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Clark Gable, quella leggerezza da Oscar in Accadde Una Notte

Fascino, carisma, presenza scenica. Doti di un grande attore come Clark Gable, una delle più grandi stelle della storia del cinema morto improvvisamente (per un infarto) il 16 novembre del 1960, sessant’anni fa, poco dopo le riprese del suo ultimo film, Gli Spostati di John Huston. Anche se la sua fama si è legata in modo indissolubile all’interpretazione di Rhett Butler nello storico film Via Col Vento (1939, di Victor Flemin, vincitore di 10 Premi Oscar), noi oggi lo vogliamo ricordare attraverso il film che gli ha permesso di vincere il suo unico Oscar della carriera, come Miglior Attore Protagonista di Accadde Una Notte, la divertente commedia diretta da Frank Capra nel 1934 vincitrice dei cinque premi Oscar più importanti (Film, Regia, Attore, Attrice, Sceneggiatura).

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Il film

La viziata ereditiera Ellie Andrews (Claudette Colbert) fugge dal padre (Walter Connolly), che non vuole farla sposare con il playboy di cui è innamorata. In fuga da New York, Ellie incontra uno squattrinato giornalista, Peter Werne (Clark Gable) e quando il loro autobus si rompe, si ritrovano a dover fare l’autostop. Peter decide di aiutare le ragazza, anche perchè spera di poter assicurarsi lo scoop. La faccenda si complica quando il reporter si accorge di essere innamorato di lei.

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Gli “scontenti” di Cohn

Dieci anni dopo la creazione della Columbia Pictures nel 1924, gli studios di Harry Cohn ottennero un inaspettato successo con quello che sarebbe diventato un classico, Accadde Una Notte. Cohn era un taccagno specializzato nel prendere in prestito da altri studios star insoddisfatte. Fu così che creò l’accoppiata vincente tra Claudette Colbert (della Paramount) e Clark Gable (della Mgm). L’asciutta regia di Frank Capra si sposa perfettamente con la scoppiettante sceneggiatura di Robert Riskin. In una delle prime scene, la Colbert e Gable devono condivedere la stanza di un motel di poche pretese – situazione assai piccante per i tempi. Mentre lui stende una coperta che battezza “le mura di Gerico“, per evitare all’uno la vista dell’altra, lei si accorge che non si sono ancora presentati. “Ma avete un nome, suppongo“, gli chiede. “Già, un nome. Pietro Warne“. “Pietro Warne? Non mi piace“, risponde. “Ne sono desolato – replica lui – ma lo tengo lo stesso“. E lei: “Piacere di conoscervi, Signor Warne“. Ma ecco arrivare l’audace battuta di Gable messa a segno dalla penna di Riskin: “Il piacere è mio, Signora Warne“. Non vi sono dubbi che questo muro, fatto di coperte e inibizioni, crollerà.

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Una vita

Quella di Clark Gable è stata una vita travagliatissima (orfano di madre a soli 10 mesi, si sposò cinque volte, una delle mogli, Carole Lombard, “il vero amore della sua vita“, morì in un incidente aereo, lui cadde in depressione). Da giovane iniziò a lavorare come operaio in una fabbrica di pneumatici, ma quando assistì ad uno spettacolo teatrale capì di voler fare l’attore. Nei suoi primi film interpretò ruoli di uomo rude e villain (come L’Angelo Bianco, 1931) ma fu proprio grazie alla commedia di Capra dove formò una coppia mal assortita con la Colbert che vinse il più grande premio della sua vita. Dopo il successo con Via Col Vento, quando Carole Lombard morì nel 1942 (a soli 33 anni), Gable decise di abbandonare le scene per arruolarsi nell’aviazione come volontario. Dopo aver realizzato un film d’addestramento, partecipò alla Seconda Grande Guerra con 5 missioni di guerra in Europa sui B-17, come osservatore/mitragliere (ricevette due decorazioni, un’Air Medal ed una Distinguished Flying Cross). Rientrato in patria al termine del conflitto, Gable non fu più la stesso. Anche se riprese a recitare, i suoi personaggi non erano più spensierati e spavaldi: la vitalità di un tempo era ormai perduta.

Per questo ci piace ricordarlo con Accadde Una Notte, il suo film da Oscar, quel Clark Gable leggero che ancora ci strappa un sorriso.