@giovannivarlonga

CAMERA SOCIAL – Intervista a Giaime: “Musica e cinema, le mie passioni, le mie emozioni”

@giovannivarlonga

Nel panorama musicale italiano c’è un rapper che sta emergendo, il suo nome, non solo d’arte, è Giaime. È giovane, ma di strada e di esperienza ne ha già fatta tanta e ancora di più ne farà. Dotato di una maturità impressionante, Giaime ha iniziato a rappare fin da piccolo. Le parole come proiettili, la musica come espressione, le canzoni come mezzo di sopravvivenza. Testi appassionati, pieni della sua vita, che maturano insieme a lui. In quest’ultimo decennio Giaime ha realizzato un album e un EP, ma soprattutto si è fatto notare su Youtube, attraverso videoclip magistralmente e sapientemente montati. Trame sul video che seguono le trame del brano. Impossibile non scorgere un’attitudine verso la recitazione, verso l’uso delle immagini, in sostanza, verso il linguaggio cinematografico.


I suoi video, sin dai primi Sulla Linea Del Limite e Soulitudine, mettono in mostra un ragazzo che canta guardando dritto verso la camera (il nostro amato cameralook), andando alla ricerca degli occhi di chi potrebbe limitarsi ad ascoltare. Del resto parliamo di musica, di note. Eppure la capacità espressiva ed interpretativa di Giaime (che ha anche studiato teatro) è evidente, e spesso i suoi brani, come i suoi video, contengono vere e proprie citazioni di film. Quello che ora sta vivendo è un momento di successo. Un anno fa, a seguito della propizia unione artistica con il producer Andry The Hitmaker, ha pubblicato la saga Gimmi Andryx 2017 formata da 3 prove: i video, diretti da Simone Mariano, sembrano veri e propri cortometraggi che riecheggiano situazioni di scorsesiana memoria.

In attesa del suo secondo album ufficiale (in questi mesi sono usciti con grande seguito i singoli No Stuntman, Prima Cosa Bella, Regina e Re, Cubetti di Ghiaccio e il più recente Sesso Tutta La Vita), il prossimo 19 maggio Giaime si esibirà dal vivo al Sun Valley Festival di Malvaglia nel Canton Ticino (Svizzera). Seguiranno altri due live (il 25 maggio a Campobasso al Cnu 2018 Area Eventi e il 26 maggio a Merate al Holi’s Trip, Apokas Park) mentre a partire da giugno, fino a settembre, ha già in programma oltre venti date di tour estivo (la prossima uscità sarà dedicata proprio a Gimmi Andryx 2018, continuazione della saga estiva lanciata l’anno scorso).

Giaime (Photo Credit: Giovanni Varlonga)

Giaime (Photo Credit: Giovanni Varlonga)

Trovandolo un artista molto interessante, mi sono fatto qualche ricerca e ho scoperto (o meglio, ho avuto conferma), che una sua passione per la settima arte esiste. Per questo ho deciso di fare una chiacchierata insieme a lui, parlando di musica, di cinema, in generale, di arte.

Giaime, tu vivi di musica, di testi e parole che diventano canzoni. Eppure hai un grandissima passione per il cinema. Prima di tutto volevo chiederti da dove nasce questa tua passione per la settima arte?

Probabilmente tutto è iniziato quando ero piccolo: andavo tutti i sabato al cinema con mio padre. È una passione che è nata in modo naturale, il cinema mi è sembrato un mondo dove rifugiarsi, dove vedere storie diverse, personaggi diversi. Vedere molti film ha sicuramente aiutato a far crescere il mio interesse, la mia curiosità e la mia “esperienza”.

