(foto di Guseppe Sinatra)

L’Artista Sola – Intervista ad Aurora Padalino: “Senza Amore si sopravvive, non si vive”

(foto di Guseppe Sinatra)

Il violino di Gianni Renzi e il piano di Emilio Monastra risuonano nella musica mixata da Giorgio Di Maio. La performer Agata Leale ci regala, tra un gioco di bolle, un’autentica magia, magistralmente esaltata dalla fotografia di Giuseppe Sinatra. E poi lei, Aurora Padalino: sono le sue parole, la sua voce è la sua presenza a diventare il simbolo de L’Artista Sola, un video (che diventa un messaggio) molto suggestivo realizzato nei giorni scorsi all’interno del bellissimo Teatro Politeama di Palermo (anche grazie alla gentile concessione dell’Orchestra Sinfonica Siciliana che ha concesso di effettuare le riprese). Eccolo:

Intervista ad Aurora Padalino

L’Artista Sola è la dimostrazione che l’Arte non muore mai. Ed proprio in Teatro – il Luogo dell’Arte, ancora chiuso al pubblico – che questo messaggio diventa più forte e potente. Amplificando anche le sensazioni e le riflessioni di chi lo osserva. All’Artista Sola in questo momento non resta che aprire il proprio cuore per sottolineare (e denunciare) il sentimento di un’intera categoria (i lavoratori dello Spettacolo) che per i nostri applausi e per le nostre emozioni hanno sempre messo a disposizione tutta la loro capacità, la loro passione, la loro anima. Per entrare nel vivo di questo messaggio, ho contattato l’autrice ed interprete del testo, l’attrice Aurora Padalino.

Aurora, a giugno 2020 parlammo di Noi, un testo che sottolineava la mancanza (e quindi l’importanza) degli applausi per tutti coloro che vivono di arte e di teatro. Oggi, gennaio 2021, cosa rappresenta L’Artista Sola?

Intanto grazie Giacomo, per l’attenzione e per darmi nuovamente la possibilità di riparlare della nostra categoria. L’artista Sola, rappresenta una condizione vissuta fino a questo momento d’attesa. Ci siamo Concessi tempo, Noi ci siamo uniti, risvegliati, ma abbiamo capito di essere soli, privi di qualsiasi tutela. Voglio ricordare però anche la possibilità di salvarci continuando a creare perché nonostante tutto noi siamo liberi di dire e sensibilizzare con la nostra arte arrivando al cuore delle persone.

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Giuseppe Sinatra con Aurora Padalino

In Noi prendeva vita un discorso-messaggio collettivo. In Artista Sola, allo stesso modo, diventi ancora voce e corpo di un intero movimento. Com’è nato questo testo? Quanto parla di te e quanto parla di altri colleghi e colleghe che ti hanno ispirato?

Noi è stato pensato per essere condiviso e raccontato a più voci. L’artista sola è una condizione intima. Infatti, inizialmente era stato pensato con un montaggio diverso da dietro le quinte ma poi ha vinto la spettacolarità del messaggio perché bisogna sempre vedere il bicchiere mezzo pieno. Il testo nasce dall’esigenza di urlare al mondo che la nostra categoria esiste! Naturalmente nel testo c’è tanto di me ma direi anche di noi perché questo senso di impotenza e malessere l’abbiamo tutti quanti. Se ci pensiamo bene siamo perfettamente dotati per prendere in mano le nostre vite, mostrarci e decidere nel nostro piccolo di cambiare le cose e unirci per un bene comune. Vuoi sapere chi mi ha ispirato a realizzare tutto questo? Mio padre.

Senza Amore si sopravvive, non si vive. È la frase che preferisco. Me la provi a descrivere? Soprattutto Adesso, in questo difficile Momento Storico che stiamo vivendo…

È anche la mia preferita, quando l’ho scritta ho pensato che noi senza amore siamo niente. Provo a descriverla, facendoti un esempio. Noi nasciamo in una famiglia da un padre e una madre che ci mettendo al mondo con amore ma magari non approvano le tue scelte, i tuoi sogni, progetti e non ti sostengono. Puoi odiarli, puoi arrabbiarti, ma nonostante tutto questo non potrai mai sfuggire al legame di sangue che ti lega a loro perché sei il loro figlio, sei frutto del loro amore e quindi è grazie a loro se puoi oggi coltivare e lottare per i tuoi sogni. Oggi, abbiamo bisogno di questo, tornare a scoprire l’amore che avevamo dimenticato.

Agata Leale con Aurora Padalino

Agata Leale con Aurora Padalino (foto di Giuseppe Sinatra)

In questo mese di gennaio si è celebrato il centenario della nascita di enormi personaggi di cultura legati alla tua Sicilia: Leonardo Sciascia e Turi Ferro. Quanto è importanti ricordarli? Le loro opere cosa possono trasmetterci ancora, dopo oltre un secolo?

Stiamo parlando di due personaggi rivoluzionari che hanno grazie alla loro conoscenza, amore e passione valorizzato la nostra terra, regalandoci opere uniche e pensieri profondi da cui ispirarci. Certamente è fondamentale ricordarli, tenerli sempre vivi con le loro parole e opere in un periodo come questo ci invitano solo a scoprire la nostra coscenza e conoscenza, la riflessione e la lotta per la libertà di espressione e di un ideale con passione e amore.

A tal proposito, nel video Artista Sola, ricordi l’immenso patrimonio culturale e storico dell’Italia: forse la nostra arma più grande. In questo momento è in corso una crisi di Governo, che si aggiunge ad una situazione già delicatissima. Come artista e come cittadina cosa ti auguri che succeda?

Sinceramente come cittadina mi auguro che si possa tornare a votare per decidere il meglio per questa nostra Italia. Nel video, parlo di un Italia che fa invidia al mondo intero ma che vede i suoi artisti in miseria, che rinunciano, costretti a fare altri lavori che non amano, “Sottopagati” per mettere il pane a tavola. Io ancora ho tantissimo da imparare e studiare ma quello che mi auguro è che noi giovani artisti possiamo essere accompagnati dalla conoscenza degli adulti. Sono loro che ci possono sostenere, regalandoci il loro sapere. Dobbiamo crescere tutti insieme per valorizzare al meglio la nostra cara Italia. Questa è la vera ricchezza: la condivisione.

Aurora Padalino cammina in una vuota platea

Aurora Padalino cammina in una vuota platea (foto di Giuseppe Sinatra)

Vedere il teatro vuoto è sempre un dolore. In Artista Sola, ti vediamo camminare in platea, tu in mezzo a tutte quelle poltroncine vuote. Cosa hai provato in quel momento?

Ho provato una grande malinconia, un senso di vuoto pazzesco: ero morta pure essendo viva. Se non c’è pubblico non esiste teatro. In quel momento l’unica forza è stata sentire accanto a me il sostegno dei miei amici, dei colleghi artisti che mi hanno supportata per realizzare questo messaggio. E soprattutto che questo messaggio l’avrebbero poi ascoltato in tanti.

Intervista di Giacomo Aricò