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Nick Hamm guida Il Viaggio storico di Paisley e McGuinness

Già presentata come Evento Speciale Fuori Concorso alla 73. Mostra di Venezia, esce oggi al cinema Il Viaggio – The Journey di Nick Hamm, una commedia drammatica ispirata da uno dei momenti più importanti nella storia dell’Irlanda e della Gran Bretagna, il viaggio in macchina di due eminenti figure politiche e acerrimi nemici: Ian Paisley e Martin McGuinness, spirato lo scorso 21 marzo. Protagonisti sono due attori straordinari: Timothy Spall e Colm Meaney.


Dopo 40 anni di Troubles due leader politici dell’Irlanda del Nord, il predicatore protestante Ian Paisley (Timothy Spall) e il repubblicano Martin McGuinness (Colm Meaney), si incontrano a St. Andrews, in Scozia, per discutere uno storico accordo di pace. Quando le trattative si trovano in una situazione di stallo, i due nemici giurati sono costretti, dalle circostanze e dal destino, a intraprendere un viaggio in macchina insieme, che sarà ricco di imprevisti.

Un percorso nella conciliante natura scozzese che, dopo una serie di battute pungenti, apre spiragli nella barriera tra i due e diventa occasione di scoperta reciproca. Costretti a passare molte ore insieme, i due leader realizzeranno di non essere poi così diversi e instaureranno una bizzarra relazione di amicizia, ricordata ancora oggi come “Chuckle Brothers“, che porterà a un futuro di pace.

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Ecco un estratto dell’intervista al regista, Nick Hamm.

Da dove nasce l’idea del film?

Per i politici dell’Irlanda del Nord vige un tacito accordo per cui i membri di partiti opposti devono viaggiare insieme durante i loro spostamenti. Credo sia un’usanza su cui riflettere: trovo affascinante l’idea di due persone che hanno passato la loro vita da rivali e che sono costrette a condividere lo stesso spazio. Avevo sentito alcune notizie sul fatto che Paisley doveva prendere un volto di ritorno da Edimburgo per festeggiare il suo 50° anniversario di matrimonio e che Mc Guinness aveva deciso di accompagnarlo nel viaggio di ritorno. Questo fatto mi ha incuriosito molto.

Il resto del film invece è pura finzione?

Ci sono diversi racconti su come sia andata davvero e su cosa si siano detti… Ma avranno davvero parlato poi? La moglie e il figlio di Paisley erano sullo stesso volo. Ma questo dettaglio alla fine non è così importante. La mia sfida era prendere questa idea e trasformarla in  una narrazione filmica. Due acerrimi nemici costretti a condividere uno spazio angusto e a sopportarsi per tutto il viaggio di ritorno. Alle prese con banali compromessi come lasciare aperto o chiuso il finestrino, tenere la musica spenta o accesa, chiedere di fermare la macchina per andare alla toilette! Il senso del film risiede principalmente in questo: l’idea che la guerra spinge verso gravi conflitti e conseguenze terribili, mentre in realtà il vero eroismo risiede nell’imparare a venire a compromessi e a vivere rispettando chi ci sta accanto.

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Quale credi che sarà la reazione del pubblico?

Spero che il pubblico abbia una mentalità aperta. Il film affonda le sue radici in una storia di violenza e rivolte civili, ma il suo scopo ultimo è la celebrazione della pace. Il film non si nasconde dietro a intense sequenze di scene d’azione o affetti speciali; tutt’altro, si tratta un’opera coinvolgente e che invita a riflettere sulla storia di due nemici che riescono a trovare un modo per comunicare e relazionarsi per il bene dell’Irlanda del Nord.

Chi è il vero protagonista del film?

Io credo che lo siano entrambi. McGuinness e Paisley hanno lo stesso peso all’interno del film, nonostante le loro posizioni diametralmente opposte. Paisley, quello reale, era per molti versi un demagogo con un enorme seguito.  Ma nel film lo vediamo alle prese con un’altra fase della sua vita, in cui ha un atteggiamento più passivo nei confronti dei negoziati di pace e dei tentativi di McGuinness di impegnarsi in questi ultimi. Di McGuinness, al contrario, viene sottolineato il lato della personalità più freddo e calcolatore. Nel film McGuinness assume un ruolo attivo, incoraggiando passo dopo passo il nemico verso la riconciliazione.

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C’è un messaggio che vuoi lanciare con questo film?

La narrazione si ispira ad un evento che ha segnato la storia dell’Irlanda del Nord, ma non si tratta solo di questo. Se persone destinate a essere acerrimi nemici sono riusciti a superare le loro divergenze, allora anche molto altri lo possono fare. Le recenti atrocità perpetrate dai terroristi ai giorni nostri hanno l’intento di glorificare gli estremismi e sostituire l’intransigenza al dialogo. Il film vuole essere la diretta risposta a questa moralità corrotta, un invito a celebrare la pace e il compromesso.