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Angeli Del Mare, su Prime Video la serie sugli eroi che salvano i migranti

Su Prime Video è disponibile in streaming Angeli Del Mare, una serie in 10 puntate da 26’ diretta da Simone Gandolfo (e prodotta da Samarcanda Film in collaborazione con TV2000, Sezione Migranti e Rifugiati del Vaticano, Guardia Costiera Italiana, Croce Rossa Italiana, Proattiva Open Arm, Save the Children, UNHCR e Medici Senza Frontiere) che affronta il tema dei salvataggi legati all’emergenza-migranti e le prime fasi dell’accoglienza presso le strutture dedicate.

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I quattro Angeli del Mare

Ambientata sui mezzi della Guardia Costiera e delle ONG operativi nel canale di Sicilia, Angeli del Mare è una serie che unisce l’azione dei momenti drammatici ad altri momenti con un respiro più lirico, durante i quali viene posto l’accento sull’aspetto umano, raccogliendo le storie di uomini e donne costretti a lasciare la propria terra e a intraprendere un viaggio che per molti si rivela fatale. Gli Angeli Del Mare sono quattro. Federico Panconi, Comandante della Nave Dattilo della Guardia Costiera, che ha salvato oltre 40mila persone nel Mediterraneo, prima nave, nel 2018 a entrare nel porto di Valencia con 247 migranti a bordo e, soprattutto, prima nave a coordinare il convoglio che ha scortato l’Aquarius dalle acque internazionali tra Malta e l’Italia fino in Spagna. Il Capitano di Fregata Gianluca D’Agostino, già Comandante della Nave Diciotti con la quale ha effettuato diverse missioni di salvataggio e, nel 2012 ha preso parte alle operazioni di ri-galleggiamento della nave da crociera Costa Concordia all’isola del Giglio.

Rosella Bonarrigo lavora da anni nell’ambito della cooperazione internazionale umanitaria, attualmente in una ONG italiana in Nord Africa. Dopo esperienze in Sudan, Africa e Medio Oriente, è Senior Monitoring Officer del Governo Italiano presso l’OSCE in Ucraina avendo collaborato con la Croce Rossa Olandese in Libano e con Croce Rossa Italiana in Italia. Simona Scandura dopo esperienze di volontariato e lavorato nel settore umanitario, in Italia e in Libano, ha vissuto in Inghilterra, Marocco, Belgio, Turchia e Libano e da un anno e mezzo vive in Kenya, dove lavora come delegata internazionale per Croce Rossa Italiana nella regione dell’Africa orientale. Sono loro gli ‘angeli del mare’ addestrati a intervenire in situazioni-limite, situazioni in cui anche una piccola distrazione può essere fatale. Non eroi da fumetto, ma donne e uomini generosi che hanno deciso di mettere in gioco se stessi per salvare gli altri.

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Cuore e coraggio

La serie segue la quotidianità degli ‘angeli’ nell’emergenza, con interviste ai migranti, agli operatori umanitari e ai militari protagonisti dei salvataggi, alternate con la presa diretta. Avvalendosi di animazioni grafiche, la serie descrive la tensione dell’emergenza dal punto di vista dei soccorritori, portando lo spettatore dentro i salvataggi, fino a respirare l’adrenalina e l’empatia che scorre veloce nelle vene dei protagonisti. Per chi affronta il viaggio della speranza, il mare è una frontiera da superare in cerca di un sogno, ma per molti rischia di essere una tomba. Salvare la vita dei naufraghi che a migliaia approdano sulle coste siciliane in cerca di un futuro migliore, non è solo questione di tecnica: è questione di cuore e coraggio. Uomini e donne addestrati a mettere da parte le paure, le debolezze e le convinzioni personali, per salvare qualcuno che nemmeno conoscono.


Il contesto

Ogni giorno dal continente Africano, centinaia di uomini, donne e bambini attraversano le acque del Mediterraneo con la speranza di un futuro migliore. Secondo i dati dell’UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati), dal 2017 a ottobre 2019 sono morti in mare più di 5.800 persone, senza contare i dispersi non dichiarati. I motivi di questa migrazione sono molteplici: c’è chi scappa dalla guerra, in Africa attualmente sono tanti i conflitti in corso, oltre la guerra civile in Libia e in Siria, ci sono poi situazioni riguardanti il Sudan e l’Eritrea afflitte dai massacri di Boko Haram.

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Uno dei principali motivi che spingono gli individui a emigrare verso l’Europa è la paura di persecuzione e morte a causa di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o opinione politica. La violenza sulle donne e lo sfruttamento minorile sono all’ordine del giorno, basti pensare che dal 2017 al 2019 i minori non accompagnati arrivati in Italia sono stati più di 19.000 (dati Ministero dell’Interno).