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Morte Dell’Inquisitore di Leonardo Sciascia – Intervista a Fabrizio Catalano: “Chi si oppone al potere oggi?”

Nella favolosa cornice di Matera capitale europea della cultura 2019, giovedì 7 novembre, alle 21, al teatro naturale Casa Cava di Matera andrà in scena la prima assoluta della “mise en Espace teatrale” di Morte Dell’Inquisitore liberamente tratta da un’opera mai rappresentata in teatro di Leonardo Sciascia. La Rappresentazione, presentata dall’Associazione Laros e adattata da Morgana Forcella, sarà diretta da Fabrizio Catalano (nipote dello scrittore che ha già curato diretto molti spettacoli tratti dalle opere del nonno, tra cui A Ciascuno Il Suo, Il Giorno Della Civetta, Todo Modo e attualmente in tournée con La Scomparsa di Maiorana).

Leonardo Sciascia

Leonardo Sciascia

Morte Dell’Inquisitore

Il prossimo 20 novembre ricorrerà il 30° anniversario della scomparsa di Leonardo Sciascia scrittore tra i più autorevoli del 900, figura controversa e unica nel panorama letterario italiano, intellettuale indipendente e provocatorio. Morte dell’Inquisitore – saggio romanzato che venne pubblicato la prima volta nel 1964 – racconta la storia vera di un frate originario di Racalmuto, Diego La Matina, condannato come eretico per aver difeso i diritti dei contadini e del vecchio giudice che lo interroga, Juan Lopez de Cisneros. Fra’ Diego è l’unico prigioniero, nei secoli, ad essere riuscito ad uccidere il suo inquisitore. Dopo aver vissuto per quattordici anni incatenato ad una sedia e aver fino alla fine rifiutato di “pentirsi”, morirà sul rogo, a Palermo, il 17 marzo 1658. E le sue ultime parole saranno: “Dunque Dio è ingiusto”.

Intervista a Fabrizio Catalano

Parlare di questo testo che finalmente verrà rappresentato sul palcoscenico con il regista Fabrizio Catalano è stato per me un onore ed un enorme piacere. Sia per ricordare il passato e l’opera di suo nonno Leonardo Sciascia, sia per fotografare il presente.

Morte Dell’Inquisitore di Leonardo Sciascia troverà finalmente la luce a Matera. Per la prima volta su un palcoscenico, in assoluto. Prima di tutto le chiedo cosa significa per lei, a livello personale, questo momento.

Portare in scena un testo ispirato all’opera di mio nonno – o almeno provarci – suscita sempre in me una viva emozione. È un mescolarsi e un sovrapporsi di pensieri, di ricordi, di nostalgia, di suoni e voci perduti nel passato; ma comporta anche un carico di responsabilità. In questo forse più che in altri: Morte Dell’Inquisitore è il libro al quale mio nonno era più affezionato. La storia vera di un frate di Racalmuto, che nel XVII secolo difendeva i diritti degli umili e dei diseredati, che riuscì ad uccidere l’inquisitore che minacciava di farlo torturare, e che morì da eroe. Un uomo, come ha scritto Sciascia, “di tenace concetto”.

Illustrazione di Renato Guttuso per "Morte Dell'Inquisitore"

Illustrazione di Renato Guttuso per “Morte Dell’Inquisitore”

Una domanda sulla messinscena. Che spettacolo sarà Morte Dell’Inquisitore?

Più che di uno spettacolo nel senso tradizionale dell’espressione si tratterà di una mise en espace: propedeutica – si spera – alla realizzazione di un progetto ancora più ambizioso. Tenteremo di usare la scenografia avvolgente e unica di Casa cava, a Matera, per creare suggestioni visive: gli sfolgorii delle fiamme saranno onnipresenti, a simbolizzare al contempo l’oppressione del potere e i bagliori della speranza. Va precisato anche che a questa mise en espace si arriverà attraverso un laboratorio di rara completezza, a cura di Sebastiano Somma, e con docenti d’eccezione: Gino Caudai (produzione), Morgana Forcella (scrittura), Roberto Negri (recitazione), Katia Titolo (costume) che tornerà nella sua Matera, Emanuele Stella (costruzioni sceniche) e Fabio Lombardi (musiche). Lunedì pomeriggio (4 novembre, ndr.) ci sarà perfino una masterclass di Michele Placido!

Morte Dell’Inquisitore, prima edizione 1964, racconta una storia risalente al periodo dell’Inquisizione. Quanto e in che aspetto, a suo modo di vedere, sono ancora attuali le tematiche di questo testo?

