p_2554

Quando sei nato non puoi più nasconderti, il capolavoro sommerso di Marco Tullio Giordana

E’ arrivata l’ultima “carretta del mare” con il suo carico di vita e di morte, di disperazione e di speranza. Roba di tutti i giorni, specie d’estate, e di tutti gli anni. Per non sprofondare anche noi come i naufraghi nel cinismo e nell’indifferenza è forse il caso di rivedere Quando Sei Nato Non Puoi Più Nasconderti, il bellissimo film di Marco Tullio Giordana uscito nel 2005 e tratto dall’omonimo romanzo di Maria Pace Ottieri (2003) presentato al 58° Festival di Cannes dove fu applaudito ininterrottamente per nove minuti. Un film ,dai più, poco compreso ed apprezzato ma, a nostro parere, allo stesso livello delle altre celebri opere del regista vale a dire I Cento Passi e la straordinaria La Meglio Gioventù.

03

E’ un film sull’emigrazione clandestina, ma è anche la storia di una famiglia italiana, di un bambino che diventa grande, di amicizie e tradimenti, di un primo amore. Ebar Soraya Iti dogon è, per intero in mandingo, il nome di Ebar Yekubu , l’uomo di colore della Sierra Leone arrivato a Lampedusa , il cui nome si traduce nelle parole che compongono il titolo del film. In lui si può vedere il simbolo e il rappresentante di tutti quegli uomini e donne soprattutto del Nord Africa e del Medio Oriente che carestie, epidemie e soprattutto guerre costringono ad affrontare un pericoloso ed aleatorio viaggio via mare per continuare a coltivare una speranza di vita. Il mare, prima atavica e primordiale fonte di risorse e di cibo e prima “strada” di collegamento per commerci e scambi di ricchezze, idee e civiltà, si è trasformato nell’unica pericolosa via di fuga. Il timore di una morte certa spinge il popolo dei disperati a salire su precari barconi per seguire l’istinto della sopravvivenza e il diritto alla libertà.

une_fois_que_tu_es_ne_quando_sei_nato_non_puoi_piu_nasconderti_2004_portrait_w858j

Chi non può nascondersi non è però solo il popolo sommerso degli emigranti, è anche lo spettatore stesso e con lui tutto il cosiddetto mondo civile occidentale delle Americhe dei BRICS e di tutte le altre nazioni che vivono nella libertà, nella pace, nella salute e nell’abbondanza. E’ possibile continuare a nascondersi e far finta di non vedere e di non sapere?

Protagonista del film è il dodicenne Sandro (Matteo Gadola) figlio unico e adorato di una famiglia bresciana benestante. Il padre (Alessio Boni) è una persona molto aperta, proprietario di una fabbrica dove lavorano alcuni extracomunitari. La madre (Michela Cescon) è molto dolce e protettiva con il figlio.Una bella famiglia molto unita. Durante una crociera in barca con il padre e   un amico del padre “il Popi” (Rodolfo Corsato) molto legato al ragazzo, Sandro cade in mare e viene dato per disperso. Il registra non ci mostra la disperazione della famiglia, ma dà ampio spazio all’angosciante scena del ragazzo in mare aperto, senza l’aiuto dei genitori, che tenta di restare a galla e di sopravvivere. Quando sta per sprofondare viene miracolosamente salvato da un barcone di emigrati clandestini.

0902090543__346085_SF05000000_6595004_display

Insieme all’orrore e alla degradazione, all’annullamento di ogni dignità umana, alla crudeltà degli scafisti e alla morte in mare di un emigrante, Sandro conosce  l’affetto di un ragazzo, Radu (Vlad Alexandru Toma) e di una ragazzina, Alina (Ester Horan) entrambi rumeni, fratello e sorella, che lo salvano, lo sostengono ed aiutano in ogni modo possibile, anche solo con il semplice esserci sempre per lui. Nasce una amicizia che continua al centro di accoglienza ed oltre. Sandro ritornato a casa con i genitori vorrebbe che Radu ed Alina fossero adottati dalla sua famiglia. Ma questo non sarà possibile, la riconoscenza non arriva a tanto, la solidarietà nemmeno. Il padre di Sandro è aperto e buono sino ad un certo punto, è ambiguo come tanti, capace di far coesistere più identità contradditorie senza avvertirne il contrasto e di eludere la fatica delle responsabilità e delle scelte difficili e anticonformiste.

02

Sandro e univoco, coerente , leale e saldo nella sua amicizia per Radu e nel suo amore per Alina. Non crediamolo un ragazzino ingenuo. Sarà tradito da entrambi e anche questo fa parte del diventare grandi e consapevoli. Ma perdonerà entrambi e salverà Alina da una vita desolante. E’ un ragazzo che , dopo aver vissuto un’esperienza formativa simile ad un rito di passaggio , ha capito e condiviso una realtà molto lontana dalla sua vita di sicurezze , di agi  e di affetto e può restituire ciò che ha ricevuto con generosità senza nascondersi.

F.C.A.

Leave a Comment