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Tutti a Casa, lo sguardo di Lise Birk Pedersen sul Movimento 5 Stelle

Lunedì 24 aprile uscirà al cinema Tutti a Casa – Inside Movimento 5 Stelle, il documentario diretto da Lise Birk Pedersen, uno sguardo “non italiano” e inedito sulle fasi più controverse del Movimento 5 Stelle e sulle difficoltà nell’organizzare forme di democrazia diretta.


Bannato dalla tv di stato e per evitare l’impero mediatico di Berlusconi, il comico e attivista politico Beppe Grillo sceglie le strade e internet per combattere l’arroganza politica e la corruzione. Il suo movimento popolare di protesta, Movimento 5 Stelle, ambisce a mandare a casa tutti i politici e ridare il potere al popolo attraverso una nuova forma di democrazia partecipativa via web. Nel 2013, raggiunge il 25% alle elezioni affermandosi come primo singolo partito italiano e introducendo 163 persone comuni in parlamento.

La regista danese Lisa Birk Pedersen ha avuto accesso esclusivo ai dietro le quinte dei più importanti momenti-chiave della storia del Movimento, mettendo soprattutto in luce le contraddizioni e le ombre dietro alle epurazioni e alle fratture consumate all’interno del Parlamento

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Ma il documentario mostra anche la trasformazione degli equilibri tra potere e comunità civile, analizzando i semi di quel Populismo che rischia di dilagare tra le democrazie occidentali.

La macchina da presa segue quattro nuovi eletti senatori senza precedenti esperienze politiche e come intendono rivoluzionare il sistema dall’interno: Paola Taverna, madre single e assistente di laboratorio; Luis Alberto Orellana, marketing manager; Mario Michele Giarrusso, avvocato anti mafia; Alberto Ariola, fotografo. Presto i nuovi eletti capiscono che non è facile trasformare in azioni politiche pratiche gli ideali e gli slogan, soprattutto senza essere disposti a compromessi.

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Non è facile infatti guadagnare fiducia in parlamento senza creare alleanze con la vecchia classe politica. La non disponibilità a scendere a compromessi sviluppa una battaglia interna al movimento: quando criticato, Grillo usa il suo blog – uno dei dieci più influenti al mondo – per risvegliare i suo follower, provocando l’espulsione di diversi senatori a seguito delle discussioni tra i membri e i ballottaggi online.