.

Una nuova provocazione

Lars von Trier torna al cinema con una storia che conduce lo spettatore in un nuovo percorso sfidante, fatto di riflessioni scandalose e, ovviamente, di molte provocazioni: “ho sempre pensato che tutto ciò che può essere pensato o fatto, dovrebbe essere rappresentato – ha dichiarato il regista  in un’intervista al New York Times – perché no? Sono contro la censura e il politically correct”.

Uma Thurman e Matt Dillon (photo by Zentropa-Christian Geisnaes)

Uma Thurman e Matt Dillon (photo by Zentropa-Christian Geisnaes)

Il testamento artistico del regista

La Casa di Jack potrebbe essere il personale canto del cigno di von Trier – anche se i cinefili di tutto il mondo sperano di no –  l’ultimo atto di una carriera artistica sempre fuori dagli schemi; o almeno così ne parla il regista al The Guardian: “quando ho visto il film mi è sembrato davvero potente, mi è parso una specie di testamento”. Gran parte della forza del film a suo avviso è merito dell’incredibile cast, del protagonista Matt Dillon e del compianto Bruno Ganz “due gentlemen che sono state due pietre miliari del mio sviluppo cinematografico – ha sottolineato il regista – oltre ad essere una coppia epocale, sono attori eccellenti che si inseriscono perfettamente nella mia famiglia cinematografica”.

Von Trier vs Trump

La Casa di Jack nasce da un’idea di Lars von Trier e Jenle Hallund. Ma l’autore danese ha anche confessato che durante la stesura della sceneggiatura ha tratto ispirazione dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Alle origini del progetto c’è un’idea specifica, ovvero quella “che la vita sia malvagia e senz’anima, un fatto tristemente dimostrato dalla recente ascesa dell’Homo Trumpus, il re dei topi”. Come anticipato,  il politically correct non è certo una preoccupazione per von Trier.

Bruno Ganz e Matt Dillon (photo by Zentropa-Christian Geisnaes)

Bruno Ganz e Matt Dillon (photo by Zentropa-Christian Geisnaes)

Il mondo degli psicopatici (che ci terrorizzano)

Durante le ricerche per il film, Lars von Trier si è preparato leggendo molti libri di Patricia Highsmith, fucina di bestseller e autrice di thriller sorprendenti come Il Talento di Mister Ripley. Letture a parte, il regista e sceneggiatore ha ammesso – con la consueta sferzante ironia – di non avere una gran cultura sui serial killer: “conosco un po’ il mondo degli psicopatici. Non ho mai ucciso qualcuno. Se dovessi farlo, probabilmente sarebbe un giornalista”. Dopo la proiezione al festival di Cannes il regista ha dichiarato di non essere sicuro che il pubblico avesse odiato abbastanza il film. Sì, hai letto bene: a suo avviso infatti “è importante non essere amato da tutti, se lo sei hai fallito”. Una cosa è certa: il cinema di von Trier non può lasciare indifferenti e La Casa di Jack ne è la nuova, sconvolgente dimostrazione.

“Per molti anni ho girato film su donne buone, ora ho fatto un film su un uomo malvagio”.

Lars von Trier