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X-Men: Dark Phoenix di Simon Kinberg, il più umano di tutti gli X-Men

Scritto e diretto da Simon Kinberg, giovedì 6 giugno arriverà al cinema X-Men: Dark Phoenix, l’ultimo capitolo della saga dedicata ai celebri mutanti che hanno popolato i fumetti Marvel. Il nuovo episodio, che racconta le vicende di un’eroina tormentata che crea una profonda divisione all’interno della sua famiglia e dell’universo X-Men, è interpretato da Sophie Turner, James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Nicholas Hoult, Tye Sheridan, Alexandra Shipp e Jessica Chastain.

Il film

La storia di X-Men: Dark Phoenix inizia nel 1992. Gli X-Men, un gruppo di supereroi amati da tutti e trattati come celebrità, vengono convocati dal governo statunitense per salvare alcuni astronauti in pericolo di vita a causa di una missione fallita. In seguito alle obiezioni di Raven (Jennifer Lawrence), la squadra sale sull’X-Jet per lanciarsi in una missione di salvataggio estremo. Fra le stelle, una misteriosa entità cosmica prende di mira Jean Grey (Sophie Turner), travolgendo il suo corpo; sembra che intenda ucciderla. Quando si risveglia, Jean inizialmente si sente forte, rigenerata. Poi però, al suo ritorno sulla Terra, inizia a rendersi conto di aver acquisito dei poteri che vanno al di là della propria comprensione e del proprio controllo. Mentre scopre i segreti che Charles Xavier (James McAvoy) le ha nascosto rispetto al suo passato, Jean diventa sempre più distruttiva e rivolge la propria rabbia e disperazione contro le persone che le sono più care.

Con X-Men: Dark Phoenix lo scrittore-regista Simon Kinberg firma il capitolo più estremo di tutti i film X-Men mai realizzati. Questo spettacolare nuovo blockbuster, che rappresenta il culmine della saga sui supereroi a quasi vent’anni dal suo inizio, è sia un thriller di fantascienza, sia un dramma incentrato sui personaggi che pone domande interessanti sui concetti di destino e identità.

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Il culmine della saga

Cosa fareste se la persona che amate diventasse una terribile minaccia a livello mondiale? Questa domanda costituisce il fulcro di X-Men: The Dark Phoenix, il noto capitolo sulla Fenice Nera (Dark Phoenix) all’interno dei leggendari fumetti sugli X-Men. Scritta dal leggendario Chris Claremont e illustrata dall’artista John Byrne nel 1980, per molti versi questa storia rappresenta un momento topico della vicenda degli X-Men: Jean Grey acquista una forza tale che neanche la sua famiglia di mutanti riesce a comprendere. Diventa un’outsider fra gli outsider, irraggiungibile anche da chi più le è vicino. “La saga di Fenice Nera è una delle più amate della storia degli X-Men, soprattutto perché non divide nettamente i personaggi positivi da quelli negativi, il bianco dal nero”, afferma Simon Kinberg.

La Fenice Nera

Da sempre appassionato di fumetti, Kinberg ha pensato che fosse importante rendere omaggio all’apprezzata saga di Fenice Nera portandola sul grande schermo. Fin dal 2006 lo scrittore-regista ha collaborato ai film degli X-Men, inaugurati da X-Men – Conflitto Finale, e in ogni successivo capitolo del franchise è apparso in veste di scrittore o di produttore (o entrambi). Il primo film alludeva già alla Fenice Nera ma a distanza di 10 anni il filmmaker ha pensato che fosse giunto il momento di approfondire questa storia con un adattamento più inquietante e più fedele, a coronamento della ventennale saga cinematografica. Kinberg non solo ha scritto il copione di questo nuovo capitolo ma stavolta lo ha diretto, debuttando come regista.

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Aiutare una persona cara in crisi

Al centro della storia c’è una donna che lotta contro i propri demoni interiori e solo il profondo legame con gli X-Men, che rappresentano la sua famiglia, potrà salvare la sua anima e il mondo. “Questo film si distingue rispetto ai precedenti capitoli del franchise – afferma Kinberg  è più complesso dal punto di vista psicologico e suscita emozioni inaspettate, più crude e naturali. Questa storia si muove in una sfera molto umana, parla di come relazionarsi a una persona che ami nel momento in cui questa inizia a perdere la ragione. Nella vita reale, quando qualcuno perde di vista se stesso, i suoi cari di solito fanno di tutto per aiutarlo. Alcuni restano coinvolti nei suoi problemi, altri lo lasciano al suo destino. Questo film parla proprio di come aiutare qualcuno che ami quando va in crisi”.

Buoni o cattivi?

Per Simon Kinberg questo era “il momento giusto per realizzare un film di supereroi guidato da una donna, e la storia di Dark Phoenix, in questo senso, ha un impatto molto forte all’interno del mondo degli X-Men”. Inoltre il filmmaker ha cercato di confezionare un’avventura in cui bene e male non sono nettamente separati ma si confondono, per riflettere la nostra turbolenta contemporaneità. Voleva enfatizzare il dualismo che esiste all’interno della stessa persona, la luce e l’oscurità: “oggi il pubblico è pronto ad assistere a una storia radicale, che scardina tutte le certezze, in cui c’è un personaggio positivo che diventa negativo, un’eroina che perde il controllo e che scatena una forza distruttrice, persino omicida, i fumetti e i film basati sui fumetti, tendono a dividere nettamente eroi e anti eroi, buoni e cattivi”.

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Una storia del nostro tempo

In questo momento storico il mondo è un po’ sottosopra dal punto di vista politico e sociale – conclude Kinbergnon c’è più nulla di così netto e definito come in passato. Manca l’unione, ognuno sente di aver perso le proprie certezze. Questa storia riflette proprio questo sentimento contemporaneo: c’è un personaggio che vive una trasformazione radicale che produrrà una divisione profonda all’interno della famiglia degli X-Men”.

“Chi siamo? Siamo semplicemente ciò che gli altri desiderano? Siamo condannati a un destino che non siamo in grado di controllare? O possiamo invece evolvere e diventare qualcosa… di più?”.