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L’Ultima Parola, il film sulla vera storia di Dalton Trumbo

Domani arriva nelle nostre sale L’Ultima Parola – La Vera Storia di Dalton Trumbo, un film diretto da Jay Roach basato sul romanzo Dalton Trumbo di Bruce Cook e sulla sceneggiatura di John McNamara (scritta con la partecipazione delle figlie di Trumbo, Niki e Mitzi. Protagonisti principali del cast sono: Bryan Cranston, Diane Lane e Helen Mirren.

Negli anni ’40, Dalton Trumbo (Bryan Cranston) è uno tra gli sceneggiatori più pagati al mondo e scrive i testi di pellicole classiche di Hollywood come Kitty Foyle-Ragazza innamorata, nominato agli Academy Award e Missione Segreta. Presenza fissa nella scena sociale hollywoodiana, schierato con i sindacati e attivo politicamente per il riconoscimento dei diritti civili e della parità di retribuzione, Trumbo, insieme ai suoi colleghi, è chiamato a testimoniare di fronte al Comitato per le Attività Antiamericane (HUAC – House Un-American Activities Committee) nell’ambito dell’ampia indagine sulle attività comuniste negli Stati Uniti. Trumbo si rifiuta di rispondere alle domande della Commissione: per questo motivo riceve una condanna con arresto in una prigione federale che gli causa, tra le altre cose, anche l’ostilità della potente giornalista anti comunista Hedda Hopper (Helen Mirren).

Nei successivi tredici anni, tutte le più importanti produzioni di Hollywood si rifiutano di far lavorare Trumbo, per paura d’essere associate alle sue opinioni politiche, percepite come estremiste. Costretto a vendere la sua casa ed emarginato da amici, colleghi e vicini, Trumbo fatica per mantenere sua moglie Cleo (Diane Lane) e le figlie, scrivendo per lo più film a basso costo, sotto falso nome. Nonostante le difficoltà, non smette mai di combattere per quello in cui crede. Alla fine Trumbo otterrà la vittoria, quando la star Kirk Douglas e il regista Otto Preminger inseriscono il vero nome dello sceneggiatore sui loro rispettivi successi di botteghino, Spartacus ed Exodus, chiudendo così di fatto il periodo delle liste nere.

Dalton Trumbo

Dalton Trumbo

Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, mentre i rapporti tra gli Stati Uniti e la Russia si deterioravano e la paura della Minaccia Rossa raggiungeva livelli senza precedenti, il Comitato per le Attività Antiamericane (HUAC) investigava su decine di migliaia di americani, sospettati di essere dei simpatizzanti comunisti. Professori, soldati, imprenditori edili, impiegati statali e tanti altri persero il lavoro, la reputazione e anche le famiglie, mentre sospetto e paranoia si diffondevano nella nazione.

L’HUAC si concentrò in maniera particolare su Hollywood, convocando numerose udienze nell’ottobre del 1947, con lo scopo di eliminare i comunisti dall’industria cinematografica. Un mucchio di registi, produttori e sceneggiatori fu pubblicamente ripreso per le associazioni con diverse organizzazioni considerate “antiamericane”. Impauriti dalla prospettiva di perdere il lavoro, molti dei testimoni fornirono prove contro amici e colleghi. Solo dieci di quelli chiamati a testimoniare si rifiutarono di rispondere alle domande, negando il diritto del Comitato di indagare sulle loro opinioni politiche e denunciando le udienze come una violazione dei loro diritti civili. Tutti e dieci furono condannati al carcere per oltraggio al Congresso. Tra questi il più conosciuto era Dalton Trumbo.

Bryan Cranston e Diane Lane

Bryan Cranston e Diane Lane

Nato nella piccola città di Montrose in Colorado, Trumbo arrivò a Los Angeles nel 1925 con i genitori e la sorella in cerca di stabilità economica.  La morte del padre lo costrinse ad assumere il ruolo di “padre di famiglia” quando aveva solo ventun anni. Trovò lavoro in un panificio, ma la sua passione per la scrittura, lo portò a realizzare articoli e storie che furono pubblicati su Vanity Fair, il Saturday Evening Post e sull’Hollywood Spectator. Questo continuo dover bilanciare le responsabilità finanziarie con le sue aspirazioni creative, gli ispirò una profonda comprensione per i lavoratori e per le ineguaglianze dovute al ceto di appartenenza e ai privilegi di classe.

