085-hp

Elio Germano diventa Leopardi ne Il Giovane Favoloso di Mario Martone

Dopo Hungry Hearts di Saverio Costanzo, ci sarà anche oggi al Lido un nuovo film in Concorso per l’Italia. Vi stiamo parlando de Il Giovane Favoloso diretto da Mario Martone con uno strepitoso Elio Germano nei panni del poeta Giacomo Leopardi. Nel cast anche Michele Riondino, Massimo Popolizio, Anna Mouglalis, Valerio Binasco, Isabella Ragonese, Iaia Forte, Paolo Graziosi, Sandro Lombardi, Raffaella Giordano, Edoardo Natoli, Giovanni Ludeno, Federica De Cola, Giorgia Salari e per la prima volta sul grande schermo Gloria Ghergo.

"Il Giovane Favoloso" di Mario Martone

“Il Giovane Favoloso” di Mario Martone

Nato a Recanati nel 1798, Giacomo Leopardi (Elio Germano) è un bambino prodigio che cresce sotto lo sguardo implacabile del padre Monaldo (Massimo Popolizio), in una casa che è una biblioteca, talmente grande da far invidia alle grandi corti europee. La sua mente spazia ma la casa è una prigione: legge di tutto, ma l’universo è fuori. In Europa il mondo cambia, scoppiano le rivoluzioni e Giacomo cerca disperatamente contatti con l’esterno. A ventiquattro anni, quando lascia finalmente Recanati, l’alta società italiana gli apre le porte ma il nostro ribelle non riesce ad adattarsi e vive una vita piena di aspettative e di desideri, segnata dalla malinconia.

Massimo Popolizio (Monaldo Leopardi) e Isabella Ragonese (Paolina Leopardi); sullo sfondo Sandro Lombardi (Don Vincenzo) e Edoardo Natoli (Carlo Leopardi)

Massimo Popolizio (Monaldo Leopardi) e Isabella Ragonese (Paolina Leopardi); sullo sfondo Sandro Lombardi (Don Vincenzo) e Edoardo Natoli (Carlo Leopardi)

A Firenze si coinvolge in un triangolo sentimentale con Antonio Ranieri (Michele Riondino), l’amico napoletano con cui convive da bohémien, e la bellissima Fanny (Anna Mouglalis). Si trasferisce infine a Napoli con Ranieri dove vive immerso nello spettacolo disperato e vitale della città plebea. Scoppia il colera: Giacomo e Ranieri compiono l’ultimo pezzo del lungo viaggio, verso una villa immersa nella campagna sotto il Vesuvio. Una storia di genio, sofferenze, poesia, amori e avventure.

Elio Germano, Michele Riondino e Anna Mouglalis

Elio Germano, Michele Riondino e Anna Mouglalis

Il Giovane Favoloso arriverà al cinema il prossimo 16 ottobre, lo stesso giorno in cui in libreria arriverà (edita da Mondadori Electa) la sceneggiatura del film, scritta a quattro mani da Mario Martone e da Ippolita di Majo. Una sceneggiatura che attinge agli scritti di Leopardi e all’insieme del suo epistolario, lo scrigno attraverso cui è possibile seguire la sua breve vita dalla Recanati della biblioteca paterna fino alla Napoli del colera e del Vesuvio.

Il regista Mario Martone

Il regista Mario Martone

Martone ha specificato però che il suo interesse “non è per l’aneddoto: la vita di Leopardi è tutt’uno con la sua scrittura, si potrebbe dire che non c’è un suo verso, non c’è un suo rigo che non sia autobiografico. Leopardi sa, con molto anticipo su Proust, o su Beckett, che solo la radicale esperienza di se stessi consente la partita con la verità: da qui le poesie, lo Zibaldone, le Operette morali“.

Elio Germano

Elio Germano

Dopo averne parlato anche con l’attore Giuseppe Pambieri, che ha portato in teatro L’Infinito Giacomo – Vizi e Virtù di Giacomo Leopardi, la forza di questo poeta arriva anche sul grande schermo, come spiega lo stesso Martone: “affrontare la vita di Leopardi significa inoltre svelare un uomo libero di pensiero, ironico e socialmente spregiudicato, un ribelle, per questa ragione spesso emarginato dalla società ottocentesca nelle sue varie forme, un poeta che va sottratto una volta e per tutte alla visione retorica che lo dipinge afflitto e triste perché malato“.

“Dopo ‘Noi Credevamo’, ho voluto insistere con questo film nel tentativo di riportare alla luce pezzi del nostro passato a mio avviso preziosi per il presente, ma questa volta non si tratta di un film storico. ‘Il Giovane Favoloso’ vuole essere la storia di un’anima, che ho provato a raccontare, con tutta libertà, con gli strumenti del cinema”.

Mario Martone

(Foto di Mario Spada)