ALFREDO BINI - Ritratto

Simone Isola ripercorre la produzione di Alfredo Bini con Ospite Inatteso

All’interno di Venezia Classici, oggi verrà proiettato Ospite Inatteso, il documentario scritto e diretto da Simone Isola incentrato sulla figura di Alfredo Bini, storico produttore del cinema italiano. Un uomo coraggioso, scomodo, mai banale, appassionato, convinto di un paradosso: che il pubblico potesse accettare il cinema d’autore e di qualità, e decretarne il successo. Un paradosso che lui era riuscito a produrre, con oltre cinquanta titoli realizzati.

Alfredo Bini con Pier Paolo Pasolini

Alfredo Bini con Pier Paolo Pasolini

Montalto di Castro, 2001. Di fronte al Motel Magic di Giuseppe Simonelli giunge un anziano signore. Si trova temporaneamente senza dimora e chiede ospitalità per due o tre giorni. Simonelli gliela concede, affascinato dai racconti e dalla simpatia di quell’uomo. Non lo sa ancora, ma l’ospite inatteso è Alfredo Bini, mitico produttore cinematografico, noto soprattutto per la lunga e intensa collaborazione con Pier Paolo Pasolini, che aveva fatto esordire nel 1960 con Accattone e del quale aveva prodotto tutti i film sino a Edipo Re del 1967.

I due o tre giorni di ospitalità diventeranno dieci anni, e un rapporto speciale, come tra padre e figlio. Dalla storia di Giuseppe, e dalle testimonianze di ‘collaboratori’ come Bernardo Bertolucci, Claudia Cardinale, Ugo Gregoretti, Piero Tosi, Giuliano Montaldo e altri ancora, e attraverso immagini di repertorio, film, foto e memorie autobiografiche ‘rilette’ da Valerio Mastandrea, viene ripercorsa una vita vissuta per il cinema, da Il Bell’Antonio, agli anni ’70, quando virò verso un cinema ‘erotico ed esotico’ mentre nella sua filmografia si aggiungevano i nomi di Bresson e Chabrol. Fino ad arrivare all’ultima parte della sua parabola si eclissò, senza chiedere aiuto al mondo del cinema.

Giuseppe Simonelli con Simone Isola

Giuseppe Simonelli con Simone Isola

Il film è costruito quasi come un giallo, attraverso testimonianze di attori, registi ed amici, si scopre il carico umano e il vissuto di uno dei nostri produttori più coraggiosi e liberi: “l’obiettivo era andare “oltre” il tradizionale documentario biografico – spiega Simone Isolacostruendo il racconto con uno stile composito, che mescola in ritmo serrato insoliti inserti di “fuori scena” con interviste e repertori di tipo tradizionale”.