Il cinema crea un immaginario, film indimenticabili, sequenze che emozionano. Quanto ritieni importante il cinema come fonte di ispirazione per quello che fai? In alcune tue canzoni ci sono vere e proprie citazioni…

È vero, cito molto film, frasi cult di personaggi, sia recitate nei miei video, sia nei testi all’interno delle canzoni. Sicuramente il cinema è importante per il lavoro che faccio. Per gli spunti che mi può dare, su alcuni personaggi, su alcune storie. Il cinema mi ha insegnato anche molto a livello di cultura, dandomi informazioni che prima di vedere alcuni film non sapevo. Mi ispira e mi arricchisce.

(Photo Credit: Adriana Tedeschi)

(Photo Credit: Adriana Tedeschi)

Il cinema racconta la società e il tempo che stiamo vivendo. Tu come giudichi il momento attuale del cinema? Più in particolare, cosa pensi del cinema italiano?

Forse in qualche modo talvolta preferisco il cinema anni ’90 hollywoodiano rispetto al cinema di oggi, anche se negli ultimi anni ci sono stati tantissimi film meravigliosi. Il cinema italiano è stato sicuramente per un sacco di tempo un punto di riferimento anche per l’attuale Hollywood. In questo momento però non potendo disporre di molti fondi e soldi, il nostro cinema non gode delle stesse agevolazioni che ha il cinema americano. Però abbiamo un sacco di registi all’avanguardia, attori di grandissimo calibro, stanno portando il nostro cinema italiano ad un livello più alto negli ultimi dieci anni.

Cinema e Rap. Due forme d’arte capaci di inquadrare il presente e di portarti altrove, emozionandoti. Due mezzi e due forme che riescono a cogliere la realtà con tutti i suoi pregi e difetti, fotografie e specchi del nostro mondo fatto di luci ed ombre. Sei d’accordo?

Probabilmente in questo momento il cinema, anche se coglie esattamente le stesse cose di un testo rap o di un racconto cantautorale, non è accessibile quanto la musica. In alcuni casi è anche troppo shick per la popolazione italiana, e quindi non viene sfruttata appieno questa sua grande caratteristica.

Un film d’autore o una canzone d’autore in fondo hanno lo stesso obiettivo, fare arrivare allo spettatore un messaggio. Tu quanto pensi sia importante, sia a livello filmico (il 3D, il 4K, il montaggio) che a livello musicale (effetti, mix, produzione), la parte tecnologica di supporto? O è sempre la parola – il testo, un dialogo – l’arma principale?

Tutte le tecnologie del caso, sia nella musica rap sia nel cinema, aiutano un film a venire fuori meglio, rendendolo più attrattivo per il pubblico. Un film che si limita solo al contenuto senza avere niente come contorno e come mangiare una bistecca senza patate al forno: è meno sfiziosa.

Eminem in "8 Mile"

Eminem in “8 Mile”

Il cinema statunitense, fin dagli anni ’80, ha lasciato spazio a questa voce, anche attraverso diversi docufilm. Da Wild Style, il documentario di Charlie Ahearn (1983) ai più recenti 8 Mile (2002, film simbolo per la mia generazione, sono classe ’86) o All Eyez On Me (2017), solo per citarne alcuni. Tu a quale sei più legato?

Tra i titoli citati sono più legato a 8 Mile perché è un film che racconta, romanzandola, la vita di uno dei rapper (Eminem ndr.) più importanti del mondo che per me è stata una enorme ispirazione. Lo vidi la prima volta quando avevo otto o nove anni, ci sono legato a livello affettivo. Anzi, riguardandolo, penso anche che sia un buon film.

Rapper nel cinema italiano. Da oltre vent’anni fa (Torino Boys, 1997, colonna sonora di Neffa), o poco meno (Senza Filtro, 2001, Articolo 31), al più recente Zeta (2016, di Cosimo Alemà). Qual è il tuo giudizio? Si può crescere?

Purtroppo, a oggi, non ho ancora visto film sul rap italiano fatti come dio comanda. Sono stati talvolta molto ispirati da film americani sullo stesso genere, non siamo arrivati ad un livello competitivo da quel punto di vista. Ma la cosa non mi sorprende.

Cioè?