Messo sotto contratto come sceneggiatore dalla Warner Bros., Trumbo divenne uno degli sceneggiatori più famosi di Hollywood, grazie alla sua grinta, determinazione e humor. Brillante, ambizioso e polemico, Trumbo si divertiva a mostrare nei suoi film quello che lui percepiva come ingiusto e ipocrita nel nostro mondo, come in Vacanze Romane, vincitore dell’Oscar e in Il Buio Nell’Anima (ambedue scritti sotto pseudonimo duranti i tredici anni del suo esilio da Hollywood) o nei successi di botteghino, Spartacus ed Exodus, che rivitalizzarono la sua carriera e segnarono l’inizio della fine delle liste nere.

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Era uno svantaggiato, un’outsider – spiega il produttore Michael London, uno dei primi a sostenere il film – era allo stesso tempo un capitalista e un comunista e sono proprio questo tipo di contraddizioni che rendono grande un personaggio”. Per Jay Roach, Trumbo era “un fenomenale sceneggiatore di successo, il più pagato al mondo al momento che fu inserito nelle liste di proscrizione: era talentuoso, prolifico e chiaro rispetto ai suoi valori. Ma poteva anche essere irascibile, fastidioso e aggressivo. Inoltre, era un comunista, un comunista molto ricco”.

Per il regista, il suo stile di scrittura era sincero e accattivante: “era profondo, saggio e he fu lie di Trumbo,divertente, qualche volta poteva essere imprevedibile e paradossale, ma sempre irresistibile. Mi sono domandato come, un uomo con un tale talento, si è ritrovato in una situazione in cui le persone ritenevano che gli dovesse essere impedito di scrivere”. È proprio questa una delle domande del film: “come può un uomo così patriottico, un artista che ama il suo paese, essere visto come un traditore meritevole di essere spedito in galera?”.

Cleo e Dalton

Cleo e Dalton

Ambizioso e con un alto tenore di vita, Dalton Trumbo era un insieme di contraddizioni,  un vivace aneddotista, un uomo che sapeva di attirare l’attenzione in ogni luogo in cui entrava. Per chiunque voglia conoscere meglio Trumbo, Bryan Cranston suggerisce di guardare i film che  scrisse:  “se si facesse una retrospettiva dei suoi film, si vedrebbe che non esiste un messaggio pericoloso o sovversivo in nessuno di loro, lui amava il suo paese e pensava che potesse migliorare ancora”. Per l’attore, “il denominatore comune che si ritrova nei suoi film, è che c’è sempre un personaggio che sceglie l’onore al posto della crescita personale, un personaggio che combatte per il percorso giusto”.

Il costo che la famiglia di Trumbo pagò per la sua battaglia e il ruolo della moglie Cleo nel cercare di tenerla insieme, è una parte essenziale della storia. A vestire i panni di questa donna è stata Diane Lane: “Cleo era la vera ancora emotiva di Dalton, la sua forza le veniva dall’aver superato le difficoltà della sua dura educazione nello show business, un qualcosa che le ha lasciato un fortissimo istinto di sopravvivenza”.

Diane Lane

Diane Lane

A capo degli avversari di Trumbo c’era la leggendaria maestra del pettegolezzo, Hedda Hopper. Attrice di teatro, prima di iniziare a lavorare nel cinema in film muti, Hopper riuscì a gestire il passaggio al sonoro, ma la sua carriera cinematografica non ingranava brillantemente. Quando i ruoli cominciarono a mancare, lei trasferì la sua energia nel giornalismo, diventando una delle più famose e potenti editorialiste di Hollywood.

Sarebbe facile sottovalutare l’influenza e la sicurezza di Hopper su quello che lei percepiva come una minaccia comunista all’interno degli Stati Uniti – afferma Jay Roachera conosciuta per i suoi cappelli ricercati, coperti di piume e fiori, eppure trattò argomenti molto seri nella sua rubrica di pettegolezzi. Si mise in testa alle forze anti-comuniste di Hollywood e si espresse in modo particolare contro Dalton Trumbo. Era determinata a convincere l’America che questi patrioti erano traditori e scrisse feroci, infamanti pettegolezzi che erano letti da trentacinque milioni di persone”.

Helen Mirren e Bryan Cranston

Helen Mirren e Bryan Cranston

Secondo Helen Mirren, la Hopper credeva davvero di combattere per il meglio dell’America e per gli ideali in cui credevano molti dei suoi connazionali: “tutto quello che sapeva di socialismo era un anatema assoluto. Il dialogo politico non è cambiato molto. C’è ancora una battaglia tra quelli che credono di avere l’obbligo di prendersi cura dei più deboli e quelli che credono nell’individualismo e nell’autodeterminazione”.

“Nessuno ha il diritto di dirti come Scrivere, Agire, Parlare, Pregare, Votare, Protestare, Amare, Lavorare, oppure Pensare”.