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A Bologna arriva Rick Prelinger, il paladino dell’accesso libero alla conoscenza

Una prima assoluta per l’edizione 2018 di Archivio Aperto, la manifestazione bolognese (in programma fino al prossimo 3 dicembre) che ogni anno apre le porte di Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia, mostrando al pubblico il suo patrimonio di pellicole private e sperimentali: arriva in Italia per la prima volta Rick Prelinger, fondatore dei famosi Prelinger Archives e esponente di spicco dell’Internet Archive. L’appuntamento è sabato 10 novembre alle ore 17.30 al MAST. Manifattura Di Arti, Sperimentazione e Tecnologia (via Speranza, 42), il centro polifunzionale e spazio espositivo voluto dall’imprenditrice e filantropa Isabella Seragnoli.

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Archivista e attivista, filmmaker e docente, Prelinger è una figura internazionale di riferimento per diverse generazioni di filmmaker, documentaristi, registi di videoclip, ricercatori e archivisti, che grazie a lui hanno scoperto e sperimentato le potenzialità dei repertori audiovisivi. Pioniere della lotta per la libera circolazione e fruizione universale delle proprietà intellettuali e individuali, nel 1982 fonda i Prelinger Archives, i primi archivi filmici “aperti”, una raccolta di circa 60.000 pellicole tra film industriali, educativi, amatoriali, pubblicità, concepita secondo il mitico modello della Biblioteca alessandrina. Film “effimeri”, come ama definirli lui stesso, perché originariamente prodotti per un uso limitato nel tempo e per uno scopo specifico, e “orfani”, ormai senza diritti, spesso anonimi, senza paternità riconosciuta e non custoditi dagli archivi pubblici.

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L’archivio rende possibile non solo la conservazione ma anche l’utilizzo di tutti i materiali raccolti nell’archivio, attraverso l’accesso libero, il download gratuito e il riuso privo di vincoli. : oggi le immagini dei Prelinger Archives non sono solo presenti in molte delle pellicole del cinema americano e nella produzione di prodotti audiovisivi dell’intero globo, ma sono anche oggetto di studi accademici. Con il suo lavoro Prelinger ha salvato e fatto conoscere la parte meno conosciuta, e forse la più eccentrica, del patrimonio audiovisivo e dell’immaginario americano del Novecento, mettendo a disposizione di tutti questo patrimonio inedito di film industriali, educativi ed amatoriali sia attraverso il libero accesso ai repository digitali in rete, sia diffondendolo attraverso found footage films, proiezioni pubbliche e innovativi progetti partecipativi. Un’eredità talmente significativa che nel 2002 i Prelinger Archives sono stati riconosciuti patrimonio nazionale ed acquisiti dalla Library of Congress, a dimostrazione di quanto “gli archivi siano il primo strumento contro la perdita della memoria collettiva”.

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Come membro del direttivo e partner dell’Internet Archive, la digital library che ha lo scopo dichiarato di consentire un “accesso universale alla conoscenza” digitale, Prelinger ha pubblicato oltre 6.000 film on line su questa piattaforma paladina della libertà d’espressione e di accesso al sapere. Un’idea pionieristica di archiviazione filmica e accesso illimitato da cui sono germinate le più grandi piattaforme online distribuzione via internet di film, serie televisive e altri contenuti audiovisivi, da YouTube a Mubi, fino a Netflix.

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Lost and Found America è il titolo del lavoro realizzato da Prelinger in esclusiva per Archivio Aperto, che verrà proiettato in occasione dell’incontro del 10 novembre: un viaggio per immagini nella vita, nel paesaggio, nella lotta per i diritti sociali e l’emancipazione nell’America del XX secolo, fatto con materiali provenienti da film d’archivio appena ritrovati e raramente visti. Il montaggio di 70 minuti mostra gli americani a casa, sul lavoro, per strada, in viaggio e in movimento, con immagini di film industriali, governativi, militari e amatoriali. Un viaggio alla ricerca di tracce di futuro nelle immagini del passato, così lo definisce lo stesso Prelinger. L’appuntamento è in collaborazione con il MAST. Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia, in occasione della mostra G.D Memoria e Futuro. Una Storia per Immagini.