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Le Grand Bal di Laetitia Carton, la vita palpita quando si balla insieme

Qual è la ricetta della felicità in un mondo in cui siamo tutti sempre più isolati e diffidenti? Una sorprendente risposta viene da Le Grand Bal, l’emozionante film di Laetitia Carton presentato al 71° Festival di Cannes e nominato ai Premi César nella categoria miglior documentario. Il film francese, che arriverà finalmente nelle sale italiane a partire dal 2 maggio, trasporta lo spettatore nella magia delle campagne francesi, nelle quali ogni anno più di duemila persone di ogni età e provenienza si danno appuntamento per 7 giorni ininterrotti di danza, musica, amicizia e gioia.

Le Grand Bal de l’Europe

L’idea del film nasce da un colpo di fulmine e da una passione semplice, quella per la danza, vissuta in modo molto spontaneo. La regista Laetitia Carton, al suo quarto lungometraggio, ha voluto raccontare l’incanto del balfolk dopo aver partecipato più volte in prima persona all’annuale evento francese de Le Grand Bal de l’Europe, in cui più di duemila persone si riuniscono da ogni parte d’Europa, nella campagna del piccolo comune di Gennetines, per un’esperienza straordinaria. Per 7 giorni e 8 notti persone di età ed estrazione sociale diverse ballano insieme, su 9 pedane sotto tendoni all’aria aperta, mentre i musicisti non smettono mai di suonare sposando tra loro melodie tradizionali con tendenze più moderne. Senza conoscersi i partecipanti danzano in piena libertà, vincendo ogni resistenza rispetto al contatto umano e fisico, all’età e all’appartenenza sociale, mossi solo dalla pura gioia di condividere la passione per la danza.

In Le Grand Bal due squadre si sono alternate sotto la direzione di Laetitia Carton per seguire il flusso e l’intreccio ininterrotto di danze e musiche di tradizione diversa e riprendere questo universo unico e magico così distante dall’isolamento generato dalla società moderna. Tra stage, concerti e amicizie che si ritrovano o si formano, la regista cattura situazioni, emozioni, coreografie, sguardi e conversazioni che introducono ad una dimensione conviviale, intima e vitale, dell’esperienza del ballo. Le Grand Bal conduce alla scoperta di una tradizione che si rinnova di continuo attraverso regole e creatività, libertà e condivisione. La grazia del ritmo supera ogni fatica fisica e la gioia pura della danza abbatte le barriere. Le Grand Bal è un inno senza tempo alla magia del ballo e all’armonia di anime e corpi nella diversità.

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Laetitia Carton racconta…

Quindici anni fa sono andata per la prima volta ai Grands Bals de l’Europe a Gennetines nella zona dell’Allier. È un luogo magico, una parentesi incantata. Si balla per 7 giorni senza sosta. I musicisti non smettono mai di suonare, giorno e notte. Oggi, dopo 29 anni dalla sua creazione i Grands Bal de l’Europe radunano 2000 persone che ballano per una settimana su 8 o 9 pedane sotto i tendoni all’aria aperta. Su questi parquet girano ogni giorno una ventina di gruppi musicali, ci sono circa 500 musicisti per gli stage e una quindicina di bal folk la sera. Tutte le generazioni, giovani e vecchi si fondono e ballano insieme. È una delle cose che mi rende più felice. Non vedo altri luoghi di festa che riuniscano fasce d’età e vite così diverse. Le donne ballano con gli uomini, gli uomini con le donne, le donne con le donne e sempre di più, gli uomini con gli uomini“.

Nell’arco di una danza, un legame particolare può intessersi con il proprio partner per creare un universo sottile, magico e unico. Si sa come si entra in una mazurka, non si sa in che stato affettivo se ne uscirà. Quest’emozione, questa convivialità, quest’energia condivisa che nasce da questa collettività, non la trovo altrove…Nel bal folk si è semplicemente ballerini o ballerine. Non ci sono ricchi e poveri, non contano l’apparire o lo status. Tutti si amalgamano nell’arco di una notte. Viviamo in una società rosa dalla creazione di bisogni artificiali, una società che spinge a consumare, da soli e di fretta in un perpetuo rinnovamento. La danza trad permette di ritrovare il piacere di essere con gli altri e di avere pratiche comunitarie che non esistono più al giorno d’oggi. Condividendo questa festa, riscopriamo che esiste un’unità e che abbiamo un posto al suo interno“.

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Questa avventura umana fuori dal comune, che vivo da svariati anni, meritava di essere guardata, contemplata. Condivisa. Così, durante l’estate 2016, con due squadre, una di giorno, una di notte, abbiamo filmato la totalità del Grand Bal. Due squadre per resistere, come i ballerini: ascoltare il proprio corpo, la propria fatica, senza perdersi nulla. Senza perdersi nulla di questo turbinio. Per fare un film come un turbinio. Abbiamo filmato gli sguardi, gli scambi, la comunità, la somma delle singolarità, il movimento balbuziente e nascente, l’agilità e la semplicità dei ballerini esperti, il lasciarsi andare, le libertà che si prendono, la dolce follia, la grande umanità che sfila, la gioia che illumina i visi, le attese sulle sedie, l’amore che nasce, la stanchezza che si fa sentire, i legami che si stringono e permettono di stare in piedi. Ha mostrato come è diverso quando finalmente si osa toccarsi, quando ci si guarda, quando si vive veramente insieme. E quando la vita palpita“.