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Lunar City di Alessandra Bonavina, alla scoperta del futuro delle missioni spaziali

Dal 17 al 19 Febbraio nelle nostre sale arriva Lunar City, il docu-film di Alessandra Bonavina che celebra i cinquant’anni del primo sbarco sulla Luna raccontando le sfide presenti e future, le tecnologie più avanzate e l’impegno di uomini e mezzi che porteranno il genere umano a ritornare sulla Luna e conquistare lo “spazio profondo”.

Era il 20 luglio 1969 quando Neil Armstrong posava il piede sulla luna. Da quel giorno è trascorso mezzo secolo nel corso del quale la scienza e la tecnologia sono state protagoniste di un’accelerazione inimmaginabile che ha condotto a scoperte importanti che hanno cambiato la visione del mondo e lo stesso modo di stare nel mondo. Il documentario di Alessandra Bonavina, racconta la Luna che verrà esplorando il dietro le quinte di laboratori e rampe di lancio delle principali agenzie spaziali, tra cui NASA, ESA, ASI, per raccontare come stanno progettando il futuro dell’esplorazione umana oltre l’orbita bassa.

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Lunar City è un vero e proprio viaggio alla scoperta dei misteri e delle curiosità della Luna, un’occasione unica per conoscere attraverso fotografie e filmati il passato e soprattutto il futuro dell’esplorazione spaziale. Protagoniste del documentrario sono le interviste alle figure chiave impegnate nelle prossime missioni lunari: sarà spiegato come, in un futuro non così lontano con una stazione spaziale in cislunare, gli astronauti potranno partire dal pianeta Terra con una normale capsula Orion, attraccare dopo qualche giorno al Gateway e poi far rotta verso lo spazio interplanetario a bordo del Transport.

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In Lunar City il futuro viene raccontato attraverso alcune ricostruzioni che arrivano fino al 2024, immaginando il mondo che verrà, in una visione che permette come in un sogno di vedere il futuro e quindi poter orientare il presente. In netto contrasto con il passato questo ritorno alla Luna e più in là su Marte sarà all’insegna della cooperazione internazionale, questo farà in modo che le prossime future missioni dovranno essere affrontate come genere umano.