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VENEZIA 75 – Shinya Tsukamoto chiude la gara con Zan, The Tree Of Life di Terrence Malick torna in extended cut

Oggi si chiude il Concorso della 75. Mostra del Cinema di Venezia con la presentazione di Zan (Omicidio), il film in gara del giapponese Shinya Tsukamoto. Sempre in data odierna, nella sezione Sconfini, verrà proiettato The Tree of Life Extended Cut, il capolavoro di Terrence Malick (Palma d’Oro a Cannes nel 2011) arricchito di 50 minuti di riprese.

"Zan (Omicidio"

“Zan (Omicidio”

Zan (Omicidio)

Nel corso della metà del XIX secolo, dopo circa 250 anni di pace, in Giappone i guerrieri samurai si sono impoveriti. Di conseguenza, molti lasciano i loro padroni per diventare dei ronin erranti. Mokunoshin Tsuzuki è uno di questi samurai. Per conservare la sua abilità nel maneggiare la spada, Mokunoshin si allena quotidianamente con Ichisuke, il figlio di un contadino. La sorella di Ichisuke, Yu, li guarda esercitarsi con una leggera disapprovazione, sebbene tra lei e Mokunoshin si avverta un’attrazione non dichiarata. Se da un lato la vita agricola è tranquilla dall’altro il Giappone vive un enorme subbuglio.

La Marina militare statunitense ha inviato il Commodoro Perry nel paese per stimolare il commercio con gli Stati Uniti, alimentando così i disordini civili. Yu è preoccupata perché sente che presto Mokunoshin partirà per combattere e, di conseguenza, morire nell’imminente guerra civile. Un giorno i tre incontrano due samurai in duello. Il vincitore è Jirozaemon Sawamura, un abile ronin dai modi gentili. Sawamura resta nel villaggio per cercare altri potenziali guerrieri, quando arriva un gruppo di ronin fuorilegge. Gli abitanti del villaggio hanno sentito voci terribili sul capo dei banditi, Sezaemon Genda. Quando l’irruento Ichisuke sfida i fuorilegge, la direzione delle loro vite cambia drasticamente.

Zan 2

Shinya Tsukamoto racconta: “in Nobi avevo esplorato l’orrore assoluto della guerra, pertanto questa volta volevo che il mio film affrontasse un tema completamente diverso. Quindi, quel verso che rimuginavo in testa è diventato il nucleo del film. Man mano che cresceva dentro di me l’inquietudine per la situazione del mondo, sentivo l’urgenza di esprimerla come fosse un urlo. Quel singolo verso è cresciuto fino a diventare una storia con un incredibile cast di interpreti e una troupe fidata. Viaggiare indietro nel tempo, rispetto agli anni Quaranta in cui è ambientato Nobi, e condensare tutte le armi da fuoco in una sola spada mi ha riavvicinato all’essenza dell’uomo”.

The Tree Of Life Extended Cut

Dopo quarant’anni di leggendaria carriera Terrence Malick con The Tree Of Life porta a compimento la sua visione più incantata, seguendo una storia di infanzia, meraviglia e dolore fino ai limiti più lontani del tempo e dello spazio. Spingendosi fino all’alba della creazione, Malick trasforma i ricordi di un’adolescenza in una storia universale: narra il passaggio alla maturità, nel Texas negli anni Cinquanta, di un bambino intimorito e meravigliato, che impara a farsi strada tra i poli opposti della natura e della grazia rappresentati dal padre, duro e autoritario, e dalla madre, eterea e protettiva.

"The Tree Of Life"

“The Tree Of Life”

Realizzato con la collaborazione di Emmanuel Lubezki, direttore della fotografia, e di Jack Fisk, direttore artistico, The Tree of Life segna l’apice più intimamente personale e cosmologicamente ambizioso del caratteristico approccio di Malick alla regia cinematografica. La versione qui presentata, cui Malick ha aggiunto, nel 2018, cinquanta minuti di riprese, non è un remake del film, quanto una meditazione più estesa sulla vita dei protagonisti, con un ritmo e un equilibrio diversi, e riflette la convinzione del regista che i film sono cose vive, anche se la versione del 2011 rimane la sua preferita.