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VENEZIA 75 – Lali Espósito è la Acusada di Gonzalo Tobal

Ci sono altri due film in Concorso oggi alla 75. Mostra del Cinema di Venezia. Il primo è Acusada dell’argentino Gonzalo Tobal, un film-denuncia con Leonardo Sbaraglia, Lali Espósito, Inés Estevez, Daniel Fanego e Gerardo Romano.

Acusada

Dolores (Lali Espósito) vive la vita della studentessa agiata fino a quando la sua migliore amica viene assassinata brutalmente. Due anni più tardi, è l’unica sospettata di un crimine che, catalizzando l’attenzione mediatica, la pone sotto i riflettori. Dolores trascorre le sue giornate preparandosi al processo, reclusa nella propria casa mentre i genitori fanno di tutto per difendere la figlia. Non basta avere il migliore avvocato; i genitori controllano ossessivamente tutto quanto ruota attorno alla ragazza: il suo sguardo, quello che fa, quello che mangia e chi vede. Ma mentre la data del processo si avvicina e la tensione cresce, nella famiglia si fa strada il sospetto e affiorano segreti. Con le spalle al muro, sempre più isolata e proprio quando ogni minimo errore potrebbe risultare fatale, Dolores mette l’intera strategia a rischio.

Gonzalo Tobal ha ammonito:

Nel corso degli ultimi anni, mi ha sbalordito vedere con quanta fascinazione seguiamo i casi di cronaca nera proposti dai media. E sono doppiamente sbalordito considerando che, a dispetto della consapevolezza del fenomeno e della sua costruzione, non riesco a sottrarmi al suo effetto. Come spettatore, sono vittima di un senso di inquietudine costante: un interrogativo che riguarda la natura umana delle persone vere coinvolte in esperienze in cui il confine tra pubblico e privato è offuscato dalla violenza. Acusada è sia un giallo che un ritratto di tali questioni. Uno sguardo sul processo interno ed esterno che chiunque si ritrovi coinvolto in una situazione così complessa potrebbe vivere. Oltre agli aspetti strettamente connessi al crimine, le ripercussioni si allargano anche alla sfera familiare, sociale, politica e sessuale“.

"Acusada"

“Acusada”

Abbiamo accesso al crimine e alla sua storia sempre dall’interno, con un occhio puntato sulla sfera intima dei personaggi e dei loro conflitti. Lo spettatore diventa, per così dire, il pubblico ministero, plasmando la propria verità sulla scorta delle informazioni fornite dalla sceneggiatura ma, soprattutto, sulla base dei gesti e del comportamento di una protagonista il cui mondo interiore ci è precluso, il cui volto è opaco come il dubbio stesso. Il cinema è forse in grado di svelare una fragile verità che sfugge tanto alla logica della giustizia quanto a quella delle argomentazioni? Il film è il ritratto di una società sopraffatta da nuove forme di comunicazione e di esposizione che si ripercuotono sulle relazioni sociali e interpersonali in un modo che non siamo ancora in grado di comprendere. Una società nella quale i fatti vengono sempre più diluiti nella battaglia delle opinioni e la verità, o quanto resta di essa, è confusa dalle parole che hanno più presa sullo spettatore“.

Opera Senza Autore

Altro film in Concorso di oggi è Werk Ohne Autor – Opera Senza Autore di Florian Henckel von Donnersmarck con Tom Schilling, Paula Beer, Sebastian Koch, Saskia Rosendahl, Oliver Masucci. Ispirato a fatti realmente accaduti, il film racconta tre epoche di storia tedesca attraverso l’intensa vita dell’artista Kurt Barnert (Tom Schilling), dal suo amore appassionato per Elisabeth (Paula Beer), al complicato rapporto con il suocero, l’ambiguo Professor Seeband (Sebastian Koch) che, disapprovando la scelta della figlia, cerca di porre fine alla relazione tra Kurt ed Elisabeth. Quello che nessuno sa è che le loro vite sono già legate da un terribile crimine commesso da Seeband decenni prima.

"Opera Senza Autore"

“Opera Senza Autore”

Florian Henckel von Donnersmarck ha spiegato: “parlando di Tennessee Williams e Marlon Brando, il regista Elia Kazan disse che il talento dei geni è la crosta sulle ferite ricevute nella loro infanzia. Ciò significa che gli esseri umani hanno una capacità quasi alchemica di trasformare un trauma in qualcosa di glorioso. Opera Senza Autore è il tentativo di osservare questa alchimia, attraverso il prisma dei traumi storici del mio paese, la Germania”.