In un altro romanzo, Il Cavaliere e la Morte, mio nonno fa dire ad un personaggio: “La sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini”. Era così ai tempi dell’inquisizione. È così anche oggi. Chiunque abbia un briciolo di potere cerca d’istillare la paura nel cittadino. La paura della gente che sbarca a Lampedusa come la paura del debito pubblico…

La prima edizione di "Morte Dell'Inquisitore" (1964, Ed. Laterza, Bari)

La prima edizione di “Morte Dell’Inquisitore” (1964, Ed. Laterza, Bari)

Passano le epoche, i secoli, ma l’anima dell’Uomo sembra essere uguale da sempre. Secondo lei quanto la Politica e la Giustizia oggi, nel 2019, si sovrappongono a questa opera teatrale che andrà in scena a Matera?

Oggi come allora, il Potere s’impone attraverso un pensiero unico. C’è un pensiero unico, per esempio, dietro le regole che l’alta finanza tenta di imporre a tutti noi. L’economia oggi è stata posta al centro della società, creando una sorta di religione senza divinità, ma con precetti inderogabili e idoli caduchi e brutti, che sono quegli oggetti che dovremmo sentirci obbligati ad acquistare e attraverso i quali dovrebbe manifestarsi la nostra personalità. Invece la personalità si esprime attraverso nuove idee. Attraverso nuove eresie. Perché, come dice il professor Giulio Sapelli, la verità sta sempre nell’eresia.

Le ultime parole di Frate Diego La Matina, prima di essere condannato al rogo a Palermo, furono “Dunque Dio è ingiusto”. Ho pensato molto a questa frase, perché fa molto riflettere. Mi sono chiesto: quando Dio è giusto? Quando non lo è? Ci pensavo lo scorso 31 ottobre, a 17 anni di distanza dal crollo della Scuola San Giuliano di Puglia dove morirono 27 bambini e una maestra. A lei quella frase cosa suscita? Esiste ancora– soprattutto in questa epoca caotica e difficile – una giustizia divina? O una provvidenza?

La giustizia di Dio è un tema immenso. Se quel Dio a cui facciamo riferimento esistesse, non potremmo comunque giudicarlo avvalendoci delle nostre percezioni terrene. Circoscrivendo il ragionamento al dio cattolico, e considerando che ha stabilito di avere un popolo eletto e che da altri popoli si è fatto conoscere dopo secoli, e attraverso conquiste, torture e stermini, potremmo concludere con un filo di humor nero che più ingiusto di così…

Fabrizio Catalano con suo nonno Leonardo Sciascia

Fabrizio Catalano con suo nonno Leonardo Sciascia

Il prossimo 20 novembre saranno passati 30 anni dalla morte di suo nonno. Quanto è importante, soprattutto per le nuove generazioni, ricordare la sua opera?

È importantissimo ricordare che, in un tempo ancora recente ma che a volte appare lontanissimo, esistevano degli esseri umani che teorizzavano “il dovere dell’intellettuale è quello di opporsi al potere”. Chi si oppone al potere, oggi?

A livello personale, c’è un ricordo che vuole dedicarci? Qual è l’insegnamento più grande che le ha lasciato?

Le sere d’estate, a Racalmuto, in una campagna non dissimile da quella dei dintorni di Matera, quando avevo tre o quattro anni, mio nonno mi prendeva per mano e mi diceva: “Andiamo a salutare il nostro amico grillo”. Ecco: facendo un’associazione forse un po’ stupida, mi verrebbe da rispondere che mio nonno mi ha insegnato che ognuno di noi ha il diritto e il dovere di provar a fare il grillo parlante della società in cui vive.

Intervista di Giacomo Aricò


Morte Dell’Inquisitore e Leonardo Sciascia: il laboratorio

La rappresentazione del 7 novembre, fortemente voluta dalla regione Basilicata, con la dirigente Patrizia Minardi, chiuderà un percorso laboratoriale gratuito, aperto a tutti coloro che vorranno essere attivamente coinvolti ad un approfondimento delle varie fasi di una messa in scena teatrale, dalla regia, alla recitazione, all’allestimento, alla preparazione di elementi scenici e costumi, alla composizione delle musiche, e alla creazione delle atmosfere. La direzione tecnica e artistica del laboratorio è affidata all’attore Sebastiano Somma.

Sebastiano Somma

Sebastiano Somma

L’appuntamento è fissato presso il Cineteatro Piccolo di Matera nei giorni 4,5 e 6 novembre e prenderà il via alle ore 15:15 del giorno 4, con l’introduzione da parte del regista Fabrizio Catalano, che ci aiuterà a conoscere e ad approfondire la figura del nonno, Leonardo Sciascia. Con lui, l’attore Sebastiano Somma, che introdurrà il programma del laboratorio. Alle 15,30 avremo la partecipazione straordinaria di Michele Placido, per una masterclass gratuita, finalizzata all’approfondimento del lavoro dell’attore e l’importanza del teatro nella società civile. Il laboratorio proseguirà nei giorni 5 e 6 novembre, sempre tra le 15:15 e le 21:15 e; il lavoro sarà finalizzato alla “mise en Espace” di “Morte dell’inquisitore” del giorno 7, presso Casa Cava.