Fino a quando il rap in Italia non costituirà ancora una vera e propria parte della cultura, e non lo sarà ancora per tanti anni, non si potranno fare film sul rap fatti veramente bene.

(Photo Credit: Adriana Tedeschi)

(Photo Credit: Adriana Tedeschi)

Cinema e Musica. Secondo te in che modo un film riesce ad emozionare di più rispetto ad una canzone? E al contrario, in che frangente la Musica riesce ad essere “superiore” al cinema?

Credo che a livello popolare la musica sarà sempre più veloce ed immediata ad arrivare al pubblico. Perché è meno impegnativa, perché il messaggio è sostenuto da un sound, perché una canzone dura meno di un film. E per altri mille motivi. Credo che siano due cose diverse e ciascuno ascolterà musica e vedrà film con orecchie diverse e occhi diversi. Com’è giusto che sia.

Non a caso, trovo sempre più fondamentale sapere raccontare un pezzo anche attraverso le immagine, oltre alla musica. I videoclip quanto sono importanti per il tuo lavoro? Quanto ti piace scrivere anche lo script di un video?

Da quando Spotify ha “declassato” Youtube per quanto riguarda le certificazioni e gli ascolti, per quanto riguarda il rap in Italia, il videoclip ha perso importanza rispetto a prima. Mi piace partecipare allo script dei video all’inventare una trama, una storia e realizzare piccole sequenze significative, ne parlo sempre con il regista. È una cosa che mi diverte poter decidere insieme.

Anche nei tuoi videoclip trovo che hai ottime doti interpretative e una grande mimica. A tal proposito, quale attore è una fonte di ispirazione per te? E allo stesso tempo, qual è il regista che preferisci?

Non so se siano una fonte di ispirazione. Tra i miei attori preferiti c’è sicuramente Denzel Washington, mentre tra i registi scelgo Martin Scorsese. Ma sono i primi due nomi che mi sono venuti in mente, apprezzo svariati attori e svariati registi.

"The Departed" di Martin Scorsese

“The Departed” di Martin Scorsese

Un film mostra le immagini, una canzone – se non se ne guarda l’eventuale videoclip – invece la si ascolta. Spettatore e ascoltatore, uno osserva, l’altro immagina. Tu in quale dei due ruoli ti emozioni di più?

Personalmente mi emoziono sia con la musica che con il cinema. Sono due sensazioni diverse: l’emozione di una canzone dura meno, quella di un film si prolunga nel tempo.

Mi diresti almeno tre film che ritieni fondamentali della tua cineteca?

Amo moltissimi titoli, difficile sceglierne solo tre, ma ti dico: The Departed, Il Padrino, i primi due, e Quei Bravi Ragazzi.

Come detto prima, questa è l’epoca di Youtube, dei social, dei film da vedere on-demand, su tablet e device. Tu resti un nostalgico della sala buia?

Ormai guardo tantissimi film in streaming o su Netflix ma, appena posso, quando ho soldi e tempo, continuo ad andare al cinema, la sala buia è sempre una figata come atmosfera. Rimprovero il fatto che un biglietto del cinema costa 8,9 o 10 euro: così si allontana la gente.

(Photo Credit: Adriana Tedeschi)

(Photo Credit: Adriana Tedeschi)

Dal buio di una sala, al buio dei nostri tempi. Generazioni, la mia, la tua, che faticano a trovare punti di riferimento e devono conquistarsi ogni giorno il proprio futuro, sempre più incerto, instabile come il clima meteorologico. Secondo te quanto diventa importante l’Arte – la musica, il cinema – per andare avanti con voglia e tenacia?

È importantissima. Ogni espressione artistica, ne influenza un’altra, anche attraverso linguaggi diversi, come la musica, come il cinema. Ogni processo creativo ti arricchisce, ti stimola, aggiunge qualcosa al tuo bagaglio culturale. L’Arte ti migliora sempre.

Intervista di Giacomo Aricò