At Eternity's Gate 0

VENEZIA 75 – Willem Dafoe diventa Van Gogh, una civiltà al bivio nel Tramonto di László Nemes

Grande attesa oggi al Lido per Willem Dafoe, protagonista, nei panni di Vincent Van Gogh, di At Eternity’s Gate, il film in Concorso di Julian Schnabel che vede nel cast anche Rupert Friend, Oscar Isaac, Mads Mikkelsen, Mathieu Amalric, Emmanuelle Seigner e Niels Arestrup.

At Eternity's Gate (Photo Credit: Lily Gavin)

At Eternity’s Gate (Photo Credit: Lily Gavin)

At Eternity’s Gate

Questo film è un insieme di scene ispirate a dipinti di Vincent Van Gogh, eventi della sua vita comunemente accettati come fatti realmente accaduti, dicerie e scene completamente inventate. Il fare arte dà l’opportunità di realizzare qualcosa di concreto, che esprime una ragione di vivere, se esiste una cosa simile. Nonostante tutta la violenza e le tragedie sofferte da Van Gogh nella sua esistenza, non c’è dubbio che abbia vissuto una vita caratterizzata da una magica, profonda comunicazione con la natura e la meraviglia dell’essere. L’opera di Van Gogh è fondamentalmente ottimista. Le convinzioni e la visione alla base del suo singolare punto di vista rendono visibile e fisico ciò che è inesprimibile. Sembra essere andato oltre la morte, incoraggiando gli altri a fare altrettanto.

Julian Schnabel ha sottolineato: “questa non è una biografia del pittore realizzata con precisione scientifica. È un film sul significato dell’essere artista. È finzione, e nell’atto di perseguire il nostro obiettivo, se tendiamo verso la luce divina, potremmo addirittura incappare nella verità. L’unico modo di descrivere un’opera d’arte è fare un’opera d’arte. Come diceva Van Gogh: “Riuscire a creare qualcosa di imperfetto, di anomalo, qualcosa che alteri e ricrei la realtà in modo tale che ciò che ne risulta siano anche delle bugie, se si vuole, ma delle bugie più vere della verità letterale”.

"Tramonto"

“Tramonto”

Tramonto

Secondo film in Concorso oggi è Napszallta (Tramonto) dell’ungherese László Nemes, ambientato nel 1913 a Budapest. Il regista ha descritto così la sua pellicola: “questo film parla di una civiltà a un bivio. Nel cuore dell’Europa, all’apice del progresso e della tecnologia, anche se non scritta nelle pagine di storia, la vicenda personale di una giovane donna diventa il riflesso della nascita del Ventesimo secolo. Il film segue la protagonista, Irisz, da molto vicino consentendo un approccio intimo al dramma. Fin dal principio, avevo immaginato questo film come un modo per calare lo spettatore nel labirinto irto di ostacoli che la protagonista percorrerà, non solo alla ricerca del fratello ma anche del significato del mondo che intende scoprire”.